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Tobias Moers: "Come aggiusto l'Aston in 5 mosse"

Il signor AMG è ora il signor Aston Martin. Dopo nove mesi al comando, Tobias Moers è pronto a rivelare il suo masterplan per risolvere tutti i problemi di Aston... di nuovo.

Testo di Jack Rix - Foto di Tom Barnes
Pubblicato il: 07 lug 2021

TopGear: Ha già guidato la Valkyrie?

Tobias Moers: L’ho fatto. È ben riuscita, il comfort è abbastanza buono, funziona bene. La posizione di guida è molto particolare, simile a un’altra auto che conosco...

TG: A proposito... si è lasciato alle spalle la Mercedes Project One e ha ereditato l’Aston Martin Valkyrie. Quale procura più mal di testa?
TM
: La risposta diplomatica è che rappresenta una bella sfida! C’è una differenza enorme. Non si possono paragonare perché la Project One non è un’auto normale, ma è più tradizionale – la trasmissione è unica. Con la Valkyrie, il V12 è la parte più tradizionale, anche se supera gli 11.000 giri, mail cambio e il motore elettrico sono una sfida molto speciale. Somiglia più a un aereo che una macchina.

TG: Cosa l’ha attratta di questo lavoro?
TM
: Lawrence [Stroll] mi ha chiesto di unirmi a lui in un viaggio e a volte nella vita devi chiederti: “Cosa c’è dopo?”. Aston Martin è un marchio che amo, è ben noto, ma c’è ancora tanto spazio per migliorare la definizione del marchio e dei prodotti.

TG: A Lawrence devono essere piaciute le sinergie tra Mercedes e Aston?
TM: Non è stato il motivo per cui mi ha mandato una mail in cui mi chiedeva: “Chi può sistemare questo, chi può gestire un programma di turn around con Aston, chi può costruire la strategia di prodotto per il futuro?” Il fatto che io conosca abbastanza bene il reparto tecnico della Mercedes è sicuramente un vantaggio.

TG:Quando ha assunto il comando nell’agosto dello scorso anno, che situazione ha trovato? Era un lavoro più grande di quanto immaginasse?
TM: Sono due lavori in uno. Da un lato far girare un’azienda, perché in termini di efficienza Aston non ha brillato. La produzione, il modo in cui gestiamo i nostri bilanci, c’erano un sacco di cose da sistemare. L’azienda gestiva due linee di assemblaggio, ne abbiamo chiusa una. Non è un problema di volumi, semplicemente non funzionava. Ora tutte le auto sono su una sola linea di assemblaggio: DB11, DBS, Volante, Coupé, Vantage. Avevamo 70 stazioni sulla linea, con parecchio capitale impegnato, ora ne abbiamo 23. È pura liquidità.

Tobias Moers

TG: Sembra sorpreso di aver fatto la differenza così rapidamente?
TM: Sì. Stiamo parlando, come minimo, del 30-40 per cento di efficienza in tutta l’azienda. In alcune aree anche di più. È difficile da spiegare, perché nell’industria automobilistica si parla di risparmi del due, tre, quattro per cento come se fossero buoni.

TG: La prima parte è la razionalizzazione, la seconda deve essere il piano di prodotto? Cominciamo con le auto a motore centrale...
TM: Sai della Valkyrie; la Valhalla è passata a un diverso powertrain... ibrido plug-in.

TG: V8? Magari sfruttando la tecnologia del powertrain Mercedes...
TM: Sì, è ibrido plug-in, a trazione integrale. Ci stiamo lavorando. Asse anteriore elettrificato e motore a combustione al posteriore, abbinato a un cambio elettrificato. Questo schema della trasmissione sarà condiviso in futuro con la prossima Vanquish.

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TG: Come differenziate la Valhalla e la Vanquish se hanno lo stesso propulsore?
TM: Sono auto diverse: la Valhalla ha un telaio in carbonio, la Vanquish in alluminio. La Valhalla avrà un aspetto diverso dal modello mostrato a Ginevra nel 2019, è un’auto molto personalizzata, pur mantenendo una seduta molto bassa. La Vanquish è più una tuttofare, con un livello di prestazioni davvero elevato, ma con il più addomesticato motore centrale.

TG: Che piani avete per il marchio Lagonda?
TM: Lagonda è stato tutto – il marchio più lussuoso, il marchio a trazione elettrica. Al momento, sappiamo cosa ne faremo, ma ce lo teniamo per noi. Non è affatto il marchio all-electric di Aston Martin, perché non avrebbe senso. Se lo fai, devi dare vita a un nuovo marchio, devi spiegarlo, devi commercializzarlo. In definitiva, bisogna guardare al marchio principale che è Aston Martin. L’idea che Lagonda sia un marchio di lusso non è così sbagliata. La sportività che traspare dall’impegno di Aston Martin in F1 lascia spazio per più lusso.

TG: Siete interessati a un programma Le Mans?
TM: Potremmo probabilmente fare meglio nelle corse clienti in futuro, un programma con vetture a motore centrale offre maggiori possibilità, ma la classe hypercar di Le Mans? Non sono così sicuro. Alla fine, con il BOP (Balance of Performances) le prestazioni sono livellate alla macchina più lenta. Questa è la verità. Al momento abbiamo bisogno di scegliere le nostre battaglie, far crescere l’azienda finanziariamente, smettere di dissanguarci, costruire un futuro sostenibile.

TG: Dovete aumentare le vendite di Vantage e DB11 per farlo, o potete contare sulla DBX?
TM: No, sono più che felice degli ordini ricevuti per le nostre auto sportive. Sono molte più di quanto pensassi. L’anno scorso avevamo 3.000 auto in magazzino e ora è vuoto. C’è sempre stato un divario tra ingrosso e dettaglio, sempre. Questo fa salire gli sconti. Ora abbiamo quasi azzerato lo stock.

TG: Avete bisogno di una DBS e di una DB11?
TM: Sì, ma con un approccio diverso per il futuro. Stiamo lavorando ai facelift di queste auto. Ovviamente sono invecchiate, non c’è abbastanza tecnologia, non sono connesse: devono essere aggiornate. C’è sicuramente spazio per una gamma più ampia per modelli due porte e 2+2, e probabilmente c’è anche spazio per un’auto di punta in quel segmento.

TG: L’elettrificazione, poi. Cosa ne pensa?
TM: Sono totalmente d’accordo. Tutto quello che si sente dire è sbagliato. Si dice che io sia uscito da una riunione del consiglio di amministrazione della Daimler per l’ibrido a quattro cilindri della AMG, ma quello ero io, era una mia idea. L’ho partorita io.

TG: Quindi vede molte opportunità per le Aston Martin elettrificate?
TM: Sì, assolutamente. Per i modelli a motore centrale ci vorrà un ibrido plug-in. Il trasferimento di tecnologia con Mercedes ci permette di avere un ibrido plug-in anche sulla DBX, forse tra un paio d’anni, e probabilmente c’è anche la possibilità di fare qualcosa con la DB11 e la DBS.

TG: Quando vedremo la prima Aston Martin elettrica pura?
TM: Nel 2025 o 2026: sarà la nostra auto sportiva della prossima generazione. È un dato di fatto. Quando si tratta di una piattaforma elettrica, creandone una che serve auto sportive e Suv, due porte e quattro porte, si può essere creativi. Così si fondono le piattaforme.

TG: Potreste prendere un’intera piattaforma elettrica dalla Mercedes?
TM: Potremmo farlo, fa parte della discussione sul trasferimento di tecnologia. C’è una possibilità per la piattaforma della EQS, ma è la piattaforma giusta per un marchio sportivo?

TG: Può un’Aston Martin avere carattere anche se è solo a trazione elettrica?
TM: Cosa definisce la tipica Aston Martin? È una bella macchina, un po’ ribelle e un po’ gentleman, e noi possiamo raggiungere questo obiettivo. Si può mantenere l’emozione. Ho fatto degli esperimenti per aumentare la percezione della dinamica a bordo, perché l’emozione deve coinvolgere tutti i sensi.

TG: Cosa succederà nel 2030, quando le auto con motore endotermico saranno bandite dal Regno Unito?
TM: Penso che entro il 2030 la metà delle nostre vendite saranno 100% elettriche, come minimo. Il resto sarà ibrido plug-in... e probabilmente qualche centinaio di auto per andare solo in pista. Perché sarà ancora permesso, almeno quello.

TG: Nel complesso, nei primi nove mesi di lavoro,di cosa è più orgoglioso?
TM: L’energia. L’energia dell’azienda in questo momento. La vedo nella produzione e la vedo anche negli occhi degli ingegneri. È un posto fuori dal comune.

 

SVOLTA A CINQUE PUNTI: I SEMPLICI PASSI DI MOERS PER RENDERE DI NUOVO GRANDE ASTON

1 EFFICIENZA
Due linee di produzione diventano una, 70 stazioni di lavoro diventano 23, da 3.000 auto in magazzino si passa a costruire su richiesta. Facile, no?

2 ENERGIA
...i dipendenti. “Ho chiesto a qualcuno la settimana scorsa: ‘Come va?’ La risposta è stata: ‘Bene, perché lei è qui’”, dice Moers, modestamente.

3 EMOZIONALE
Affrontare Ferrari e McLaren con tre modelli a motore centrale – prima la Valkyrie, poi la Valhalla e la Vanquish con il V8plug-in.

4 ELETTRIFICARE
DBX ibrida plug-in entro il 2023, DB11 eDBS plug-in a seguire. Prima auto sportiva100% EV entro il 2025 o 2026, 50 per cento delle vendite full-electric entro il 2030.

5 ESPANDERE
La F1 sta facendo sembrare Aston più sportiva, quindi spazio per Lagonda per esprimere più lusso– come la Classe S Maybach. Obiettivo: venderne 9-10mila l’anno.