Nel mondo Bugatti esistono clienti che acquistano un’automobile. E poi esistono quelli che commissionano un’opera d’arte. La nuova Bugatti W16 Mistral “Le Retour du Jeune Prince” appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Perché questa roadster da oltre 1.600 CV non nasce per inseguire un record o per stupire con un nuovo primato velocistico. Nasce per raccontare una storia. Una storia che parte dalla letteratura, attraversa il design e arriva fino alle officine di Molsheim, dove il reparto Sur Mesure ha trasformato una visione personale in una delle Bugatti più particolari mai realizzate.

Il proprietario, collezionista del marchio e autore del libro “Le Retour du Jeune Prince”, ha voluto rendere omaggio alla propria opera ispirata al celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry. Da qui prende forma una vettura che sembra uscita da un sogno più che da un centro stile.
Il risultato è sorprendente. La W16 Mistral abbandona i tradizionali schemi cromatici delle hypercar per vestirsi di sfumature rame e bronzo che ricordano la luce della luna e i colori della terra osservata dall’alto. Una scelta coraggiosa, quasi poetica, che cambia completamente il carattere dell’auto.
Ma è nei dettagli che emerge il vero lavoro degli artigiani Bugatti.
Bugatti W16 Mistral “Le Retour du Jeune Prince”: opera unica

Le stelle argentate disseminate sulla carrozzeria non sono adesivi o semplici decorazioni. Sono state applicate manualmente attraverso un processo complesso che ha richiesto tempo, precisione e una notevole dose di pazienza.
Persino l’aerofreno nasconde una sorpresa. Quando si solleva, rivela una scena ispirata al momento più celebre del racconto originale: l’incontro tra il principe e la volpe.
È il genere di dettaglio che probabilmente passerà inosservato alla maggior parte degli automobilisti, ma che racconta perfettamente l’approccio Bugatti alla personalizzazione estrema.
L’abitacolo segue la stessa filosofia. Pelle color Terre d’Or e Driftwood, ricami dedicati alla luna, costellazioni cucite a mano e inserti in carbonio trasformano l’interno in una sorta di salotto d’alta moda francese.
Poi c’è la chicca assoluta.

All’interno del comando del cambio trova posto una piccola rosa d’argento realizzata partendo dalla scansione tridimensionale di un fiore vero. Un richiamo diretto all’universo del Piccolo Principe e forse il dettaglio più romantico mai visto su una hypercar da oltre quattrocento chilometri orari.
In un settore spesso ossessionato da cavalli, accelerazioni e tempi sul giro, questa W16 Mistral dimostra che il lusso può ancora permettersi qualcosa di raro: raccontare un’emozione.
E forse è proprio questo il vero privilegio di chi può permettersi una Bugatti. Non possedere un’auto unica, ma possedere una storia che nessun altro potrà mai guidare.
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