Aston Martin continua a credere nel V12 e lo fa senza mezze misure. La nuova Valen porta infatti il dodici cilindri biturbo della Casa britannica a un livello mai raggiunto prima su una sua supercar a motore anteriore: 850 CV, 1.000 Nm di coppia e 343 km/h di velocità massima.
È l’ultima creazione nata attraverso Q by Aston Martin, il programma dedicato alle realizzazioni più esclusive, e sviluppata con il contributo del nuovo reparto Special Vehicle Operations. Una famiglia nella quale troviamo già progetti come Valour, Valiant e DBR22 e alla quale adesso si aggiunge una vettura ancora più estrema.
Anche il nome segue la tradizione delle Aston Martin che iniziano con la lettera V. Valen deriva dal latino valens, termine associato ai concetti di forza e potenza. Difficile trovare una definizione più appropriata.
Il V12 Aston Martin arriva a 850 CV

Sotto il lunghissimo cofano trova posto il 5.2 V12 biturbo, qui portato a 850 CV e capace di sviluppare 1.000 Nm già da 2.500 giri/min.
Il motore è abbinato al cambio automatico ZF a otto rapporti, ma anche la trasmissione è stata profondamente rivista. Le strategie di cambiata derivano dall’esperienza maturata con la Vantage GT4 e puntano a rendere gli innesti più rapidi e incisivi in tutte le modalità di guida.
Il risultato è uno 0-60 mph in 3 secondi, mentre la velocità massima viene limitata elettronicamente a 214 mph, equivalenti a circa 343 km/h.
Sport, Sport+ e Track modificano il carattere della vettura intervenendo anche sulla risposta dell’acceleratore. Nelle prime due modalità la corsa viene resa più pronta per aumentare la reattività su strada, mentre in Track la risposta diventa maggiormente progressiva per consentire una gestione più precisa quando si guida al limite.
Fino a 110 kg in meno

La potenza racconta soltanto una parte del lavoro svolto. Uno degli obiettivi principali del progetto è stato infatti quello di ridurre la massa, con un risparmio che può raggiungere 110 kg rispetto alla piattaforma V12 di partenza.
Per riuscirci Aston Martin ha utilizzato fibra di carbonio, alluminio, titanio e magnesio. La carrozzeria è interamente realizzata in carbonio, mentre di serie troviamo nuovi cerchi in magnesio che permettono di contenere le masse non sospese.
Ancora più radicale il pacchetto alleggerimento opzionale: bracci delle sospensioni e portamozzi ricavati dal pieno in alluminio e bulloneria del telaio in titanio permettono da soli di eliminare 16,9 kg.
I cerchi montano pneumatici Pirelli P Zero R sviluppati specificamente, nelle misure 275/35 ZR21 davanti e 325/30 ZR21 dietro. La Valen utilizza inoltre la tecnologia Pirelli Cyber Tyre, capace di fornire in tempo reale informazioni sugli pneumatici ai sistemi dinamici della vettura. ESP, ABS e controllo di trazione possono così adattare continuamente i propri parametri.
Un telaio sviluppato intorno al guidatore

Non basta alleggerire un’auto da 850 CV per trasformarne il comportamento. Aston Martin è quindi intervenuta su sospensioni, sterzo, freni, geometrie e controlli elettronici.
Al posteriore troviamo un telaietto montato rigidamente, mentre molle e molle ausiliarie sono specifiche. Gli ammortizzatori semiattivi Bilstein DTX ricevono una taratura dedicata.
Particolare attenzione è stata riservata allo sterzo, con l’obiettivo di restituire la sensazione di guidare una vettura più corta e leggera. Anche rollio e beccheggio sono stati contenuti per aumentare rapidità e precisione nei cambi di direzione.
L’impianto frenante utilizza dischi carboceramici da 410 mm all’anteriore e 360 mm al posteriore, abbinati a una taratura del servofreno studiata per offrire un pedale consistente e facilmente modulabile.
Quattro scarichi e un V12 che deve farsi sentire

Il sound è parte integrante del progetto. L’impianto di scarico è realizzato in titanio e contribuisce anche alla riduzione del peso.
La configurazione a quattro terminali è decisamente particolare: due uscite sono collocate superiormente e altre due più in basso. I terminali sono realizzati in titanio stampato in 3D.
Le uscite superiori rimangono sempre aperte, mentre quelle inferiori sono dotate di valvole e intervengono in funzione della modalità di guida. Il sistema è stato accordato per ridurre le frequenze più basse e mettere maggiormente in risalto quelle alte con l’aumentare del regime del V12.
Una soluzione che dice parecchio sulla filosofia della Valen: non deve soltanto andare forte, deve trasformare il dodici cilindri in una parte fondamentale dell’esperienza.
Una Aston Martin completamente diversa
Anche esteticamente la Valen prende le distanze dalle Aston Martin V12 di serie.
Il frontale è basso e aggressivo, con proiettori sottili profondamente incassati sotto il bordo del cofano. Cambiano la grande apertura del radiatore, la griglia geometrica e lo splitter, mentre sul cofano compare un’unica apertura superiore.
Le tradizionali branchie laterali vengono reinterpretate e integrate all’interno di grandi sfoghi funzionali che estraggono l’aria dai passaruota. Le fiancate sono scavate nella zona inferiore e diventano progressivamente più muscolose avvicinandosi alle ruote posteriori.
Sul bordo delle minigonne compaiono inoltre generatori di vortici dalla caratteristica forma seghettata, studiati per gestire il flusso proveniente dal fondo e contribuire alla generazione di carico aerodinamico.
Niente lunotto tradizionale

Ancora più particolare è la coda. Aston Martin ha eliminato la tradizionale combinazione tra lunotto fisso e cofano del bagagliaio sostituendola con un grande portellone pieno.
Nella parte superiore è integrato un elemento aerodinamico, mentre la coda rialzata funziona come un Gurney flap per produrre carico senza ricorrere a una grande ala di derivazione racing.
Sotto la barra luminosa a tutta larghezza compare una superficie perforata incaricata di evacuare il calore prodotto dall’impianto di scarico. Nonostante l’impostazione estrema, dietro rimane un bagagliaio da 170 litri, per il quale è previsto anche un set di valigie dedicato all’interno del Touring Pack.
L’esemplare di presentazione utilizza la verniciatura Satin Andromeda Red, una tonalità sviluppata da Q che combina rosso, rame e riflessi dorati con sfumature blu. Per chi vuole mostrare apertamente la costruzione della vettura sarà disponibile anche la carrozzeria in fibra di carbonio a vista, eventualmente colorata e proposta con finitura satinata o lucida.
Dentro è più leggera anche alla vista

La riduzione del peso diventa un tema stilistico anche nell’abitacolo. La console centrale è molto sottile e sfrutta componenti stampati in 3D, con alcuni comandi derivati dalla Valhalla e una disposizione orientata verso il conducente.
Due le tipologie di sedili disponibili. Gli Sports Plus cercano un compromesso tra contenimento e comfort nei lunghi trasferimenti, mentre i sedili performance in fibra di carbonio privilegiano leggerezza e sostegno nella guida più impegnativa.
Per i rivestimenti si può scegliere tra pelle Semi-Aniline abbinata all’Alcantara oppure un ambiente interamente rivestito in pelle Semi-Aniline. A queste possibilità si aggiungono cinque differenti configurazioni cromatiche e numerose personalizzazioni realizzabili attraverso Q by Aston Martin.
Anche bocchette di ventilazione e altri elementi funzionali sono stati ridisegnati per alleggerire visivamente la plancia, mentre nuovi colori anodizzati ampliano ulteriormente le possibilità di configurazione.
Aston Martin Valen, soltanto 150 al mondo

La Valen sarà costruita in appena 150 esemplari, con le prime consegne previste nel secondo trimestre del 2027.
Numeri che la collocano immediatamente tra le Aston Martin moderne più esclusive, ma il dato più significativo rimane quello nascosto sotto il cofano. In un momento storico nel quale elettrificazione e downsizing stanno cambiando rapidamente il panorama delle sportive, Aston Martin mette sul tavolo una carrozzeria in carbonio, la trazione posteriore e soprattutto 850 CV generati da un V12 biturbo di 5,2 litri.
La Valen non prova quindi a nascondere la propria esuberanza. Al contrario, sembra costruita proprio per celebrarla.
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