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VW ID Buzz, anche gli hippy viaggiano in elettrico

Piaccia o meno, l’evoluzione non si ferma e il futuro prossimo sarà frigido come l’energia che muove le auto elettriche di cui non possiamo fare più a meno. Il nuovo ID. Buzz è il più eclatante esempio del passaggio da un approccio lisergico alla mobilità endotermica a un approccio olistico della mobilità elettrica.

redazioneTopGear
Pubblicato il: 11 mar 2022

Accettato come ineluttabile e imprescindibile il processo di elettrificazione (comunque una bufala pari a quella del Diesel criminale), non si può negare che stia velocizzando quel declino creativo che ha preso il via quando i SUV hanno cominciato a orientare il mercato dell’auto. Un declino che è anche figlio della creazione di pochi, grandi poli automobilistici, che condividono piattaforme di progetto e che non possono permettersi di sbagliare un modello e quindi seguono le tendenze, piuttosto che crearle. Un avvilimento dell’originalità della maggior parte dei progetti, come imprigionati in canoni stilistici stringenti, che tarpano le ali a qualsivoglia azzardo creativo. Quante sono le auto concepite ai giorni nostri che saranno reinterpretate e imitate fra cinquant’anni? Quante saranno ricordate con nostalgia e affetto anche dai nostri figli? Quali sono state capaci di incarnare ideali e miti di una generazione?

Gli immortali

Non sono considerazioni da nostalgico talebano. Tutt’altro. Si tratta di pensieri di chi da sempre ammira chi osa, chi prova a cantare fuori dal coro, chi non ha paura di camminare su sentieri non battuti. Tutte le auto più belle e iconiche sono nate così. Volkswagen ne ha più di una nel suo album dei ricordi. Su tutte, il Maggiolino (a cui ha cercato di dare, con poca fortuna, una seconda vita) e il T1, giunto fino a noi con un’evoluzione poco entusiasmante e lontana dalla filosofia che lo ha reso uno dei simboli di un’epoca. Un’evoluzione che, grazie alla corsa al processo di transizione energetica, avrà finalmente una scossa… A Wolfsburg hanno infatti creato la reincarnazione elettrica del Bulli. O meglio, si sono ispirati al suo design e al suo spirito per dar vita alla nuova gamma di van e furgoni Buzz, basata sulla piattaforma ID.

Volkswagen ID Buzz

Altri numeri

C’era una volta il motore boxer a quattro cilindri da 44 CV… Le versioni europee dell’ID. Buzz e dell’ID. Buzz Cargo saranno lanciate con una batteria da 77 kWh, che alimenta un motore elettrico da 150 kW e 310 Nm, che agisce sull’asse posteriore. Grazie all’alloggiamento della batteria in posizione estremamente ribassata, nel pannello a sandwich, questo componente determina un baricentro della carrozzeria molto basso e quindi contribuisce all’agilità del veicolo. La sua potenza di ricarica con corrente alternata è pari a 11 kW. Collegando il veicolo ai connettori CCS delle colonnine per ricarica rapida a corrente continua, la potenza di ricarica sale fino a 170 kW. In questo caso, la carica della batteria è portata dal 5 all’80% in circa 30 minuti. In linea con tutti i modelli della famiglia ID.

Se sul T1 il conducente era praticamente seduto sull’asse anteriore, accade lo stesso con l’ID. Buzz. La lunghezza complessiva è compatta – 4.712 mm – combinata a un passo relativamente lungo – 2.988 mm – e le forme assicurano una straordinaria aerodinamica: l’ID. Buzz raggiunge un valore cx di 0,285, mentre l’ID. Buzz Cargo di 0,29. In base all’equipaggiamento, l’altezza dell’ID. Buzz nelle due versioni si aggira fra i 1.937 mm e i 1.938 mm, includendo l’antenna sul tetto. La larghezza di 1.985 mm (retrovisori esclusi), valida per entrambi gli ID. Buzz, risulta invece maggiore di 81 mm rispetto a quella di un attuale T6.1. Sul medio periodo, la versione van sarà lanciata sul mercato anche con passo lungo.

Volkswagen ID Buzz

 

Da Woodstock a Tomorrowland

Se i baby boomer lo usavano come monolocale per campeggiare a Woodstock, i ragazzi della Generazione Z potranno fare lo stesso a Tomorrowland, e di sicuro non mancherà chi ci disegnerà fiori e simboli della pace, per scimmiottare lo storico Bulli. Come allora, l’ambiente interno ha una concezione open space e la versione van piò ospitare cinque persone con i rispettivi bagagli (capacità fino a 1.121 litri o 2.205 litri ribaltando la seconda fila di sedili. Sul medio periodo seguiranno inoltre una configurazione a sei e una a sette posti, oltre a una variante a passo lungo. Sono invece i tre posti a sedere anteriori (in alternativa ai due) e una paratia fissa fra l’abitacolo e il vano di carico da 3,9 m³ a contraddistinguere la configurazione dell’ID. Buzz Cargo, che è in grado di alloggiare due europallet.

Martin Meiners

Adeguato alla meta simbolica e ai tempi, è tutto l’allestimento dell’ID. Buzz. Il Digital Cockpit davanti al conducente esibisce un display da 5,3″. Esattamente al centro del cruscotto trova poi posto il sistema di infotainment dall’ampio display touch. Il sistema di navigazione di serie, Ready 2 Discover, presenta un touchscreen da 10″, che nella versione a richiesta Discover Pro cresce a 12″. Già nel van in configurazione base, il sistema di infotainment comprende i servizi online di We Connect, We Connect Plus e App-Connect Wireless, per l’integrazione dello smartphone e DAB+. Sia il Digital Cockpit sia il sistema di infotainment sono collegati con la plancia solo nella parte inferiore. Il display del sistema di infotainment assume così l’aspetto di un tablet sospeso.

Dal flower power al gringe

Sempre in tema di concerti, non poteva mancare la possibilità di giocare con le luci dell’abitacolo. L’ID. Buzz in versione van è dotato di serie di un’illuminazione ambiente a 10 colori. Per chi ne sentirà la irrinunciabile esigenza, sarà possibile l’upgrade a una versione a 30 colori, in cui il colore selezionato interesserà una banda luminosa nella plancia, i listelli decorativi nelle quattro porte e i vani portaoggetti all’interno di queste ultime. Il vano piedi è invece inondato di luce bianca. Inoltre, la tonalità di base scelta è ripresa anche dal Digital Cockpit e dal sistema di infotainment. Chissà se sarebbe piaciuta questa deriva “barocca” ai nostri genitori, che il vecchio Bulli potevano al massimo impreziosirlo con le tendine ricamate con il pizzo…

Verso la guida automatizzata

L’evoluzione porta con sé soprattutto comfort. La gamma di sistemi di assistenza dell’ID. Buzz comprende tecnologie interconnesse in modo innovativo, quali la funzione Memory per il Park Assist Plus su un percorso precedentemente memorizzato, Car2X (avvisi e segnalazioni di pericolo nella comunicazione locale a corto raggio) e l’ultima versione del Travel Assist con scambio di dati con le altre auto.

Volkswagen ID Buzz

Quest’ultimo consente, entro i limiti del sistema, una dinamica trasversale e longitudinale parzialmente automatizzata nell’intero range di velocità e, per la prima volta, offre anche la possibilità del cambio di corsia assistito in autostrada (a partire da 90 km/h). Il Travel Assist propone al conducente un possibile cambio di corsia sull’ID. cockpit a condizione che l’intera area interessata intorno al veicolo sia libera. Se il conducente tocca l’indicatore di direzione, il veicolo effettu il cambio di corsia. Inoltre, se sono disponibili dati di altre auto, per “orientarsi” nel mantenimento della corsia, al Travel Assist basta riconoscere una sola linea di delimitazione della carreggiata.

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Nella variante top di gamma l’ID. Buzz avrà a bordo oltre 30 sistemi di assistenza. In futuro grazie agli update over-the-air nell’ID. Buzz sarà possibile tenere aggiornato il software di un massimo di 35 centraline.