Notiziona: Ineos ha deciso di rimandare la produzione del nuovo 4×4 elettrico Fusilier, annunciato in pompa magna solo lo scorso febbraio. Il progetto del Fusiler è stato per ora accantonato, in attesa di ulteriori sviluppi (se ci saranno). Tra i motivi che hanno indotto Ineos al repentino cambio di rotta ci sarebbero “la scarsa domanda di veicoli elettrici” e le incertezze di natura politica.

Il lancio del Fusilier era programmato nel 2027, con due propulsori: uno completamente elettrico e l’altro in versione extended range, con un motore a benzina per alimentare la batteria. E proprio l’elettrico sembra essere motivo di preoccupazione, ci sono infatti forti dubbi legati alla politica della Comunità Europea e del Regno Unito (patria del marchio), con il possibile slittamento in avanti al divieto di vendita di veicoli a benzina e diesel.
In una dichiarazione, Ineos ha così spiegato così la situazione. “Ci siamo impegnati a portare sul mercato un veicolo elettrico non solo a causa della legislazione, ma perché volevamo farlo e ci sembrava la cosa giusta da fare, ma come nuovo produttore in piccoli volumi possiamo costruire solo veicoli che si vendono”.
“Il Fusilier è un veicolo elettrico, ma offre anche l’opzione range extender, grazie a un piccolo motore a benzina a basse emissioni per caricare la batteria elettrica quando non è disponibile una stazione di carica. Questa soluzione a basse emissioni sarebbe comunque vietata in Europa e nel Regno Unito nel 2035”.
Il Fusilier doveva essere il fratello più piccolo della famiglia Ineos, accanto al Grenadier e al Quartermaster. Vedrà mai la luce? Al momento tutto è possibile. Secondo Ineos “L’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici nella maggior parte dei mercati continua a crescere e con essa la fiducia dei consumatori nei confronti dell’elettrico, ma affinché l’industria raggiunga l’obiettivo zero emissioni è necessario che ci sia chiarezza a lungo termine da parte dei politici e che siano disponibili diverse opzioni tecnologiche che tengano conto di fattori come le materie prime, le infrastrutture e l’accessibilità economica”. Questo è tutto, almeno per ora…








