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Mazda CX-60: l'abbiamo vista e toccata e...

Primo faccia a faccia con il nuovo SUV con cui Mazda punta a farsi largo tra i SUV premium. Al debutto sarà disponibile un'interessante versione ibrida plug-in a trazione integrale. Più avanti arriveranno però anche varianti mild hybrid a sei cilindri e trazione posteriore.

Top Gear Team
Pubblicato il: 28 mar 2022

Risparmiatevi pure la fatica di andare a controllare se è vero quel che scrivo e fate un atto di fede. La nuova CX-60 non è solo la prima ibrida plug-in prodotta dalla Casa giapponese, ma è anche l’auto più potente mai uscita dalle sue linee di produzione. Quanti cavali ha? Ben 327, con una coppia di 500 Nm, ovvero più di quanto abbiano mai avuto a portata di piede destro i piloti delle varie RX-7 o RX-8. Dietro il muso grintoso di questo SUV a cinque posti lungo 474 cm, ci sono d'altro canto un quattro cilindri 2.5 della famiglia Skyactive-G da 191 CV e un motore elettrico da 100 kW, alimentato da una batteria da 17,8 kWh. Questa è sistemata sotto i posti posteriori, dove - per la cronaca - non ruba spazio né ai passeggeri né ai bagagli.

Partenza a razzo

Nonostante un peso nell’ordine delle due tonnellate, una volta su strada tutte queste cifre si traducono in uno scatto da 0 a 100 in appena 5,8 secondi. e in una velocità massima autolimitata di 200 km/h. Tra gli altri dati salienti della scheda tecnica spiccano l’autonomia in modalità elettrica, superiore ai 60 km, e i consumi dichiarati, pari a 1,5 l/100 km. La percorrenza media reale sarà però ben diversa da 66 km/litro, sappiatelo. La legge è di manica larga con le plug-in e permette loro di iniziare il ciclo di omologazione con la batteria carica.

Mazda CX-60 Takumi

Mettetevi comodi

La Mazda CX-60 è però molto più dei numeri scritti sulla sua scheda tecnica e l'ho scoperto toccandola con mano, in anticipo rispetto al lancio sul mercato. All’interno di una carrozzeria resa grintosa dallo sguardo accigliato dei fari e dalle molte nervature che solcano le lamiere si nasconde un abitacolo che ha poco da invidiare a un vero e proprio salotto. La plancia ha un disegno acqua e sapone che esalta il senso di spaziosità, complice anche la presenza di un mobiletto centrale tanto ampio quanto essenziale. Il fatto che i centimetri abbondino non è però solo un’impressione: qualunque posto si occupi a bordo, si gode sempre di un’ottima sistemazione. Standing ovation, poi, per le finiture, almeno sull’allestimento di punta Takumi, quello che ho visto dal vivo. Ogni dettaglio pare curato e materiali come pelle nappa, legno d’acero e tessuti cuciti con tecniche artigianali danno l’idea di trovarsi su un’auto di lusso

Non finisce qui

Sotto la pelle si nasconde una nuova piattaforma modulare studiata per ospitare in posizione longitudinale anche altri motori, stavolta a sei cilindri in linea. La CX-60 sarà proposta alla fine dell’anno anche con un 3.3 turbodiesel abbinato a un modulo ibrido 48V, lo stesso che farà da spalla anche a un tre litri a benzina nel corso del 2023. Questi motori potranno essere abbinati alla trazione integrale oppure - colpo di scena - alla trazione posteriore. Tutta la gamma avrà come denominatore comune un cambio automatico a otto rapporti sviluppato dalla stessa Mazda, che impiega una frizione monodisco al posto del classico convertitore di coppia.

Offerta lancio

La prevendita della CX-60 è già iniziata e dalla Casa fanno pure sapere che sta andando benone, oltre le più rosee aspettative. In Italia i prezzi partono dai 49.950 euro dell’allestimento Prime Line e arrivano ai 55.850 euro della CX-60 Takumi. Tra i due estremi ci sono l’elegante versione Exclusive Line e la sportiva Homura, con tanti dettagli neri. In caso di colpo di fulmine, sarebbe meglio non tergiversare troppo: per chi firma il contratto entro la fine di agosto ci sono anche due importanti pacchetti in omaggio, il Convenience & Sound Pack e il Service Plus, con tre anni di tagliandi gratis. A questo punto non resta che aspettare la prova su strada. Con la Mazda che usa come slogan "L'arte della guida" e insiste sul concetto si Jinba Ittai ovvero di simbiosi totale tra uomo e macchina, francamente la curiosità è tanta.

 

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