Denza apre a Torino: Altavilla svela i piani di BYD in Italia

Denza inaugura il primo showroom del Nord-Ovest. Altavilla parla di Z9GT, nuovi modelli, bollo auto, fabbriche e futuro di BYD in Italia.

Denza arriva ufficialmente a Torino. Il marchio premium del Gruppo BYD ha inaugurato a Venaria Reale il suo primo showroom nel Nord-Ovest d’Italia, realizzato insieme a ForZa, concessionaria presente dal 1993 in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Una nuova bandierina sulla mappa italiana del gruppo cinese, ma ridurre la serata torinese all’apertura di un concessionario sarebbe decisamente limitante. Perché insieme alle automobili sono arrivate soprattutto indicazioni piuttosto chiare su ciò che BYD e Denza vogliono diventare in Italia.

A raccontarlo è stato Alfredo Altavilla, Special Advisor di BYD per l’Europa, che ha parlato della crescita del gruppo, della futura gamma, della rete di vendita e assistenza e dell’obiettivo di costruire quella fiducia che, soprattutto nel premium, non può essere conquistata soltanto con cavalli, schermi e batterie.

Il punto, secondo Altavilla, sarà garantire capillarità della rete, assistenza post-vendita e disponibilità dei ricambi. Ingredienti forse meno spettacolari di uno 0-100, ma decisivi per trasformare un marchio ancora giovane sul nostro mercato in un’alternativa credibile ai costruttori che gli italiani conoscono da decenni.

E l’obiettivo dichiarato per BYD è tutt’altro che modesto: diventare uno dei primi tre player del mercato italiano.

Denza Showroom Torino

Da Z9GT a Bao 5: Denza non vuole essere soltanto elettrica

La protagonista della serata è stata la Denza Z9GT, grande shooting brake disponibile con motorizzazione completamente elettrica oppure ibrida plug-in. Nelle configurazioni più potenti il sistema arriva nell’ordine dei 1.000 CV, con una dotazione tecnologica che vuole dimostrare fin dove possa spingersi oggi il Gruppo BYD.

Tra le soluzioni più curiose c’è la possibilità di utilizzare il controllo indipendente delle ruote per effettuare particolari manovre a bassissima velocità, facilitando gli spostamenti anche in spazi estremamente ridotti. A questo si aggiungono, sulle versioni più prestazionali, soluzioni come l’impianto frenante carboceramico.

Ma Denza non sarà soltanto Z9GT. C’è la D9, grande monovolume di lusso sulla quale Altavilla sembra disposto a scommettere parecchio. Una scelta controcorrente nell’Europa dominata dai SUV, perché secondo il manager italiano il segmento delle monovolume potrebbe tornare ad avere un ruolo importante, soprattutto nella fascia più alta del mercato. La D9 punta quindi su spazio, comfort e propulsione elettrificata.

Poi c’è la spettacolare Denza Z, supersportiva mostrata anche a Goodwood, che anticipa un’altra faccia del marchio: prestazioni estreme senza rinunciare al comfort e alla possibilità di utilizzare realmente l’automobile. Il progetto prevede un’impostazione 2+2 e declinazioni coupé, spider e maggiormente orientate alla pista.

Infine la Bao 5, fuoristrada specialistica con architettura body-on-frame e propulsione ibrida. Un modello pensato per intercettare proprio quella clientela che oggi cerca nei marchi premium e di lusso mezzi capaci di abbandonare realmente l’asfalto.

Il messaggio è abbastanza evidente: BYD non vuole costruire Denza come semplice “marchio elettrico cinese di lusso”, ma come una gamma capace di muoversi tra granturismo, monovolume, supersportive e fuoristrada.

Denza Showroom Torino

Altavilla: «Non abbiamo più scuse per non performare»

Anche sulla crescita di BYD in Italia, Altavilla non si è nascosto dietro formule prudenti.

Il mercato, ha spiegato, sta dando soddisfazioni, anche se naturalmente esistono ancora margini per fare meglio. Il vantaggio rispetto alla fase iniziale dell’espansione europea è soprattutto nella gamma: BYD può ormai contare su una presenza molto più ampia nei diversi segmenti e nel 2027 arriveranno altri due modelli destinati a categorie importanti del mercato.

Da qui una frase che sintetizza bene le aspettative: “Non abbiamo più scuse per non performare”. L’obiettivo è portare BYD tra i primi tre player in Italia, ma Altavilla ha sottolineato anche un aspetto interessante sul futuro dei costruttori cinesi nel nostro continente.

L’attuale proliferazione di marchi provenienti dalla Cina, secondo il manager, è destinata a una forte selezione: non potranno rimanere tutti. A sopravvivere e avere successo saranno, nella sua lettura, quelli capaci di costruire un posizionamento riconoscibile accompagnandolo con una vera struttura commerciale, una rete di vendita e soprattutto un’assistenza adeguata.

Ed è probabilmente questo uno dei passaggi più importanti dell’intera serata. La battaglia europea dei costruttori cinesi potrebbe presto smettere di giocarsi soltanto su prezzi, batterie e dotazioni. Ricambi, concessionari, valore residuo, assistenza e fiducia nel marchio saranno altrettanto importanti.

Denza Showroom Torino

Bollo auto e industria europea: Altavilla non risparmia critiche

C’è stato spazio anche per parlare delle politiche italiane ed europee sull’automobile. A partire dalle novità previste sul bollo auto, tema particolarmente interessante per BYD considerando che diversi modelli del gruppo raggiungono potenze elevate.

Altavilla ha giudicato positivamente un provvedimento che intervenga sul costo di possesso dell’automobile per determinate fasce di utenti, definendolo “molto più lungimirante che uno sconto sulle accise”. La logica è quella di intervenire strutturalmente sulla fiscalità dell’automobile anziché attraverso misure temporanee sul prezzo dei carburanti.

Molto più critica la sua posizione sulle politiche industriali europee. Secondo Altavilla, il problema non dovrebbe essere quello di sostenere l’industria automobilistica di un singolo Paese, perché la questione ormai riguarda l’intero sistema europeo. E sul percorso dell’Industrial Accelerator Act il giudizio espresso a Torino è stato severo: dopo gli iniziali toni ottimistici, ha spiegato, le successive revisioni non avrebbero migliorato il quadro.

“Tremo all’idea della versione finale che verrà approvata”, ha detto Altavilla. Il problema centrale, nella sua analisi, è la mancanza di quella certezza e stabilità delle regole indispensabile per programmare investimenti industriali che richiedono miliardi e molti anni prima di produrre risultati.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’eterna domanda: BYD potrebbe costruire automobili in Italia?

Altavilla non esclude affatto l’ipotesi e ha spiegato che gli piacerebbe trovare una soluzione competitiva nel nostro Paese, precisando di non avere particolare «attaccamento ai passaporti» quando si tratta di scegliere dove realizzare uno stabilimento.

Il problema sono tempi e condizioni economiche. Una finestra di compliance di appena tre anni, ha osservato, rende estremamente difficile immaginare la costruzione da zero di nuovi impianti. E riconvertire fabbriche esistenti richiede comunque investimenti enormi.

Nel corso del confronto è emerso anche il tema Maserati. Altavilla ha ricordato che non è possibile acquistare “qualcosa che non è in vendita” e ha fatto riferimento alla situazione degli asset industriali e delle attrezzature, sostenendo che precedenti scelte gestionali ne avrebbero ridotto l’appetibilità produttiva. Un passaggio che fotografa bene quanto il problema della produzione automobilistica italiana sia ormai più complesso del semplice convincere un nuovo costruttore ad aprire una fabbrica.

Denza Showroom Torino

Torino è soltanto l’inizio

BYD possiede dimensioni industriali, tecnologia e una gamma che continua ad allargarsi. Denza aggiunge l’ambizione di confrontarsi con il premium europeo su un terreno nel quale il prodotto, da solo, non è mai sufficiente.

Ecco perché le parole di Altavilla su after sales, ricambi e capillarità forse contano persino più dei numeri impressionanti della Z9GT. La tecnologia può attirare un cliente dentro lo showroom. La fiducia è ciò che deve convincerlo a tornarci.

Poi, però, permetteteci di tornare per un attimo a parlare da appassionati. Perché tra tutte le novità mostrate e anticipate a Torino, ce n’è una che ci incuriosisce più delle altre: la supersportiva Denza Z. Coupé, 2+2, tecnologicamente estrema e destinata ad arrivare anche in configurazioni ancora più specialistiche. Sulla carta promette parecchio. Noi di Top Gear Italia, inutile nasconderlo, non vediamo l’ora di metterci alla guida e scoprire se alle promesse seguiranno altrettante emozioni.

Foto: Redazione TGI, Press Office BYD.

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