L’idolo di Horacio Pagani e la sua grande fonte d’ispirazione, Leonardo da Vinci, una volta affermò che “l’acqua è la forza motrice della natura intera“. Con tutto il dovuto rispetto per il grande genio, si sbagliava. La vera forza motrice della natura è un motore Mercedes-AMG biturbo V12 privo di tutte le moderne amenità tecnologiche e dotato di una potenza straripante. Ladies and gentlemen, accogliete com un grande applauso, la nuova – ma splendidamente di vecchia scuola – Pagani Utopia. Sembra incredibile ma è solo la terza hypercar del buon Horacio.

Il terzo atto
La stessa Azienda ci tiene a precisare per bene quale sia il senso della nuova C10. Ripercorrendo la storia delle antenate, la Zonda ha creato la leggenda, mentre la Huayra ha introsotto le appendici aerodinamiche attive e un materiale com eil carbo-titanio. Oggi la Utopia – un nome preso dal famoso poema di Sir Thomas More – nasce in un modo che si spinge sempre più verso complicazioni tecnologiche. La risposta di Horacio Pagani? “Niente batterie pesanti, nessuna propulsione ibrida, semplicemente un magnifico V12. E poi niente cambio a doppia frizione, ma un verace cambio manuale a sette marce, che al limite si può avere robotizzato.” Così di vecchia scuola che se fosse un peso massimo, quest’auto sarebbe Rocky Marciano. L’idea dietro il progetto è stata la “riscoperta della leggerezza, della semplicità e del piacere di guida“. E buona parte di questo deriva certamente dal V12 6.0 biturbo creato su misura per Pagani.

A tutta forza
Tutto ciò che ci viene detto è che il dodici cilindri che fa da cuore pulsante della Utopia eroga 864 CV e che ha la mirabolante coppia di 1.100 Nm. In Pagani vanno fieri del fatto che soddisfi anche le severe leggi californiane sulle emissioni e che abbia un’erogazione più corposa e migliori doti di allungo. Rispetto a cosa non è chiaro ma con ogni probabilità la pietra di paragone è il suo predecessore. Piuttosto che abbinare questo gigante a un cambio a doppia frizione, Pagani ha optato per un robotizzato Xtrac che è più leggero e compatto. Più avanti, nel 2023 la Utopia avrà anche il suo bravo cambio manuale a sette marce, un cambio vecchia maniera.

Tecnologia da corsa
Questa meccanica brutale è installata in un quadro telaistico assolutamente all’avanguardia. con l’ormai tipica monoscocca Pagani in carbo-titanio e telai ausiliari tubolari di alluminio , uno anteriore e uno posteriore. Ci sono sospensioni a doppi triangoli su tutte le ruote con bracci di alluminio forgiato, abbinate a molle elicoidali e ad ammortizzatori attivi a gestione elettronica. I freni sono possenti, proprio come è lecito aspettarsi, Pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro mordono un set di dischi carboceramici. A celare alla vista questo po’ po’ di roba sono cerchi forgiati in lega d’alluminio, quelli davanti da 21 pollici e quelli dietro da 22.

Pura bellezza
Due paroline vanno dette anche sulla linea. Pagani ammette senza esitazione che ogni sua macchina ha un impatto estetico dirompente e la Utopia è stata pensata per esprimere essenzialità, L’Azienda parla di una linea senza tempo, figlia di linee curve e flessuose. È stata deliberatamente spogliata delle vistose appendici aerodinamiche, come alettoni, splitter e prese d’aria, che saranno magari riservata a future edizioni speciali. E se qualsiasi Pagani è una macchina che colpisce, questa è destinata a lasciare un segno molto profondo. Se non altro perché sarà costruita in soli 99 esemplari, ciascuno venduto al prezzo di circa 2,5 milioni di euro. Neanche a dirlo, tutte le unità sono già state prenotate. Non preoccupatevi, perché per citare Leonardo: “L’arte non è mai finita, ma solo abbandonata.”. Pensate alla storia di Pagani e delle sue auto e vi renderete conto che questa volta il grande genio ha proprio ragione.










