Historic Minardi Day 2026: a Imola quasi 30 Formula 1 storiche

Siamo all’Historic Minardi Day 2026 di Imola: 29 Formula 1 storiche, oltre 600 vetture e grandi piloti per celebrare dieci anni di motorsport.

Ci sono musei nei quali bisogna parlare sottovoce. E poi c’è l’Historic Minardi Day, dove la storia dell’automobile viene raccontata nella maniera che preferiamo: accendendo i motori.

Siamo venuti a Imola per la decima edizione dell’evento ideato dalla famiglia Minardi e, passeggiando per l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, ci si rende conto di quanto questa manifestazione sia cresciuta. Nata nel 2016 con l’obiettivo di riportare la Formula 1 storica sul circuito del Santerno, oggi è diventata uno degli appuntamenti italiani più interessanti per chi considera il motorsport qualcosa di più di una classifica da consultare la domenica sera.

E i numeri aiutano a capire le dimensioni raggiunte: per il 10° Historic Minardi Day sono attese oltre 600 automobili, mentre le Formula 1 annunciate sono arrivate a 29, coprendo circa quarant’anni di evoluzione tecnica del Mondiale.

Ma i numeri, qui, raccontano soltanto metà della storia.

Historic Minardi Day 2026

Quasi 30 Formula 1. E soprattutto sono nel posto giusto

Perché una Ferrari 312 B2 del 1971 è meravigliosa anche immobile. Lo stesso vale per una Lotus 72, una Tyrrell P34 o una Ferrari 126 C4. Ma vederle in un autodromo è un’altra cosa.

La lista delle monoposto presenti all’Historic Minardi Day sembra quasi un riassunto accelerato della storia della Formula 1: dalla Ferrari 312 B2 fino alla Williams FW33 del 2011, passando per Shadow DN1 ex Graham Hill, Lotus 72 E5, Tyrrell P34, Ensign N177 ex Clay Regazzoni, Arrows A1B ex Riccardo Patrese, Alfa Romeo 182, Ferrari 126 C4, Minardi M189, Ferrari 642, 643, F92A e 412 T1.

Ci sono persino automobili appartenenti a capitoli decisamente più strani della Formula 1. Come la Andrea Moda S921 del 1992. E ammettiamolo: se siete lettori di Top Gear, probabilmente avete già capito perché ci piace.

A completare il quadro ci sono Formula 2, Formula 3, Formula 3000, GP2, Formula Junior, GT storiche e prototipi, oltre a vetture della Scuderia del Portello Alfa Romeo e della Fondazione Macaluso. E poi il presente, rappresentato anche da macchine come Pagani Huayra R e Utopia Roadster, Dallara Stradale ed EXP, Lamborghini, Pambuffetti PJ-01 e Praga.

Insomma, bisogna impegnarsi parecchio per annoiarsi.

Historic Minardi Day 2026

Pierluigi Martini, Patrese, Boutsen: qui i piloti tornano a essere piloti

Poi ci sono gli uomini. Ed è probabilmente uno degli aspetti più belli dell’Historic Minardi Day. Perché qui non si incontrano soltanto automobili che hanno fatto la storia, ma anche le persone che quella storia l’hanno vissuta.

Per il decennale sono stati annunciati oltre 35 protagonisti del motorsport, tra piloti, tecnici, ingegneri e personaggi legati alle corse. Tra loro Pierluigi Martini, Riccardo Patrese, Thierry Boutsen, Bruno Giacomelli, Arturo Merzario, Luis Pérez-Sala, Beppe Gabbiani e Siegfried Stohr, insieme a figure tecniche come Aldo Costa, Luca Baldisserri e Gabriele Tredozi.

Ed è proprio questo uno dei piccoli miracoli che il Minardi Day riesce a ripetere.

Negli anni abbiamo visto Emanuele Pirro salire sulla Minardi M189, Riccardo Patrese tornare al volante della Williams FW14, Thierry Boutsen guidare la Ferrari 312 T5 ex Gilles Villeneuve e la McLaren MP4/03 di Alain Prost. Pierluigi Martini rimane naturalmente uno dei simboli dell’evento e della stessa storia Minardi.

Perché puoi mettere una vecchia monoposto sotto le luci perfette di un museo. Ma quando un pilota chiude la visiera e il motore torna a girare, succede qualcosa di diverso.

L’oggetto torna a essere una macchina da corsa.

Historic Minardi Day 2026

Il paddock di Imola è il vero museo

È questa la formula che secondo noi rende speciale l’Historic Minardi Day di Imola.

Qui la distanza tra pubblico e motorsport si riduce. Si entra nel paddock, si vedono le macchine nei box, si incontrano piloti, ingegneri e tecnici e, poco dopo, quelle stesse automobili entrano in pista. Il programma ufficiale prevede sessioni dedicate alle varie categorie, dalla Formula 1 alle GT e ai prototipi, oltre alla pitwalk.

È una maniera estremamente semplice e altrettanto efficace di trasmettere la cultura dell’automobile. Soprattutto ai più giovani.

Perché raccontare che una Tyrrell aveva sei ruote è interessante. Avere una Tyrrell P34 davanti agli occhi lo è parecchio di più. E ascoltare una Formula 1 di quarant’anni fa accendersi rende improvvisamente inutili parecchi minuti di spiegazioni.

Il Minardi Day ha capito una cosa fondamentale: il motorsport storico funziona ancora meglio quando smette di sembrare storico.

Historic Minardi Day 2026

Al Museo Checco Costa si raccontano anche gli uomini

Naturalmente non ci sono soltanto i motori. Per il decennale anche il Museo Checco Costa assume un ruolo centrale, con cinque monoposto di Formula 1, una mostra fotografica dedicata ai primi dieci anni dell’evento e un programma di incontri, libri e talk dedicati alla cultura delle corse.

Tra gli appuntamenti spicca l’incontro “Formula 1 – Dal Coraggio alla tecnologia”, realizzato con Giorgio Piola e Biagio Maglienti e dedicato all’evoluzione della massima categoria dagli anni Settanta a oggi, con la partecipazione, tra gli altri, di Gabriele Tarquini, Luca Baldisserri e Gabriele Tredozi.

Ci sono poi incontri dedicati a Bruno Giacomelli, Michael Schumacher, Ayrton Senna, Riccardo Patrese, alla Lancia nei rally e persino alla storia della Andrea Moda.

Perché la storia delle corse non è fatta soltanto dalle automobili che hanno vinto. A volte quelle che hanno perso hanno storie persino migliori.

Historic Minardi Day 2026

Dieci anni di Historic Minardi Day: questa è cultura dell’automobile

L’Historic Minardi Day arriva al suo decimo appuntamento dopo un’edizione 2025 da record, con oltre 20.000 visitatori e più di 700 vetture storiche. Numeri importanti, ma forse la cosa più interessante è capire perché continui a crescere.

La risposta, dopo essere venuti a Imola, ci sembra piuttosto semplice. Qui non si celebra il passato trasformandolo in qualcosa di intoccabile. Lo si usa.

Le monoposto vengono accese. Le automobili entrano in pista. I piloti tornano negli abitacoli. Gli ingegneri raccontano cosa significasse progettare quelle macchine e gli appassionati possono avvicinarsi abbastanza da vedere particolari che normalmente conoscono soltanto attraverso fotografie e filmati.

È un museo senza teche, dove ogni tanto qualcuno gira una chiave, preme un pulsante e mette in moto.

Ed è forse questo il complimento migliore che possiamo fare alla famiglia Minardi dopo dieci edizioni: aver capito che il modo migliore per conservare la storia del motorsport è continuare a farla vivere. Possibilmente a tutto gas.

Leggi anche: Ferrari 296 GT Modificata, 730 CV senza i vincoli delle corse

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