Un viaggio nel mondo del design e di tutto quello che ci gira attorno. E’ quello che noi di Top Gear Italia abbiamo deciso di intraprendere in un contesto urbano, in una specifica settimana dell’anno e con una specifica ‘carrozza’ che ci portasse a spasso di qua e di là. Non una a caso, però, ma una capace di cambiare l’umore di una città. Nel caos perfettamente coreografato della Milan Design Week 2026, tra cortili nascosti trasformati in gallerie effimere, installazioni che sembrano sogni lucidissimi e code di creativi armati di borracce e caffè d’asporto, la nuova Renault Twingo E-Tech ha scelto di tornare così: sorridendo.
La nostra giornata comincia presto, davanti alle vetrine di Rnlt, nel cuore di Brera. Fuori, Milano è già in movimento. Dentro, invece, sembra di entrare in una parentesi sospesa. Renault ha trasformato lo store in uno stagno urbano visionario chiamato “The Frog Is Back”: grandi ninfee che pendono dal soffitto, superfici liquide, riflessi verdi ovunque, suoni naturali che cancellano per un attimo il traffico di Corso Garibaldi. E al centro di questo ecosistema immaginario c’è lei, Twingo E-Tech Electric, illuminata come un oggetto di design più che come un’automobile.

Del resto, questa nuova Twingo sembra fatta apposta per la Design Week. Ha qualcosa che il car design contemporaneo ha quasi dimenticato: la leggerezza. Non solo nel peso visivo delle forme, ma nell’attitudine. Le linee morbide, i fari spalancati come occhi curiosi, quel frontale che sembra accennare un sorriso vero anziché un’espressione aggressiva da predatore urbano. In un panorama automobilistico pieno di facce arrabbiate, Twingo appare quasi rivoluzionaria nella sua gentilezza.
È proprio da questa espressività che nasce l’idea di Marcantonio, artista e designer che ha firmato l’installazione milanese. Da anni il designer lavora sul confine tra natura, ironia e oggetti emotivi, e davanti alla nuova Twingo ha visto immediatamente quello che molti pensavano già da tempo: una rana. “È un animale positivo, leggero, scattante, mai aggressivo”, racconta. “Nel traffico sono qualità importantissime”. Così la somiglianza è diventata linguaggio visivo: la grande rana che domina l’installazione riprende i dettagli del frontale dell’auto, con occhi-fanali e un sorriso modellato sulla calandra della vettura.

E funziona. Funziona perché riesce in qualcosa di rarissimo nel design contemporaneo: essere immediata senza essere banale. Marcantonio parla di emozione come di una ricetta fatta di “quanto basta”, di semplicità e di un linguaggio capace di parlare al bambino interiore. Guardando Twingo si capisce perfettamente cosa intende. C’è una componente quasi istintiva nel modo in cui reagisci all’auto. La osservi e, prima ancora di analizzarne le proporzioni o il lavoro sulle superfici, pensi semplicemente: è simpatica.
Milano, durante la Design Week, è il posto perfetto per capire il senso di questa operazione. Per tutta la giornata attraversiamo la città a bordo della Twingo, passando dai distretti più affollati del Fuorisalone ai vicoli più silenziosi dietro Brera, tra studenti di design seduti sui marciapiedi, installazioni monumentali nei cortili storici e biciclette che tagliano il traffico come sciami. E la Twingo sembra appartenere perfettamente a questo paesaggio creativo.

Compatta, agile, elettrica, si muove nel centro di Milano con la stessa naturalezza con cui un oggetto ben disegnato trova posto in una casa contemporanea. Ma soprattutto porta con sé un’energia diversa. Le persone la guardano. Sorridono. Alcuni si fermano davanti allo store solo per fotografare la rana gigante o le ninfee sospese. Altri riconoscono immediatamente quel DNA Twingo che attraversa generazioni. Perché il punto non è solo il revival di un nome iconico. È il ritorno di un’idea precisa di automobile urbana: accessibile, ironica, intelligente, emotiva.
Durante la giornata torniamo più volte con la mente a una frase pronunciata da Sébastien Guigues, Ceo di Renault Italia: “Con The Frog Is Back abbiamo voluto portare alla Milano Design Week non solo una vettura, ma un’emozione”. Può sembrare una formula da comunicato stampa, finché non passi davvero qualche ora dentro questo progetto. Poi capisci che il centro del discorso non è la nostalgia e nemmeno la tecnologia. È il carattere.

Nel 2026, mentre molte auto sembrano progettate per intimidire, la nuova Twingo sceglie invece di invitarti dentro il suo mondo. Un mondo fatto di colori, ironia, design accessibile e piccoli dettagli capaci di alleggerire anche il traffico milanese durante la settimana più caotica dell’anno.
E forse è proprio questo il punto. Alla fine della giornata, mentre Milano continua a lampeggiare di eventi, cocktail e installazioni temporanee, la sensazione più forte che resta addosso non riguarda la potenza, le performance o i numeri. Riguarda un’auto che ha deciso di tornare, ricordandosi una cosa semplicissima: il design, prima di tutto, dovrebbe farci sentire qualcosa. Anche solo un sorriso.
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