Ci sarebbero tanti modi per iniziare a descrivere la BMW Concept XM, ma non si può non cominciare dall’ottima notizia di cui è portatrice: sotto al cofano c’è ancora un motore a benzina. Anzi, non “un motore”, ma il V8 turbo di BMW: ulteriore testimonianza che a Monaco non hanno tutta questa fretta di mollare gli endotermici al proprio destino. La notizia meno buona: il doppio rene è quello che ai tanti fan del marchio bavarese ancora non va giù, quello che si è visto sulla Serie 7 e sulla Serie 4, per capirci. E poi c’è una terza notizia, che dividerà: la Concept XM e tutte le future M saranno elettrificate, per la felicità di chi non vuole scendere a compromessi quando si parla di prestazioni e non ne vuole sapere di andare più piano dell’amico con la Porsche Cayenne Turbo S E-Hybrid né di quello con l’Audi RS Q8. Sarà meno contento chi invece pensa che BMW M siano prima di tutto leggerezza e “purezza”.

Ibrida plug-in
La BMW Concept XM è dunque un’ibrida plug-in, capace di prestazioni mostruose. BMW non ha ancora rilasciato molte informazioni ma con 750 CV di potenza e 1.000 Nm di coppia le premesse sono eccezionali; quanto basta per farne la BMW M stradale più potente di sempre. La Cayenne di cui sopra, per esempio, si “ferma” a 680 CV e 900 Nm di coppia; la RS Q8 a 600 CV e 700 Nm; la Mercedes-AMG GLS 63 4Matic+ a 622 CV (+22 CV di EQ Boost) e 850 Nm (+ 250 di EQ Boost).

Se è vero che l’ibrido plug-in aggiunge prestazioni e immediatezza di risposta al pedale del gas, è vero anche che chi è ancora legato alle M “vecchia maniera” – su tutte: la BMW M3 anni ’80 – riceverà un’altra mazzata. Non è un mistero infatti che la tecnologia dell’ibrido alla spina comporti un significativo aggravio di peso, tra pacco batterie, unità elettrica e tutti i cablaggi relativi. E il concetto di grande, grosso, pesante e complicato nulla ha a che fare con lo spirito originario M.
80 km in elettrico
Se anche BMW M si dà all’elettrificazione – vale la pena ribadirlo: la Concept XM anticipa il futuro della divisione sportiva BMW, non è fine a sé stessa – è ovviamente per motivi di sostenibilità. Nello specifico, questa tecnologia è utile per rientrare nei limiti di CO2 imposti dall’UE. Da questo punto di vista, il fatto di poter percorrere un buon quantitativo di km (80) a emissioni locali zero dà una bella mano. Quanto poi tutto questo – al di fuori dei cicli di omologazione – sia sostenibile a 360° è ancora da capire. Prendiamoci dunque il buono: la ripresa (quasi) da elettrica ai bassi regimi e l’allungo del benzina agli alti. Con la sempre piacevole colonna sonora di un V8 a fare da sfondo… La produzione della XM in versione definitiva inizierà nel 2022 nello stabilimento di Spartanburg, USA, laddove questo genere di auto incontra il più grande favore di pubblico.








