Una salita, il Mottarone, alcune delle auto più interessanti del panorama contemporaneo e storico e nessun cronometro da inseguire. Tutto Bene 2026 si conferma uno degli appuntamenti più affascinanti dedicati alla cultura automobilistica e quest’anno ha offerto anche il palcoscenico per una premiere particolarmente significativa firmata Maserati.
Noi di Top Gear Italia eravamo presenti durante la Hill Climb e abbiamo potuto vedere dal vivo, in anteprima, le nuove livree celebrative sviluppate da Maserati Fuoriserie per rendere omaggio ai 100 anni del Tridente e al centenario della prima partecipazione del Marchio alle competizioni. L’ispirazione arriva da una delle Maserati da corsa più riconoscibili di sempre: la Maserati 420/M/58 Eldorado, guidata da Stirling Moss nel 1958.

La Maserati GT2 Stradale veste i colori della Eldorado
La nuova livrea è stata realizzata sia per un esemplare unico della Maserati GT2 da competizione, sia in tiratura limitata per la Maserati GT2 Stradale, rafforzando quel legame tra pista e strada che il Tridente riassume oggi nella filosofia “from track to road”.
A Tutto Bene la GT2 Stradale si è mostrata in una configurazione particolarmente suggestiva: livrea ispirata alla Eldorado, cofano nero con il badge originale della Tipo 26, elementi in carbonio e cerchi neri con monodado. Il richiamo alla monoposto del 1958 è immediato: il numero 10 di Stirling Moss, il logo Eldorado, la celebre faccina del cowboy e il tricolore che parte dalla feritoia del cofano anteriore.
Accanto alla reinterpretazione moderna, Maserati ha portato sul Mottarone anche la vera Eldorado del 1958, perfettamente restaurata nella sua livrea bianca originale e appartenente alla Collezione Maserati Umberto Panini di Modena. Vederle una accanto all’altra rende ancora più evidente l’intento del progetto: non copiare il passato, ma farlo dialogare con il presente.

Da pista a strada, davvero
Il concetto “from track to road” non è soltanto uno slogan. Per Maserati la competizione continua a rappresentare un laboratorio tecnico e culturale dal quale trasferire soluzioni ai modelli stradali, e la GT2 Stradale è probabilmente la dimostrazione più evidente di questo approccio.
A completare la presenza del Tridente a Tutto Bene c’era anche una Maserati MC20 Cielo, protagonista della salita lungo i circa 9 km della strada privata Borromea che conduce verso la vetta del Mottarone. Nessuna gara contro il tempo, però: lo spirito dell’evento resta racchiuso nel motto “slow down to go fast”, ovvero riscoprire il piacere della guida, del paesaggio e della condivisione tra appassionati.
In questo contesto il V6 Nettuno della MC20 Cielo, ascoltato lungo i tornanti immersi nel verde, ricordava ancora una volta quanto la dimensione sonora e meccanica resti centrale nel DNA Maserati.

Una livrea che racconta cento anni di corse
“Con queste nuove livree celebrative rendiamo omaggio a una pagina significativa della nostra storia, reinterpretandola attraverso il linguaggio contemporaneo di Maserati Fuoriserie”, ha spiegato Davide Baldini, Head of Maserati Fuoriserie. “La monoposto Eldorado ha rappresentato una pietra miliare nel motorsport e oggi il suo spirito rivive su GT2 e GT2 Stradale, in un dialogo ideale tra heritage e innovazione, pista e strada”.
Le livree dedicate alla Eldorado rappresentano il secondo capitolo del programma celebrativo voluto da Maserati per ricordare due ricorrenze fondamentali: i 100 anni del logo del Tridente e i 100 anni dalla prima partecipazione alle competizioni.
Era infatti il 1926 quando la Maserati Tipo 26, prima vettura della Casa a portare il Tridente sul cofano, partecipò alla Targa Florio con Alfieri Maserati, vincendo nella propria classe. Un secolo più tardi, la Maserati GT2 raccoglie idealmente quell’eredità riportando il marchio modenese al successo nelle competizioni a ruote coperte.
La prima livrea di questa serie celebrativa aveva esordito lo scorso maggio a Monza ispirandosi alla leggendaria Maserati 250F, protagonista in Formula 1 con Juan Manuel Fangio, Stirling Moss e Maria Teresa de Filippis. Ora il testimone passa alla Eldorado.

Maserati Eldorado, quando una livrea cambiò il motorsport
La storia della Maserati Eldorado del 1958 è molto più importante di quanto possa suggerire una semplice decorazione.
Fu infatti uno dei primi esempi europei di sponsorizzazione automobilistica moderna. Fino ad allora le vetture da competizione utilizzavano generalmente i colori nazionali assegnati dalla Federazione Internazionale: rosso per l’Italia, verde per la Gran Bretagna, blu per la Francia e così via. La Eldorado ruppe questo schema.
L’imprenditore Gino Zanetti, proprietario dell’omonima azienda di gelati, propose a Maserati di utilizzare la vettura come strumento promozionale. La 420/M/58 abbandonò così il tradizionale rosso italiano e venne verniciata in bianco panna, con grandi scritte Eldorado nere e il celebre cowboy sorridente sul muso e sulla pinna posteriore.
Era, in sostanza, una delle prime volte in cui una vettura da corsa diventava completamente espressione visiva di uno sponsor. Una rivoluzione destinata a cambiare il motorsport per sempre.

410 CV, 758 kg e Stirling Moss
La vettura fu progettata in pochi mesi dall’ingegner Giulio Alfieri. Il motore derivava dall’otto cilindri della Maserati 450S e aveva una cilindrata di 4.190 cc, per una potenza di 410 CV a 8.000 giri/min. Il telaio tubolare derivava invece dalla 250F, mentre la carrozzeria in alluminio veniva battuta a mano da Fantuzzi.
Il peso era di appena 758 kg e la forma era caratterizzata dalla grande pinna aerodinamica verticale dietro l’abitacolo. Al volante c’era Stirling Moss.
Il debutto avvenne il 29 giugno 1958 a Monza, durante la celebre gara disputata su tre manche. Moss concluse quarto nella prima e quinto nella seconda; nella terza, la rottura del comando dello sterzo lo fece finire contro il guard-rail. Grazie ai risultati ottenuti e al numero complessivo di giri percorsi, venne comunque classificato settimo.
L’anno successivo la vettura venne modificata e iscritta alla 500 Miglia di Indianapolis, tornando per l’occasione al rosso da competizione italiano pur mantenendo la sponsorizzazione Eldorado. Il gentleman-driver Ralph Liguori non riuscì però a qualificarsi.

Dal 1958 al Mottarone
A quasi settant’anni di distanza, la Eldorado continua dunque a fare ciò che faceva allora: attirare lo sguardo.
A Tutto Bene 2026, la sua eredità è tornata protagonista attraverso la nuova Maserati GT2 Stradale, moderna, estrema e vestita con gli stessi richiami grafici. Non una replica, ma una reinterpretazione contemporanea di una storia che ha segnato il rapporto tra motorsport, identità di marca e comunicazione.
Ed è forse proprio per questo che la scelta del Mottarone funziona così bene. In uno scenario dedicato alla cultura dell’automobile, Maserati ha messo in dialogo epoche diverse e una stessa idea di fondo: usare le corse come terreno di sperimentazione, espressione e passione.
Noi di Top Gear Italia eravamo lì per raccontarlo, tra heritage, design e quel filo rosso che da quasi un secolo lega il Tridente al motorsport.
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