Ci sono debutti che servono a presentare una nuova automobile e altri che raccontano un’intera filosofia. Quello della Gordon Murray Le Mans GTR appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Alla Le Mans Classic 2026, sul circuito più iconico dell’endurance mondiale, il progettista sudafricano ha scelto di riportare in vita lo spirito delle grandi longtail che hanno scritto pagine memorabili della 24 Ore di Le Mans.
Il prototipo sperimentale Le Mans GTR XP1 ha affrontato per la prima volta il Circuit de la Sarthe, percorrendo il rettilineo delle Hunaudières e le celebri Curve Porsche con un’eleganza quasi d’altri tempi. Al volante c’era Dario Franchitti, mentre il protagonista assoluto è stato il sound del V12 Cosworth aspirato, capace di spingersi fino a 12.100 giri al minuto, un regime ormai quasi impensabile nell’automobile moderna.
Il commento del pilota:
“Guidare la Le Mans GTR sul Circuit de la Sarthe è stata un’esperienza incredibile. L’auto trasmette un fortissimo senso di appartenenza al mondo dell’endurance, pur mantenendo quella tipica attenzione al pilota che caratterizza tutte le creazioni di Gordon Murray. Condividere questo momento con gli appassionati, circondato da una selezione così straordinaria di auto da strada e da corsa progettate da Gordon, lo ha reso ancora più speciale. È stato un privilegio dare vita a queste vetture proprio sul circuito che le ha ispirate”.

Una supercar che celebra la guida analogica
La Gordon Murray Le Mans GTR non nasce per rincorrere record o numeri da esibire sui social. È il naturale proseguimento della filosofia che ha dato vita alla T.50: costruire automobili leggere, coinvolgenti e capaci di restituire al pilota ogni sensazione.
L’estetica richiama le leggendarie vetture longtail sviluppate da Gordon Murray per Le Mans, reinterpretandole con linee moderne e un’aerodinamica profondamente orientata alla prestazione. Il risultato è una supercar che sembra scolpita dal vento, dove ogni superficie risponde a una precisa funzione tecnica.
La piattaforma è completamente nuova e coniuga l’utilizzo stradale con una precisione di guida derivata direttamente dalle competizioni endurance.

Il V12 Cosworth e il cambio manuale sono ancora protagonisti
In un’epoca dominata da powertrain elettrificati e trasmissioni automatiche, Gordon Murray continua a percorrere una strada diversa.
La Le Mans GTR mantiene il celebre motore Cosworth V12 aspirato abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, mentre praticamente ogni altro componente è stato riprogettato per ridurre il peso e aumentare il coinvolgimento alla guida.
È una scelta tecnica ma anche culturale. Per Gordon Murray il piacere di guida non si misura soltanto con cronometri e accelerazioni, ma con il dialogo continuo tra uomo e macchina.

Una celebrazione di sessant’anni di carriera
La presenza della Le Mans GTR è stata il momento centrale delle celebrazioni dedicate ai sessant’anni di carriera del celebre progettista.
Lo stesso Gordon Murray in persona è stato invitato a dare il via ufficiale alla Le Mans Classic sventolando il tricolore francese dalla torre di partenza, un riconoscimento al contributo che ha dato all’automobilismo sportivo. L’Executive Chairman GMA ha dichiarato:
“È stato un grande onore dare il via alla Le Mans Classic, un evento che celebra tutto ciò che ho amato dell’endurance durante la mia carriera. La mia passione per le vetture longtail risale a molti decenni fa: la loro combinazione di funzionalità ingegneristica ed equilibrio estetico mi ha sempre affascinato. Vedere la Le Mans GTR, un’auto ispirata proprio a quelle vetture, percorrere per la prima volta questo circuito è stato un momento davvero speciale”.
Accanto alla nuova Le Mans GTR hanno sfilato alcune delle vetture più rappresentative della sua carriera, dalla T.50 alla T.50s Niki Lauda, passando per la T.33, fino alle storiche McLaren F1 GTR, alla Duckhams LM Ford e alle leggendarie monoposto Brabham che hanno contribuito a costruire la sua leggenda.

Soltanto 24 esemplari, tutti già assegnati
Come ogni progetto firmato Gordon Murray Automotive, anche la Le Mans GTR sarà estremamente esclusiva.
La produzione sarà limitata a 24 esemplari, tutti già venduti ancora prima dell’avvio della produzione. Lo sviluppo della vettura è già iniziato e le prime consegne sono previste nel corso del 2027.
Prima di allora il pubblico potrà ammirarla nuovamente al Goodwood Festival of Speed 2026, dove il V12 Cosworth tornerà a cantare lungo la celebre Hillclimb.

Una dichiarazione d’intenti
Nel panorama delle hypercar contemporanee, sempre più orientate verso l’elettrificazione e la ricerca esasperata delle prestazioni assolute, la Gordon Murray Le Mans GTR rappresenta qualcosa di diverso.
È un omaggio alla storia di Le Mans, alle grandi vetture endurance e a un modo di concepire l’automobile che mette ancora il pilota al centro dell’esperienza. Il V12 aspirato, il cambio manuale e la ricerca ossessiva della leggerezza non sono esercizi nostalgici, ma la dimostrazione che esiste ancora spazio per una supercar costruita intorno alle emozioni.
Ed è forse proprio questa la sua qualità più preziosa: ricordarci che, anche nel 2026, la tecnologia può ancora essere al servizio del piacere di guida, e non il contrario.
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