Ci sono raduni che nascono attorno a un’organizzazione. E poi ci sono quelli che nascono attorno a una passione. Quelli del Toret appartiene alla seconda categoria. Ed è proprio per questo che sarebbe un peccato vederlo sparire.
Negli ultimi mesi, il raduno Quelli del Toret è diventato uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di auto storiche e youngtimer a Torino. Ogni domenica mattina, il controviale di Corso Stati Uniti si trasformava in un punto di incontro spontaneo per collezionisti, famiglie, curiosi e semplici appassionati di motori.
Parliamo di centinaia di vetture e migliaia di visitatori che si ritrovavano senza biglietti, senza palchi e senza effetti speciali. Solo con la voglia di condividere una passione comune.

Molto più di un raduno di auto storiche
Il vero valore di Quelli del Toret non era rappresentato soltanto dalle automobili esposte.
Era nei racconti dei proprietari, nelle domande dei più giovani, nelle famiglie che si fermavano ad ammirare una Lancia Delta Integrale, una Fiat 124 Spider o una Porsche d’epoca. Era in quel passaggio di conoscenze che avviene naturalmente quando persone di età diverse si incontrano attorno alla stessa passione.
In un’epoca in cui tutto passa attraverso uno schermo, vedere migliaia di persone ritrovarsi dal vivo per parlare di automobili è qualcosa di raro e prezioso.

Un patrimonio della cultura automobilistica torinese
Torino non è una città qualunque per chi ama i motori.
È la città che ha scritto pagine fondamentali della storia dell’automobile italiana. È la città della FIAT, dei carrozzieri, dei centri stile e dell’industria che ha motorizzato il Paese.
Per questo realtà come Quelli del Toret hanno un significato che va oltre il semplice ritrovo domenicale. Rappresentano un legame diretto tra il passato automobilistico della città e le nuove generazioni di appassionati.

Trovare una soluzione è importante
Le esigenze organizzative e di sicurezza vanno naturalmente rispettate. Quando un evento cresce, è normale che debba affrontare nuove sfide.
Ma proprio per il valore culturale che ha saputo costruire nel tempo, sarebbe un peccato perdere un’iniziativa come Quelli del Toret.
L’auspicio è che si possa trovare una soluzione adeguata che permetta a questo raduno di continuare a vivere, magari evolvendosi, ma senza perdere lo spirito che lo ha reso speciale.

Perché i raduni spontanei come questo sono uno degli ultimi luoghi dove la cultura automobilistica continua a essere tramandata da una generazione all’altra.
E in una città come Torino, capitale italiana dell’automobile, sarebbe un patrimonio troppo importante da lasciare andare.
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