GP1: l’hypercar britannica V12 da 1.000 kg e 25 esemplari

GP1 di Garagisti & Co è una hypercar britannica V12 da 1.000 kg con cambio manuale. Solo 25 esemplari, design firmato Angel Guerra.

Garagisti & Co, giovane realtà automobilistica del Regno Unito, ha presentato la sua prima creazione: la GP1. Un modello pensato per riportare alla luce l’anima selvaggia delle supercar di un tempo, unendo meccanica pura e design d’autore.

Il cuore della GP1 è un motore V12 aspirato da 6,6 litri, progettato ex novo dall’italiana Italtecnica. Questa unità eroga 789 CV e 700 Nm, promettendo un sound meccanico che richiama i bolidi da gara di un’epoca passata. La potenza viene trasmessa alle sole ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei rapporti, mantenendo intatta la connessione diretta tra pilota e vettura.

GP1

Il telaio è una monoscocca in fibra di carbonio, scelta che contribuisce al peso a secco di appena 1.000 kg. La dotazione tecnica include freni Brembo, sospensioni Ohlins e un’aerodinamica studiata per garantire un vero effetto suolo, grazie anche ai grandi diffusori posteriori.

La linea della GP1 porta la firma di Angel Guerra, ex designer Bugatti e Rimac.

Il frontale rivela influenze moderne, mentre la sezione posteriore e le prese d’aria laterali richiamano l’estetica iconica delle supercar anni ’80, evocando modelli come Lancia Stratos Zero e Lamborghini Countach. I volumi scolpiti e le proporzioni aggressive esprimono il legame tra ispirazione classica e soluzioni aerodinamiche contemporanee.

L’abitacolo è essenziale: strumentazione digitale, tunnel centrale rialzato in stile doppio cockpit e leva del cambio ben in vista. L’assenza di bocchette tradizionali è compensata da un sistema di ventilazione integrato nella struttura.

GP1

Ogni esemplare sarà realizzato su misura per il cliente, con una tiratura limitata a 25 unità. Il prezzo? 2,94 milioni di sterline. Per ora, la GP1 esiste sotto forma di rendering, ma la produzione è già in fase avanzata.

Il CEO Mario Escudero ha sintetizzato la filosofia del progetto: mantenere viva l’epoca d’oro delle supercar analogiche, immaginando come sarebbero oggi se fossero evolute con le tecnologie moderne senza perdere la loro anima meccanica.

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