A distanza di due anni dall’annuncio, il progetto prende finalmente forma: Freelander torna, ma non come modello di Land Rover. Questa volta si trasforma in un brand autonomo, frutto della joint venture tra JLR e Chery, con l’obiettivo di presidiare nuovi mercati e ridefinire il concetto di SUV premium globale.
Il primo assaggio concreto arriva con una concept car, denominata Concept 97, che anticipa linguaggio stilistico e direzione progettuale. Un esercizio di design che non passa inosservato, a partire da un frontale massiccio e verticale, quasi monolitico, abbinato a una coda altrettanto imponente. Il profilo del nuovo Freelander, invece, richiama un mix tra lusso e off-road, posizionandosi idealmente tra modelli di riferimento come i grandi SUV di fascia alta e i fuoristrada più robusti.

L’impatto visivo è forte, ma è all’interno che emerge con chiarezza la volontà di posizionare il nuovo Freelander in un territorio tecnologico ben definito. La plancia è dominata da un enorme display centrale affiancato da uno schermo digitale ancora più esteso, che attraversa l’intera larghezza del cruscotto.
Nonostante la digitalizzazione spinta, il progetto mantiene una certa attenzione all’ergonomia. Sono infatti presenti comandi fisici sul volante e selettori rotativi in vetro sulla console centrale, una scelta che evita l’estremizzazione delle interfacce completamente touch.
Freelander: design e strategia globale
Nella parte posteriore, il concept spinge ulteriormente sul concetto di comfort, proponendo una configurazione ispirata alle limousine, con seduta curva e soluzioni modulari. Elementi scenografici, difficilmente trasferibili in produzione, ma utili per delineare il posizionamento aspirazionale del marchio.

Un altro elemento distintivo riguarda l’identità visiva: nessun badge tradizionale, ma la scritta FREELANDER in evidenza, utilizzata come segno grafico principale. Una scelta che sottolinea la volontà di separarsi dall’immagine storica pur mantenendo un legame nominale forte.
Per quanto riguarda la tecnica, al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali. Tuttavia, considerando la natura della joint venture e il contesto di mercato, è plausibile attendersi piattaforme moderne e soluzioni elettrificate, coerenti con le strategie globali di JLR e Chery.
Il ritorno del nome Freelander, quindi, non è un’operazione nostalgia, ma un riposizionamento strategico. Un marchio che prova a costruirsi una nuova identità, puntando su design, tecnologia e una presenza internazionale più ampia.
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