Ogni costruttore ha un modello che ne rappresenta l’origine. Per Ferrari è la 125 S, per Porsche la 356, mentre per McLaren tutto comincia con una vettura che quasi nessuno ha mai avuto l’occasione di vedere dal vivo: la McLaren M6GT. Non è soltanto un prototipo, ma il primo tentativo concreto di Bruce McLaren di trasformare l’esperienza maturata in pista in un’automobile stradale.
A oltre cinquant’anni dalla sua nascita, quella visione torna finalmente a vivere. In occasione del Goodwood Festival of Speed 2026, McLaren Special Operations (MSO) presenta una McLaren M6GT completamente restaurata, ricostruita con l’obiettivo di rispettare ogni dettaglio del progetto originale.

La McLaren che ha dato origine a tutte le altre
Prima della McLaren F1, della P1 o della recente W1, esisteva la M6GT.
Sviluppata alla fine degli anni Sessanta partendo dall’esperienza maturata con la M6A Can-Am, la vettura rappresentava il sogno personale di Bruce McLaren: realizzare un’automobile stradale capace di offrire lo stesso coinvolgimento di una macchina da competizione.
Il primo prototipo veniva utilizzato dallo stesso Bruce per raggiungere circuiti, incontri di lavoro ed eventi internazionali. L’idea era già sorprendentemente moderna: telaio leggero, aerodinamica funzionale, motore ad alte prestazioni e un design che avrebbe anticipato molte delle caratteristiche diventate celebri sulla McLaren F1 venticinque anni più tardi.
Oggi quella stessa filosofia continua a essere il filo conduttore dell’intera produzione McLaren Automotive.

Un restauro filologico firmato McLaren Special Operations
Il lavoro svolto da McLaren Special Operations non è stato un semplice restauro, ma una vera operazione di archeologia automobilistica.
La carrozzeria è stata ricostruita utilizzando gli stampi originali ritrovati nel Regno Unito e confrontata con il materiale storico conservato negli archivi McLaren. Persino le modifiche emerse sugli stampi durante lo sviluppo originale sono state mantenute, raccontando l’evoluzione autentica del progetto.
Il telaio proviene da una McLaren M6A dell’epoca, mentre numerosi elementi strutturali sono stati realizzati completamente a mano dagli specialisti MSO seguendo fedelmente le tecniche costruttive originali.
Anche i dettagli meno visibili sono stati trattati con la stessa attenzione: rivetti in alluminio identici a quelli degli anni Sessanta, cablaggi ricostruiti, sospensioni restaurate e perfino cuscinetti imperiali ormai praticamente introvabili.

Il V8 Chevrolet e l’autenticità prima di tutto
Per rispettare la configurazione originale, la McLaren M6GT restaurata da MSO utilizza un motore Chevrolet small-block V8 con le caratteristiche testate “camel hump”, abbinate a un cambio dell’epoca.
L’abitacolo mantiene un’impostazione estremamente essenziale. Il pomello del cambio è ricavato da un unico pezzo di noce lavorato a mano, mentre sedili e rivestimenti sono stati riprodotti seguendo fedelmente i materiali e le finiture originali.
La livrea scelta prende il nome di Colnbrook White, una particolare tonalità bianco crema dedicata allo stabilimento dove Bruce McLaren sviluppò il progetto della sua vettura stradale. Gli interni verdi richiamano invece la storica McLaren M2B di Formula 1 del 1966, creando un legame diretto con le prime monoposto della Casa.

Goodwood celebra il passato e il futuro di McLaren
La McLaren M6GT sarà una delle grandi protagoniste del Goodwood Festival of Speed 2026, all’interno di uno spazio espositivo che racconterà l’evoluzione del marchio dagli anni Sessanta fino alle supercar contemporanee.
Accanto a lei saranno presenti autentiche icone come la McLaren F1 GTR, la M8A Can-Am, l’Austin 7 Ulster guidata da Bruce McLaren agli inizi della sua carriera e le attuali W1, 750S, Artura e Artura Spider, alcune delle quali personalizzate proprio da MSO.
Ma Goodwood sarà anche il palcoscenico per il futuro della Casa di Woking. Il pubblico potrà infatti assistere al debutto della McLaren MCL-HY, la Hypercar sviluppata per il ritorno ufficiale del marchio alla 24 Ore di Le Mans e al FIA World Endurance Championship nel 2027, oltre alla versione da pista MCL-HY GTR destinata ai clienti.

Più di un restauro, un pezzo di storia
La McLaren M6GT non è soltanto una splendida automobile riportata in vita. È il manifesto della filosofia di Bruce McLaren, l’uomo che immaginò una supercar capace di trasferire sulla strada tutto ciò che aveva imparato tra i cordoli.
La F1, la P1, la Senna e la nuova W1 devono molto a quella piccola coupé nata alla fine degli anni Sessanta. Vederla nuovamente completa, perfettamente funzionante e restaurata direttamente dalla Casa madre significa riscoprire il momento esatto in cui è iniziata la storia delle McLaren stradali.
Perché prima delle hypercar da oltre mille cavalli, prima della fibra di carbonio e dell’aerodinamica attiva, c’era già un’idea molto semplice: costruire un’automobile capace di emozionare il pilota. Bruce McLaren l’aveva immaginata oltre mezzo secolo fa. Oggi, grazie a MSO, quel sogno è tornato finalmente a prendere forma.
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