Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este continua a essere molto più di una semplice celebrazione dell’automobile storica. Da quasi un secolo rappresenta uno dei rarissimi luoghi in cui le vetture più belle, rare e affascinanti del mondo si incontrano in un’atmosfera sospesa tra eleganza, cultura automobilistica e glamour internazionale. Un evento capace di trasformare il Lago di Como in un salotto a cielo aperto dove designer, collezionisti, piloti, restauratori e appassionati parlano la stessa lingua: quella dei motori.
Ci siamo stati anche noi di Top Gear Italia e, ancora una volta, le aspettative sono state pienamente ripagate. Tra una chiacchiera con vecchi amici, un soft drink sorseggiato in riva al lago e il sole che illuminava i giardini del Grand Hotel Villa d’Este, il tempo sembrava quasi fermarsi. Dal 15 al 17 maggio 2026, il Concorso ha riunito 54 vetture provenienti da 13 Paesi, suddivise in otto classi, sotto il motto “Future needs Heritage”. Un messaggio semplice ma potentissimo: per immaginare il futuro dell’automobile bisogna prima ricordarsi da dove arriva.
Ed è proprio questo il fascino unico di Villa d’Este. Nei giardini affacciati sul lago, una BMW degli anni Trenta può dialogare idealmente con una concept car appena svelata, una Ferrari reduce dalle leggende dell’endurance può condividere la scena con una supercar degli anni Novanta, mentre una Mercedes-Benz 300 SL Roadster ricorda a tutti che la vera eleganza non ha bisogno di urlare per farsi notare.
La BMW 328 “Bügelfalte” è la regina di Villa d’Este 2026

Il premio più importante, il Trofeo BMW Group – Best of Show, è andato alla BMW 328 “Bügelfalte” del 1937, di proprietà di Stefano Martinoli. Un esemplare rarissimo, riconoscibile per il caratteristico profilo metallico sopra i parafanghi anteriori, da cui deriva il soprannome “Bügelfalte”. Non è soltanto una bella macchina: è una testimonianza mobile di un’epoca in cui leggerezza, tecnica e coraggio meccanico valevano più dei cavalli dichiarati in cartella stampa.
La 328 è stata anche il filo rosso dell’edizione 2026. Quest’anno il modello celebra infatti il suo 90° anniversario e le parate di sabato a Villa d’Este e di domenica a Villa Erba sono state aperte proprio da una BMW 328. Prodotta tra il 1936 e il 1940, con motore sei cilindri in linea da 2,0 litri, è considerata una delle sportive più importanti degli anni Trenta e uno dei modelli che più hanno contribuito a definire l’identità dinamica di BMW.
Coppa d’Oro alla Mercedes-Benz 300 SL Roadster

Se la giuria ha scelto la BMW 328, il pubblico ha premiato un’altra icona assoluta: la Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963, vincitrice della Coppa d’Oro Villa d’Este. Uno degli ultimi esemplari prodotti, arrivato dagli Stati Uniti e conservato in condizioni straordinarie, con verniciatura bianca, interni in pelle nera, hard top originale e freni a disco.
È una di quelle auto che non hanno bisogno di presentazioni, ma che dal vivo riescono comunque a zittire anche chi pensava di conoscerle già. La 300 SL Roadster è meno teatrale della “Gullwing”, ma forse proprio per questo ancora più raffinata: meno manifesto, più oggetto perfetto.
Vision BMW Alpina: il futuro arriva in smoking

Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 non è stato solo un omaggio al passato. Venerdì sera BMW ha svelato in anteprima mondiale la Vision BMW Alpina, studio di design che anticipa la nuova fase del marchio di Buchloe all’interno dell’universo BMW. Una granturismo 2+2 lunga 5,2 metri, spinta idealmente da un V8 e pensata per reinterpretare i valori storici di Alpina: prestazioni, comfort e discrezione. Non una supercar urlata, ma una coupé da attraversamento continentale, di quelle che sembrano nate per arrivare a destinazione prima degli altri senza far pesare la cosa.

Accanto a lei ha debuttato anche la BMW Motorrad Vision K18, concept motociclistico costruito attorno a un sei cilindri in linea da 1.800 cc. Il tema, “The Heat of Speed”, è già un programma: una moto pensata per trasformare la meccanica in presenza scenica.
40 anni di BMW M3, 50 anni di Serie 6 e Art Car

A Villa Erba, BMW ha celebrato anche i 40 anni della BMW M3, con una selezione dedicata al modello che ha trasformato una berlina compatta in un’arma da turismo. La prima M3 E30 nacque per l’omologazione nelle competizioni, ma finì per diventare un riferimento culturale oltre che tecnico. Tra gli ospiti anche Johnny Cecotto, Roberto Ravaglia ed Emanuele Pirro.
Spazio anche ai 50 anni della BMW Serie 6 e della BMW Art Car Collection, con due opere su ruote: la BMW 635 CSi firmata da Robert Rauschenberg nel 1986 e la BMW M6 GTLM realizzata da John Baldessari nel 2016.
Tutti i principali premi del Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

Il Best of Show è andato alla BMW 328 “Bügelfalte” del 1937, mentre la Coppa d’Oro Villa d’Este, assegnata dal pubblico, è stata conquistata dalla Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963.
Tra gli altri riconoscimenti, la Ferrari 250 GT del 1957 ha ricevuto il Best of Show Honorary Award e si è imposta nella classe dedicata alle leggende endurance di Enzo Ferrari. La De Tomaso Mangusta del 1969 ha vinto nella categoria riservata alle vetture conservate senza restauri estesi, mentre la Lamborghini Miura SV del 1971 ha trionfato nella classe dedicata alle grandi GT degli anni Sessanta e Settanta. Nella sezione Concept Cars & Prototypes, il premio del pubblico è andato alla Kimera Automobili K-39.
Tutti i premi assegnati

- Trofeo BMW Group – Best of Show
BMW 328 “Bügelfalte” (1937) - Trofeo BMW Group – Best of Show Honorary Award
Ferrari 250 GT (1957) - Classe A – Automotive Tailoring: The Decade of Opulence, 1924-1934
Delage D8 (1931)
Menzione d’onore: Cadillac V-16 (1930) - Classe B – Future Couture: Dressed For Speed, 1935-1939
BMW 328 “Bügelfalte” (1937)
Menzione d’onore: Mercedes-Benz 540 K (1937) - Classe C – Viva Villa d’Este: Extravagant 1950s Style
Ferrari 212 Coupé Speciale (1952)
Menzione d’onore: Cadillac Eldorado Brougham (1957) - Classe D – “The Top Goes Down, The Price Goes Up”: Selling Sunshine
BMW 507 (1958)
Menzione d’onore: Ferrari 400 Superamerica SWB (1960) - Classe E – They Earned Their Names: Enzo’s Endurance Legends
Ferrari 250 GT (1957)
Menzione d’onore: Ferrari 250 GTO (1962) - Classe F – Every Scratch Tells A Story: Ageing Gracefully Without Restoration
De Tomaso Mangusta (1969)
Menzione d’onore: Mercedes-Benz 300 SL (1963) - Classe G – From Carnaby Street To The Autostrada: The Swinging GT Driver
Lamborghini Miura SV (1971)
Menzione d’onore: Ferrari 275 GTB (1965) - Classe H – The Pace Race: The Supercar Comes of Age
Volkswagen W12 Nardò (2000)
Menzione d’onore: Bugatti EB110 GT (1992) - Trofeo BMW Group Ragazzi
Bugatti Type 37 (1928) - Concorso d’Eleganza Design Award for Concept Cars & Prototypes – scelta del pubblico
Kimera Automobili K-39 (2026) - Trofeo del Presidente della Giuria
Ferrari Testarossa (1986) - Trofeo del Presidente
Bugatti 57C (1939) - Coppa d’Oro Villa d’Este – Best of Show, scelta del pubblico
Mercedes-Benz 300 SL Roadster (1963) - Trofeo BMW Group Classic – il restauro più incredibile
Ferrari 250 GTO (1962) - Trofeo Vranken Pommery – l’auto più iconica
Cadillac Eldorado Brougham (1957) - Trofeo ASI – l’auto post-war meglio conservata
Fiat 8V Zagato (1954) - Trofeo Auto & Design – design più iconico
Ferrari F40 (1989) - Trofeo Il Canto del Motore
Ferrari 375 MM (1954) - Trofeo Automobile Club Como – l’auto arrivata da più lontano
Ferrari 275 GTB (1965) - Trofeo Schedoni Modena – gli interni in pelle meglio conservati
BMW M1 (1980)
Villa d’Este è il Concorso

Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este non è semplicemente una passerella per auto rare. È un rito. Da una parte c’è la precisione quasi chirurgica del collezionismo internazionale, dall’altra una scenografia naturale che nessun salone dell’auto potrà mai replicare. Il Lago di Como non fa da sfondo: partecipa.
E l’edizione 2026 lo ha confermato ancora una volta. Tra la BMW 328 “Bügelfalte”, la Mercedes-Benz 300 SL Roadster, la Vision BMW Alpina e gli anniversari dedicati a M3, Serie 6 e Art Car, Villa d’Este ha dimostrato che l’heritage non è nostalgia. È carburante. E quando viene usato bene, fa ancora parecchio rumore.
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