Ci sono concorsi d’eleganza nei quali si cammina quasi in punta di piedi, osservando automobili straordinarie dietro una corda e cercando di non disturbare. Poi ci sono manifestazioni che scelgono una strada diversa. Festival Car 2026, arrivato alla sua quinta edizione, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Siamo stati a Revigliasco Torinese per la giornata conclusiva del Concorso Internazionale d’Eleganza Festival Car. Prima ancora delle automobili, ci ha colpito l’atmosfera. Quella di un vero e proprio borgo italiano in festa.
Strade pedonalizzate, tavolini, persone a passeggio e vetture storiche straordinarie. A queste si aggiungono icone del passato, supercar e alcune interessanti novità. Tutto inserito in un contesto tipicamente italiano.
Ed è proprio questa la caratteristica che più ci è piaciuta del Festival Car di Revigliasco. Si può trascorrere una domenica di relax, fermarsi a parlare con qualcuno, pranzare e passeggiare tra i vicoli. Poi, improvvisamente, ci si ritrova davanti a una Ferrari F50, una Lamborghini Miura o una Bugatti EB112. Tre automobili completamente diverse, capaci però di trasformare una passeggiata domenicale in qualcosa di decisamente meno ordinario.

Festival Car 2026, una bomboniera che continua a crescere
Anche i numeri raccontano la crescita del Festival Car 2026. La quinta edizione ha superato complessivamente le 10.000 presenze, mentre circa 95 automobili hanno animato il concorso nel cuore di Revigliasco.
Quest’anno gli organizzatori hanno inoltre scelto un format su due giornate, coinvolgendo anche il Castello Cavour di Santena.
Il sabato, “Aspettando il Festival Car” ha riunito oltre 150 vetture nel Parco del Castello Cavour. Il programma comprendeva anche diversi incontri con protagonisti dell’automobile. Tra loro Pietro Camardella, Luciano D’Ambrosio e Miki Biasion. La domenica il centro della scena si è invece spostato tra Santena e Revigliasco, con altre 5.000 presenze.
I numeri, però, raccontano soltanto una parte della storia.
Agli organizzatori va il nostro plauso per aver mantenuto quell’atmosfera raccolta che rappresenta il vero valore aggiunto dell’evento. Festival Car è una piccola bomboniera automobilistica che sta maturando edizione dopo edizione. E lo sta facendo senza perdere quella dimensione informale che permette al pubblico di vivere le automobili, non semplicemente di osservarle.

Ferrari F50, Lamborghini Miura e i 120 anni di Lancia
In un concorso d’eleganza, naturalmente, sono soprattutto le automobili a parlare. E al Festival Car di Revigliasco ce n’era davvero per tutti i gusti.
Importante la presenza di Lancia, nell’anno del suo 120° anniversario. Il pubblico ha potuto incontrare modelli molto diversi della storia del marchio: dall’Artena del 1931 alla 037, passando per l’Aurelia B20. Non mancava neppure la nuova Ypsilon Rally2 HF.
Accanto alle vetture storiche trovavano spazio hypercar e fuoriserie negli angoli più suggestivi del borgo. Tra queste la Ferrari F50, la Lamborghini Miura e la particolare Bugatti EB112 firmata GFG.
Per cambiare completamente epoca bastava percorrere pochi metri. Al concorso partecipava persino una Oldsmobile Curved Dash del 1904, la vettura più anziana iscritta.
A conquistare il Best of Show “The Ascent” è stata invece la Fiat 1100 Sport Mille Miglia. La giuria ha premiato la sua rilevanza storica, il carattere racing e lo stato di conservazione.
Tra i riconoscimenti di categoria, la Lamborghini 400 GT 2+2 ha conquistato la Top Class. La Lancia Delta HF Integrale Evoluzione Club Italia ha vinto la categoria Rock, mentre il Volkswagen Maggiolino Type 1 Split Window si è imposto nella Pop. All’Alfa Romeo Giulietta Spider è andata la Open Top. La Lancia Delta Coupé ha infine conquistato il premio Best Restomod.

Lamborghini al Festival Car 2026: quattro chiacchiere tra amici
Poi ci sono incontri che non entrano nella classifica finale di un concorso. Spesso, però, diventano la parte più piacevole della giornata.
A Revigliasco abbiamo ritrovato gli uomini di Lamborghini, presenti anche con una Revuelto del dealer Lamborghini Torino e con una Miura che conosciamo piuttosto bene.
Possiamo infatti anticiparvi qualcosa. Proprio quella Lamborghini Miura sarà presto protagonista di un nostro servizio di copertina dedicato ai 60 anni del modello e ai 55 anni della Miura SV. Lo troverete su Automobili d’Epoca, la testata trimestrale che da qualche tempo amplia l’offerta editoriale Sprea dedicata agli appassionati.
È stato bello ritrovarsi lontano dalla formalità di una presentazione stampa o da un appuntamento scandito dall’orologio. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera tra i vicoli di Revigliasco e condiviso il pranzo durante la giornata.
Soprattutto, abbiamo ritrovato persone di una simpatia straordinaria. Perché parlare di automobili con chi condivide la stessa passione rimane, prima di tutto, un piacere. Forse proprio questo piccolo episodio spiega meglio di tanti numeri perché manifestazioni come Festival Car funzionino.

Perché Festival Car 2026 ci è piaciuto
Un concorso d’eleganza può contare su automobili rarissime, premi importanti e una giuria prestigiosa. Festival Car 2026 aveva tutti questi ingredienti.
Tra i giurati figuravano Lorenzo Ramaciotti, Fabrizio Giugiaro, Roberto Giolito, Pietro Camardella e Alfredo Stola. Nomi che raccontano da soli il livello raggiunto dalla manifestazione.
Eppure, da Revigliasco Torinese ci portiamo a casa soprattutto altro. Ricorderemo un piccolo borgo della collina torinese trasformato per un giorno dalla passione per l’automobile. In poche decine di metri si poteva passare da una vettura dei primi del Novecento alle forme di una hypercar contemporanea.
Designer, collezionisti, addetti ai lavori e semplici appassionati si incontravano tra le stesse strade. Quasi scompariva la barriera tra chi esponeva le automobili e chi era arrivato soltanto per ammirarle.
Federico Ferrero, ideatore del Festival Car e presidente della giuria, ha indicato nelle oltre 10.000 presenze una conferma del legame tra Torino, il suo territorio e la cultura automobilistica.
Noi aggiungiamo una considerazione molto più semplice: questa piccola bomboniera sta crescendo bene. Il Festival Car ha trovato una formula capace di mettere insieme automobili importanti, territorio e passione. Se continuerà a crescere senza perdere l’atmosfera rilassata e genuinamente italiana respirata tra le strade di Revigliasco, avremo più di un buon motivo per tornare anche alla prossima edizione.
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