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Scuderia del Portello: 40 anni di storia in chiave Alfa Romeo

La Scuderia del Portello difende i colori del Biscione nelle gare per auto d’epoca e offre tanti servizi agli appassionati e ai gentleman driver.

Giampaolo Sacchini
Pubblicato il: 08 set 2021

La Scuderia del Portello nasce ad Arese il 3 febbraio 1982 come emanazione del glorioso marchio milanese nell'ambito del Centro Direzionale Alfa Romeo, come emanazione del brand meneghino e grazie all'adesione di una schiere di appassionati proprietari Gentleman Drivers, pronti a difendere in pista i gloriosi colori del Biscione. Per capire però che cosa sia oggi esattamente la Scuderia del Portello, bisogna premettere che il sodalizio venne ideato come struttura di supporto e di assistenza tecnica per i piloti che gareggiavano con vetture Alfa Romeo di cessata produzione. Nell’atto costitutivo stesso si indicava già come scopo anche la promozione del marchio, nonché la tutela del suo patrimonio storico e tecnologico da preservare come contributo fondamentale alla storia dell’automobilismo. A riprova della coerenza con quanto sopra enunciato e dell’intraprendenza dei suoi soci fondatori, fin da subito divenne Squadra Ufficiale Alfa Romeo per le competizioni di auto storiche.

Buon anniversario

Noi abbiamo incontrato Andrea Cajani, Team Manager e Responsabile Eventi della Scuderia, con cui abbiamo, innanzitutto, fatto il punto sulle celebrazioni relative all’ormai prossimo 40°anniversario di fondazione, per capire quali sono gli obbiettivi per il prossimo futuro ed il sogno nel cassetto inconfessabile.

È un traguardo senza dubbio importante -ci anticipa lo stesso Cajani -, di questi 40 anni, 30 hanno visto la presidenza di mio padre (Marco Cajani ndr), uno dei primi Gentleman Driver storici della Scuderia del Portello il quale, oltre ad avere restaurato, preparato e corso con più di 50 auto tra i modelli più prestigiosi tra le Alfa Romeo da competizione (dalle 1900 dei primi anni ’50, passando attraverso le sport prototipo e le F1), ha personalmente investito nella struttura logistica e organizzativa del team che oggi è nota in tutto il mondo. A questo proposito, il nostro sogno nel cassetto per celebrare al meglio il 40° anniversario sarebbe quello di tornare con una squadra di 4/5 equipaggi alla mitica Carrera Panamericana in Messico. Si tratterebbe di una partecipazione straordinaria: esattamente 20 anni fa, nel 2002, ci fu infatti la nostra ultima comparsa in terra messicana (dopo la partecipazione alle edizioni ’90 e ’91) con 5 vetture e un team d’eccezione composto da piloti leggendari come Arturo Merzario - nostro Presidente Onorario -, Clay Regazzoni e Prisca Taruffi.".

 

Raccontaci qualcosa delle vetture che fanno parte in modo permanente del "Museo Dinamico" e quali sono quelle a cui siete più legati e perché...

"La passione e gli investimenti, sia in termini di tempo che di denaro, da parte dei nostri soci (in 40 anni più di 220 in 19 Paesi del mondo) hanno permesso di dare vita a quello che noi chiamiamo Museo Dinamico Alfa Romeo storiche da competizione della Scuderia del Portello. Alcuni di questi soci Alfisti annoverano,nelle loro collezioni e nei loro garage, veri gioielli, come la Tipo 33/2 “Fléron” o “Periscopica”, altri prototipi Tipo 33 e monoposto di F1 storiche. Sono tutte vetture marcianti che, oltre a offrire l’esperienza di guida ai piloti durante gli eventi, regalano emozioni uniche al grande pubblico. Parliamo di auto che difficilmente si possono ammirare nei musei, anche in quello Storico di Arese. Oltre alla “Fléron”, per esempio, ci sono esemplari unici come, solo per menzionarne uno, la F1 De Tomaso con motore Alfa Romeo preparato da Conrero che corse il Mondiale e il Gran Premio d’Italia nel 1961 con Bussinello e che ancora oggi portiamo in pista a Monaco e a Goodwood. Con l’Alfa Romeo 1900, per esempio, abbiamo un legame speciale poiché fu la prima vettura di serie costruita al Portello di Milano – da cui prende il nome la Scuderia –, battezzata “l’auto di famiglia che vince le corse” perché, pur essendo una vettura di serie per tutti i giorni, aveva delle capacità tecniche e prestazioni sportive di altissimo livello nelle competizioni. Proprio alla Carrera Panamericana nel 1954 debuttò come vettura di serie nelle competizioni per vetture Turismo Internazionale. La Scuderia del Portello ha portato in gara e ha vinto molti titoli e diversi Campionati Europei FIA con le1900 più iconiche, tra cui le CSS Zagato e una 1900 coupé Corto Gara che fu realizzata in soli 7 esemplari per far gareggiare leggende dell’automobilismo come Fangio e Sanesi (oggi ne sono rimasti solo 2 al mondo ndr). Ancora oggi abbiamo due delle 1900 TI che corsero quella stessa Carrera assieme alle altre sei vetture ufficiali del team Finmeccanica.".

Scuderia del Portello

Qual è  l'evento che vi piace di più e a cui siete più intimamente affezionati, quello a cui non rinuncereste mai per nessun motivo?

"In “pole position” collocherei sicuramente Goodwood, sia il Festival of Speed che il Revival. È un evento unico e inimitabile che, oltre a richiamare migliaia di spettatori, coinvolge le vetture e i piloti più prestigiosi del mondo, sia le leggende della storia che i campioni attuali. È praticamente impossibile trovare in altre manifestazioni un tale spettacolo e così tante attrazioni per gli appassionati nello stesso contenitore, per 3 giorni di seguito. Su invito del patron Lord March (oggi Duca di Richmond), siamo stati i primi più di 25 anni fa, a portare le Alfa Romeo storiche da competizione alla manifestazione inglese, incluse le vetture del Museo Storico di Arese, con i nostri bilici. Da allora non abbiamo mai mancato a un’edizione. Al secondo posto, ma non per importanza, metterei il Grand Prix de Monaco Historique per il fascino delle monoposto storiche di ogni epoca, unito allo charme del contesto. Con le nostre F1 storiche vantiamo almeno una decina di partecipazioni, praticamente a tutte le edizioni degli ultimi 20 anni.".

Scuderia del Portello

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Come vedi il futuro del mondo delle auto d'epoca, più impostato su un tipo di collezionismo statico, imposto anche dalle legislazioni sempre più severe in tema di emissioni, oppure dinamico, come quello che avete sempre promosso, e, nel caso, quali sviluppi ti auspichi per il futuro da parte del legislatore?

Finché manifestazioni prestigiose di richiamo internazionale, come quelle sopra citate, piuttosto che la 1000 Miglia e le altre meravigliose gare di regolarità che abbiamo in Italia, continueranno a riscuotere un enorme successo, come è accaduto anche in questo anno molto complesso, credo che questo mondo non sarà mai destinato a scomparire. Questi eventi non sono solo un incentivo per i possessori invitati a tirar fuori le proprie vetture storiche dai garage, ma rappresentano anche un volano importante per numerosi altri settori, a cominciare dal turismo e dalla valorizzazione del territorio. Si tratta di sport, di cultura, arte e passione ed è soprattutto un mondo che ha un mercato dove si vende, si compra e si innescano sempre nuove sinergie. A mio avviso il legislatore, anziché vincolare le opportunità che offre il mondo dell’automobilismo storico, dovrebbe incentivarne la continuità ed il culto soprattutto per le generazioni future e, possibilmente, in collaborazione con le Case automobilistiche ed i collezionisti.".

A questo proposito, quali sono i vostri rapporti con la Casa madre, ovvero con l'Alfa Romeo?

"L’Alfa Romeo sta vivendo la nota fase di transizione nell’epoca Stellantis. Il 24 giugno scorso, presso il Museo Storico di Arese con cui collaboriamo, abbiamo avuto modo di conoscere il nuovo AD di Alfa Romeo Jean-Philippe Imparato, presentandogli parte della nostra storia e organizzazione che è a disposizione del brand, per accompagnare la promozione dei nuovi prodotti con questa filosofia: mentre assistiamo alla nascita di una nuova epoca, che in futuro sarà una storia - si spera - di altri 111 anni, l’Alfa Romeo ha già scritto 111 anni di evoluzione da preservare, anche grazie agli strumenti e ai servizi di cui la Scuderia del Portello dispone, per i quali sono costantemente necessari supporto e collaborazione della Casa Madre.".

Scuderia del Portello

Che consigli daresti a un collezionista alle prime armi che si vuole avvicinare al mondo Alfa Romeo?

Innanzitutto di diventare socio della Scuderia del Portello, ovviamente. Agli appassionati alle prime armi diciamo sempre di fare una distinzione tra le vetture storiche e le macchine vecchie. Per esempio, alcune vetture dei nostri soci, già restaurate o da restaurare, sono in vendita sul sito www.portellofactory.com come auto d’epoca che hanno una storia fatta sia dall’originalità della vettura che dalle successive attività svolte con la Scuderia del Portello. Con questa premessa, acquistare una vettura dalla Portello Factory o da un socio della Scuderia del Portello vuol dire avere la visione e la passione di dare continuità a un pezzo di storia. Seppur alle prime armi, un vero collezionista dovrebbe partire sempre da questo principio.”.