Per decenni il pickup è stato sinonimo di motori diesel di grossa cilindrata, telaio a longheroni e consumi elevati. BYD prova ora a riscrivere questa formula con SHARK, il primo pickup della Casa cinese destinato al mercato europeo e il primo modello del marchio ad adottare la tecnologia Super Hybrid DMO (Dual Mode Off-road). Il debutto al Goodwood Festival of Speed non è casuale: SHARK vuole dimostrare che prestazioni, efficienza ed elevate capacità fuoristrada possono convivere nella stessa vettura.
Lungo 5,46 metri, con doppia cabina e cinque posti, SHARK mantiene tutte le caratteristiche richieste a un vero mezzo da lavoro, ma aggiunge una forte componente tecnologica e un comfort interno che ricorda quello di un moderno SUV. L’obiettivo è conquistare sia i professionisti sia chi utilizza il pickup per il tempo libero, proponendo un’alternativa concreta ai tradizionali modelli diesel.

BYD SHARK porta il Super Hybrid nel mondo dei pickup
Il cuore del progetto è la piattaforma DMO, sviluppata per affrontare anche i percorsi più impegnativi. Il sistema abbina un motore 1.5 turbo benzina a due propulsori elettrici, uno per asse, realizzando una trazione integrale intelligente.
La potenza complessiva raggiunge 436 CV, mentre la coppia arriva a 650 Nm, valori che consentono al pickup di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 5,7 secondi. Il motore termico lavora prevalentemente come generatore di energia, alimentando i motori elettrici e ricaricando la batteria Blade da 32,2 kWh, integrata direttamente nella struttura del veicolo grazie alla tecnologia Cell-to-Chassis.
I numeri raccontano bene la filosofia del progetto: fino a 90 chilometri in modalità completamente elettrica e un’autonomia complessiva di 675 chilometri, con la possibilità di ricaricare in corrente alternata fino a 11 kW oppure in corrente continua fino a 55 kW, passando dal 30 all’80% della batteria in circa 21 minuti.
Comfort da SUV, capacità da vero mezzo da lavoro

Se la meccanica rappresenta la principale novità, il resto del progetto non è meno interessante. La struttura a telaio separato, con oltre il 50% della scocca realizzata in acciaio ad alta resistenza, assicura la robustezza richiesta nell’impiego professionale, mentre sospensioni a doppio braccio oscillante e quattro modalità di guida dedicate a sabbia, fango, neve e ghiaia promettono ottime capacità lontano dall’asfalto. SHARK può inoltre trainare fino a 2.500 kg, trasportare un carico utile di 790 kg e dispone di un cassone da 1.200 litri.
L’abitacolo punta invece sulla qualità percepita. Davanti trovano posto un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e il grande display centrale da 15,6 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Non mancano head-up display, impianto audio Dynaudio, sedili anteriori riscaldati e ventilati, telecamere a 360 gradi e numerosi sistemi di assistenza alla guida.

Tra le soluzioni più originali spicca il sistema Vehicle-to-Load da 6 kW, che permette di alimentare attrezzature da lavoro, elettrodomestici o dispositivi elettronici sfruttando direttamente l’energia immagazzinata nella batteria del veicolo. Una funzione che amplia ulteriormente la versatilità del pickup e ne rafforza la vocazione sia professionale sia outdoor.
Con SHARK, BYD non si limita quindi a entrare in un nuovo segmento: introduce un modo diverso di interpretare il pickup moderno, combinando elettrificazione, elevate prestazioni e funzionalità in un pacchetto che potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intero mercato europeo. Il lancio partirà dal Regno Unito nella seconda metà del 2026, per poi estendersi agli altri principali mercati del continente.
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