Due shooting brake uniche all’asta: Ferrari 599 e Aston Martin Lagonda sfidano i collezionisti

Broad Arrow porta a Zoute e Zurigo due pezzi unici: una Ferrari 599 trasformata da Niels van Roij e una rarissima Lagonda Shooting Brake.

Due interpretazioni completamente diverse dello stesso concetto, accomunate da un dettaglio tutt’altro che secondario: sono pezzi unici. Broad Arrow Auctions porterà nelle prossime aste di Zoute e Zurigo due shooting brake decisamente fuori dagli schemi, la Daytona Shooting Brake Hommage di Niels van Roij Design e una Aston Martin Lagonda Series 3 trasformata dalla svizzera Roos Engineering.

La prima è una creazione contemporanea realizzata partendo da una Ferrari 599 GTB Fiorano del 2009. La seconda nasce invece da una rarissima Lagonda del 1987 e rappresenta l’unico esemplare della Series 3 ufficialmente approvato dalla Casa per la conversione in shooting brake.

Una Ferrari 599 trasformata dopo 15.000 ore di lavoro

Ferrari Daytona Shooting Brake Hommage

Svelata nel luglio 2026 al Royal Automobile Club Concours, la Daytona Shooting Brake Hommage nasce come reinterpretazione moderna della celebre Ferrari 365 GTB/4 Daytona Shooting Brake commissionata attraverso Chinetti Motors nel 1972.

Il progetto porta la firma di Niels van Roij Design e utilizza come base una Ferrari 599 GTB Fiorano del 2009. Il V12 sotto il lungo cofano è rimasto sostanzialmente invariato, mentre la carrozzeria è stata profondamente trasformata.

Il frontale utilizza anche elementi in fibra di carbonio stampati in 3D, mentre la carrozzeria è stata modellata a mano fino alla caratteristica zona posteriore. Particolari anche il diffusore, che integra terminali di scarico personalizzati ispirati alle doppiette, e soprattutto le porte posteriori ad apertura elettrica a farfalla che consentono di accedere al vano bagagli.

Ferrari Daytona Shooting Brake Hommage

La realizzazione ha richiesto oltre 15.000 ore tra progettazione, ingegnerizzazione e lavorazioni artigianali. Al momento della catalogazione l’auto indica 43.802 km.

Broad Arrow la proporrà il 9 ottobre 2026 alla Zoute Concours Auction di Knokke-Heist, in Belgio, con una stima compresa fra 450.000 e 650.000 euro.

Aston Martin Lagonda, l’esemplare che non ti aspetti

Aston Martin Lagonda Series 3 Shooting Brake

Ancora più particolare per storia e origine è la seconda protagonista. La Aston Martin Lagonda Series 3 Shooting Brake risale al 1987 ed è basata su una delle appena 76 Series 3 prodotte.

L’esemplare venne acquistato nel 1996 e successivamente affidato alla Roos Engineering Ltd, in Svizzera. La trasformazione, completata nel 2000 utilizzando anche componenti forniti dalla fabbrica, non si limitò all’aggiunta di un vano di carico posteriore.

Furono realizzati appositamente cristalli e pannelli della nuova zona bagagli, mentre l’abitacolo venne rivisto utilizzando pelle Connolly e Alcantara. Anche il paraurti posteriore fu modificato, riposizionando luci di parcheggio e indicatori affinché rimanessero visibili con il portellone aperto. Contestualmente vennero sottoposti a un importante intervento anche gli organi meccanici.

Aston Martin Lagonda Series 3 Shooting Brake

Il risultato conserva l’inconfondibile profilo a cuneo della Lagonda, ma lo combina con una coda completamente differente e con una capacità di carico decisamente più importante.

La vettura sarà battuta il 7 novembre 2026 durante The Zürich Auction al Dolder Grand. La stima è compresa fra 250.000 e 350.000 franchi svizzeri e, particolare interessante per i collezionisti, sarà proposta senza prezzo di riserva.

Due modi opposti di interpretare la shooting brake

La coppia racconta bene quanto possa essere ampio il significato di shooting brake. La Daytona Hommage rappresenta il coachbuilding contemporaneo: prende una Ferrari moderna e la trasforma attraverso migliaia di ore di progettazione e lavorazione artigianale.

Aston Martin Lagonda Series 3 Shooting Brake

La Lagonda segue invece una strada differente. È una trasformazione realizzata quando la vettura era ancora relativamente giovane, con l’approvazione ufficiale di Aston Martin e il coinvolgimento di uno specialista svizzero.

In entrambi i casi l’esclusività non deriva da una serie limitata a dieci o venti esemplari. Ne esiste soltanto una. E sarà proprio il mercato delle aste a stabilire quanto i collezionisti siano disposti a pagare per questa unicità.

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