Top Gear Italia era presente per tutta la settimana della 24 Ore di Le Mans con il suo inviato Francesco Candido, immerso nel cuore della gara più importante del calendario FIA WEC. Tra duelli mozzafiato, oltre 350.000 spettatori e l’atmosfera unica che solo il Circuit de la Sarthe sa regalare, l’edizione 2026 ha confermato ancora una volta perché Le Mans sia molto più di una semplice corsa automobilistica.
Le Mans, dove il motorsport diventa una religione

Ci sono gare importanti. E poi c’è Le Mans.
Per una settimana intera il piccolo comune francese si trasforma nella capitale mondiale dell’automobilismo. Arrivano tifosi da ogni angolo del pianeta, campeggi che sembrano città temporanee, barbecue accesi giorno e notte, bandiere che sventolano senza sosta e una passione che travolge tutto.
Noi di TopGear Italia abbiamo vissuto la manifestazione dall’interno, seguendo ogni fase della settimana fino alla bandiera a scacchi. Dagli spalti alle aree hospitality, dai paddock ai villaggi dei tifosi, ovunque si respirava quell’atmosfera che rende unica la 24 Ore di Le Mans.
La cosa più affascinante? Vedere migliaia di appassionati sostenere marchi diversi con una passione quasi calcistica, ma sempre nel rispetto reciproco. Ferrari, Toyota, BMW, Cadillac, Alpine, Aston Martin, Peugeot e Genesis: ognuno con il proprio popolo, i propri colori e le proprie speranze.
Toyota batte Ferrari e torna sul gradino più alto

Dopo tre anni consecutivi di trionfi Ferrari, molti pensavano che la storia fosse destinata a ripetersi ancora una volta. Invece la 24 Ore di Le Mans 2026 ha scritto un capitolo diverso.
A conquistare la vittoria è stata la Toyota GR010 Hybrid affidata a Kamui Kobayashi, Nyck De Vries e Mike Conway, che hanno regalato alla Casa giapponese il sesto successo assoluto nella classica francese.
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Un risultato che interrompe il recente dominio delle Ferrari 499P ma che, soprattutto, restituisce alla categoria Hypercar quell’equilibrio e quell’incertezza che stanno rendendo il FIA WEC uno dei campionati più spettacolari del panorama mondiale.
La Toyota è riuscita a sfruttare al meglio una gara combattutissima, dimostrando ancora una volta tutta la propria esperienza nelle competizioni endurance.
Ferrari lotta fino alla fine

La vittoria non è arrivata, ma sarebbe sbagliato parlare di delusione per Ferrari.
In una stagione caratterizzata da un regolamento tecnico aggiornato che ha nuovamente rimescolato le carte tra i costruttori, il Cavallino ha dimostrato grande capacità di reazione.
La Ferrari 499P affidata ad Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado ha infatti rimontato con determinazione fino alla quinta posizione finale, in una gara che per lunghi tratti sembrava decisamente più complicata.
È il segnale che il progetto resta competitivo e che la lotta per tornare al vertice è tutt’altro che chiusa.
Per Ferrari si tratta di una battuta d’arresto, non certo della fine di un ciclo vincente.
BMW sfiora l’impresa e presenta il futuro della divisione M

Tra i protagonisti assoluti della gara c’è stata anche BMW, che con il team WRT ha sfiorato una vittoria storica.
La BMW M Hybrid V8 guidata da Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde ha concluso al secondo posto dopo essere rimasta in lotta per il successo fino alle ultime fasi della corsa.
Ma Le Mans è stata importante anche fuori dalla pista.
Durante il weekend francese, BMW ha infatti svelato la nuova BMW M Concept Neue Klasse, il manifesto tecnologico che anticipa il futuro elettrico delle sportive della divisione M.
Un prototipo che introduce il nuovo linguaggio stilistico del marchio e mostra come prestazioni, tecnologia e motorsport continueranno a convivere anche nell’era dell’elettrificazione.

Per leggere il nostro approfondimento dedicato alla BMW M Concept Neue Klasse clicca qui.
Otto costruttori, una battaglia spettacolare

Uno degli aspetti più emozionanti della 24 Ore di Le Mans 2026 è stato il livello della competizione.
Otto grandi costruttori si sono sfidati per la vittoria assoluta: Toyota, Ferrari, BMW, Cadillac, Alpine, Peugeot, Aston Martin e Genesis.
Una situazione impensabile fino a pochi anni fa e che testimonia la straordinaria salute della categoria Hypercar.
Cadillac ha ottenuto un eccellente quarto posto con la propria V-Series.R, restando spesso nelle posizioni di vertice. BMW ha sfiorato il colpaccio. Ferrari ha limitato i danni. Toyota ha trovato il successo.
E il pubblico, oltre 350.105 spettatori secondo i dati ufficiali dell’Automobile Club de l’Ouest, si è goduto una delle edizioni più combattute e imprevedibili degli ultimi anni.
La notte di Le Mans resta qualcosa di irripetibile

Poi arriva la notte. Le tribune si illuminano, i fari delle Hypercar tagliano il buio della Sarthe e la gara assume una dimensione completamente diversa.
Mentre le auto continuano a girare a oltre 300 km/h, nei campeggi e nei locali all’interno del circuito la festa non si ferma mai. Musica, incontri, racconti, brindisi e migliaia di persone accomunate dalla stessa passione.
È probabilmente questo il segreto della 24 Ore di Le Mans.
Non è soltanto una gara automobilistica. È un evento culturale, una celebrazione collettiva del motorsport e della passione per le corse.

Quando il sole tramonta e il circuito si accende sotto le luci artificiali, si comprende davvero perché questa corsa continui a essere considerata la più affascinante del mondo.
La notte di Le Mans non assomiglia a nessun’altra. E chi ha avuto la fortuna di viverla almeno una volta, lo sa bene.
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