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Porsche 911 Dakar, pronta a tutto

Assetto rialzato, “armature” sparse ovunque, elettronica dedicata: ecco la 911 che si fa fuoristrada

Adriano Tosi
Pubblicato il: 17 nov 2022

Ci sono i parvenu, che si inseriscono in un ambiente che non è il loro, magari riescono anche a ritagliarsi un proprio spazio, ma poi, presto o tardi, si mostrano non all’altezza. E poi c’è chi in certe elite ci è nato, magari le ha proprio fondate: Porsche, per esempio, che la supercar con l’assetto rialzato, la trazione integrale e tutto quello che serve per affrontare le sfide più difficili l’ha inventata negli anni Ottanta. Un’idea che la porta a vincere l’edizione 1984 della Parigi Dakar e a trionfare in quella del 1986, quando al primo, al secondo e al sesto posto si classificano tre Porsche 959 Paris Dakar. Trentasei anni dopo, ecco la Porsche 911 Dakar, che però è un modello assolutamente di serie e non è scritto da nessuna parte che avrà un futuro nelle competizioni. Una cosa invece è certa: di questa auto ne faranno 2.500 esemplari, quindi se vi piace fate in fretta prima che vadano esauriti. Le consegne sono previste a partire dalla primavera del 2023 a un prezzo di circa 230.000 euro (esclusi i costi di consegna).

È il momento di questi incroci

Se è vero dunque che Porsche ha una solida tradizione nel campo, è vero anche che la 911 Dakar nasce in un periodo storico in cui sembrano di moda queste trasformazioni in cui il corpo macchina rimane il medesimo ma si applicano protezioni qua e là, si alza l’assetto e si fanno delle modifiche mirate ad aumentare la resistenza del telaio alle sollecitazioni. Alcuni esempi? Porsche Taycan Cross Turismo e Lamborghini Huracan Sterrato: una nicchia, certo, che però potrebbe allargarsi. Anche perché molto di recente Porsche - forse per tirare la volata alla 911 Dakar - ha appena completato un'impresa piuttosto curiosa

Ci sono anche i ganci traino in evidenza

Lavoro difficile, quello del designer auto: da un lato deve far di tutto per far sembrare auto sportive i SUV, dando loro persino la foggia di coupé. Dall’altro, come nel caso della 911 Dakar, si vede impegnati nel percorso inverso. Come fare? Evidenziare tutto ciò che possa caratterizzare una sportiva di razza come un fuoristrada. Ecco dunque i ganci per il traino in alluminio forgiato in tutta evidenza e, nel caso a qualcuno potessero sfuggire, verniciati di rosso. Immancabili i passaruota bombati, i rinforzi sotto alle fiancate e - qui andiamo nel tecnico - l’assetto che in modalità standard è 5 cm più alto di quello di una normale 911 Carrera, e può alzarsi ancora di più. Completano il quadro l’alettone posteriore fisso, il cofano in fibra di carbonio e compositi (CFRP) ripreso dalla GT3, i paraurti con grandi prese d'aria e le griglie in acciaio per proteggere i condotti dai sassi e i detriti.

Porsche 911 Dakar - cestello tetto

A togliere ogni residuo, potenziale dubbio sulla natura di questa macchina è il cestello portaoggetti - optional - omologato fino a 48 kg e dotato di fari supplementari. Sempre in opzione, è addirittura possibile ordinare tenda da tetto portatile.

3.0 biturbo, 480 cavalli

Tecnicamente, la Porsche 911 Dakar “pesca” un po’ qua e un po’ là dal resto della gamma 911. Il motore - ovviamente 6 cilindri boxer - è nella versione biturbo da 3 litri, 480 CV e 570 Nm di coppia abbinato alla trazione integrale con PTM; il cambio a otto rapporti PDK qui è di serie. A questo si aggiungono alcuni elementi ripresi dalla GT3, come il retrotreno a ruote sterzanti e i supporti motore a rigidità variabile.

Porsche 911 Dakar cronograph - dettaglio fiancata

Specifico il controllo dinamico del telaio (PDCC), che comprende i due programmi speciali Rallye Mode e Off-Road Mode. Il secondo solleva l’auto di altri 30 mm (oltre ai 5 di base); non manca il Launch Control con taratura "rally", per partenze veloci su fondi sconnessi, che tollera slittamenti delle ruote fino al 20%. La 911 Dakar accelera da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi. La velocità massima, per via delle gomme da fuoristrada, è limitata a 240 km/h. A proposito: i pneumatici sono dei Pirelli Scorpion All Terrain Plus 245/45 - 19 anteriori e 295/40 - 20 posteriori, che si possono sostituire con coperture Pirelli PZero stradali.

Aggiungi peso qui, toglilo là

L’allestimento Dakar della 911 ha ovviamente comportato un aumento di peso, cosa che a Zuffenhausen vedono come il fumo negli occhi. Ecco perché è stato deciso di rimuovere i sedili posteriori e di sostituire i cristalli originali con altri più sottili.  In questo modo il peso finale tocca i 1.611 kg, appena 7 kg in più rispetto a quello della Carrera GTS PDK. Per il resto, gli interni della 911 Dakar sono dotati di rivestimenti in Race-Tex e sedili anteriori Full Bucket standard. 

Per distinguersi a ogni… Ora

Per chiudere in bellezza - e per stimolare la spesa di qualche altro migliaio di euro - Porsche ha realizzato, per gli acquirenti della 911 Dakar, uno cronografo dedicato. Disponibile nelle versioni "911 Dakar" o "911 Dakar Rallye Design Edition”, vanta l’alloggiamento in carburo di titanio resistente ai graffi.

Porsche 911 Dakar - orologio dedicato

Infine, un'annotazione che non è di dettaglio. Se c’è una cosa su cui i tedeschi sono inattaccabili è la caparbietà con cui perseguono un obiettivo. La Porsche 911 Dakar, dati il nome e l’aspetto, deve saper superare ostacoli impossibili alle 911 “normali”: è questo il compito che si sono dati a Zuffenhausen. Per ottenere il risultato, non si sono limitati a mettere mano alla 911 in ogni sua parte (o quasi): hanno messo tutto alla prova in 10.000 km di massacranti collaudi in fuoristrada, all’interno di un programma di test lungo ben 500.000 km in giro per il mondo, dalle zone più fredde a quelle più calde. Come potete vedere dalle foto, in Porsche non hanno risparmiato persino le dune del deserto del Marocco e di Dubai (con temperature superiori ai 45°C).

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