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Effeffe Berlinetta - Effere o non Effere...

La Effeffe Berlinetta non è una copia, ma un omaggio a romantici e sognatori. La tecnologia per realizzare Berlinetta è quella di una volta: un tornio, un martello, qualche serie di chiavi e cacciaviti.

Testo di Cesare Gasparri Zezza - Foto di Fabrizio Ferrari, Dario Pellizzoni, Matteo Nespoli e Orazio Truglio
Pubblicato il: 16 mar 2022

Berlinetta”, con questo vezzeggiativo, negli Anni 50, costruttori come Ferrari, Maserati, Alfa Romeo classificavano le vetture che incarnavano particolari stilemi: lunotto inclinato di circa 45°rispetto al piano orizzontale del tetto e con linee dolci e tondeggianti che si incontravano nel posteriore disegnando una coda tronca. Vetture che non erano solo belle da vedere come delle meravigliose opere d’arte, ma erano anche velocissime perché equipaggiate con motori potenti alloggiati nel vano anteriore e con la trazione sull’assale posteriore. Alcuni esempi illustri sono la Ferrari 212 Export, l’Alfa Romeo Giulia TZ Berlinetta e la 6C 2500 SS, solo per citarne alcune...Vetture capaci di viaggiare nel tempo senza perdere appeal, eleganza e fascino, come dimostrano, i designer di oggi che ancora si voltano verso il passato per catturare e riproporre, in chiave moderna, quelle meravigliose linee del passato.

Proprio come una volta

I Fratelli Frigerio si sono spinti oltre, talmente innamorati di quegli anni ’50 che con passione ed esperienza hanno iniziato a realizzare un modello che con le sue linee, le sue forme e i suoi contenuti, richiama le auto dei sogni dei gentleman drivers di quei tempi. La Effeffe Berlinetta che esce da quell’officina in Brianza, dalle parti di Giussano, a venti minuti di auto dall’Autodromo di Monza, non è una copia, ma un omaggio a romantici e sognatori. La tecnologia per realizzare Berlinetta è quella di una volta: un tornio, un martello, qualche serie di chiavi e cacciaviti. Nessun computer o misuratori al laser, si fa tutto ad occhio e le misurazioni si prendono con il centimetro. La vettura si costruisce per terra attorno ad una dima di saldatura del telaio costruita a mano, si appoggia il motore, si accoppiano le sospensioni e gli pneumatici... A portare avanti il lavoro una piccola squadra di artigiani: un motorista, un telaista, un battilastra, un mastro sellaio ed infine un collaudatore per controllare l’insieme.

Effeffe Berlinetta

Tocca a noi

Oggi abbiamo preso il posto del collaudatore: a noi il compito di macinare chilometri su un’auto che non ha niente a che fare con quelle che guidiamo normalmente. Dovremo fare un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, tornare a quegli Anni 50 in cui questo tipo di auto venivano usate dal lunedì al venerdì per accompagnare il proprietario sul percorso casa-lavoro-teatro mentre il sabato e la domenica il loro habitat diventava la pista. Se nelle linee della Effeffe Berlinetta si possono vedere dei richiami all’Alfa Romeo 6C, la 1900 CSS Zagato e ad altre opere d’arte su ruote, sotto il cofano è alloggiato un motore Alfa Romeo in alluminio 2.0 litri da 200 cavalli derivato da quello della GTV. Servofreno, servosterzo, ABS, DSC, infointrattenimento, aria condizionata... non c’è niente di tutto questo,la tecnologia arriva al massimo ad un cambio sincronizzato a 5 rapporti più retromarcia, quattro potenti freni a disco, sospensioni anteriori a parallelogramma articolato e con un avantreno da Formula 1 anni Settanta, con le “tre C” interamente regolabili dal driver: camber, caster e convergenza. All’interno tanta pelle pieno fiore a rivestire ogni centimetro dell’abitacolo e dei sedili e una soffice moquette in lana a ricoprire il pianale. Pochi indicatori, i fondamentali per tenere sotto controllo il livello del carburante, la temperatura dell’olio, velocità e giri motore. Qualche bottone per i fari e i servizi oltre ad uno nascosto per consentire alla ventola di raffreddamento di entrare in funzione anche manualmente.

Emozioni intense

Giù il piede sulla frizione, un giro di chiave e dopo una frazione di secondo il motore inizia a pulsare. Da subito si deve ricalibrare la forza per schiacciare i pedali, tenere lo sterzo ed agire sul cambio. Già dai primi chilometri che muoviamo in città, ad Imola, non passiamo inosservati. Sarà il sound del motore che fa vibrare la cassa toracica e attira l’attenzione e le linee armoniose della carrozzeria che fanno innamorare chi la guarda... Da subito riusciamo a trovare il punto in cui rilasciare frizione ed aumentare il gas senza far borbottare la Effeffe Berlinetta, che appare agile e briosa. Le frenate sono decise. Passeggiare in città come viaggiare fuori porta offre un piacere di guida assoluto. Fermandoci ad un bar nei pressi del castello, la domanda che ci poniamo è come avranno fatto a stare in un abitacolo senza aria condizionata?. Una domanda a cui i Fratelli Frigerio hanno risposto con la possibilità di equipaggiare la vettura con un gruppo di raffreddamento. Quando il sabato e la domenica si abbandonava l’asfalto delle strade per quello della pista il divertimento di guida veniva amplificato.

Effeffe Berlinetta

DNA corsaiolo

La Effeffe Berlinetta con il suo motore elaborato da Carlo Facetti, secondo le specifiche Fia per il EuropeoTurismo gruppo 2 del 1971, avrebbe certamente vinto il Campionato di quell’anno. Noi non abbiamo tutte quelle velleità sportive e ci accontentiam odi calpestare l’asfalto del circuito del Santerno.Tagliando le curve la sentiamo assorbire le asperità dei cordoli con qualche piccolo rimbalzo. La trazione posteriore non permette errori nell’erogazione del gas, lo moduliamo attentamente, lo accarezziamo fino a quando le ruote anteriori non tornano dritte, poi tutto giù. Dopo la curva della Tosa saliamo di marcia, un colpo di freno per trasferire i carichi sull’anteriore e poi dentro la curva successiva. Veloci verso la Piratella e le Acque Minerali. Alla Variante Alta si deve cambiare stile di guida, un po’ meno aggressivi per evitare che troppa foga ci butti fuori alla Rivazza. Poi in parata, fino al traguardo. Una leggenda parla di un gentleman driver che con una berlinetta dei tempi, arrivò sul circuito di Le Mans, affrontò la 24 ore e al termine andò via continuando a guidare la stessa auto... Il tempo passa ed oggi eventi legati alle vetture storiche si potrebbero affrontare con lo stesso spirito a bordo di una Effeffe Berlinetta senza dover affrontare i trasferimenti con la bisarca. Dall’alba al tramonto,il nostro viaggio nel tempo e nello spazio sta per volgere al termine. Con la Barchetta voluta da Vittorio e Leonardo Frigerio non solo abbiamo avuto modo di divertici impostando una guida vera e sincera, ma abbiamo avuto modo di conoscere una valida realtà imprenditoriale che, come quelle degli Anni 50, contribuisce a fare grande il Paese.

 

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