No, non c’è alcun errore. L’articolo relativo alla Meyers Manx 2.0 sta bene proprio qui, nella sezione News e in quella Elettrico, non in quella Rétro. Fari stralunati, una carrozzeria old style che pare una vasca da bagno e gomme oversize non devono trarre i inganno. Anche se il look ricorda molto da vicino quello dell’omonima antenata (è lei la dune buggy per eccellenza, quella che diede il la al fenomeno negli anni Sessanta…) qui è tutto nuovo di zecca e – il titolo lo avete visto, no? – pure elettrificato.

Evoluzione della specie
La Meyers Manx 2.0 Electric, il cui debutto avverrà nelle prossime settimane a Monterey durante l’evento The Quail, riprende le forme di una volta e le usa per vestire una base tecnica che non potrebbe essere invece più attuale. E ciò non è solo per i LED utilizzati nei gruppi ottici e sulla plancia. A far compiere un salto epocale ci sono scocca in alluminio, sospensioni posteriori a ruote indipendenti e freni a disco, oltre – come detto – al sistema di propulsione elettrico.

Peso piuma
La Meyers Manx 2.0 Electric sarà offerta dapprima in una serie limitata da 50 esemplari e poi, dal 2024, sarà messa invece in vendita al grande pubblico. I dati tecnici ufficiali sono ancora provvisori, ma la Casa conta di proporre la Manx 2.0 in due versioni, con batterie da 20 o 40 kWh e autonomie rispettivamente di 240 e 480 km. In entrambi i casi gli accumulatori alimenteranno una coppia di motori, capaci di dar vita a una trazione integrale a controllo elettronico. Nel caso della versione da 40 kWh, la potenza massima dovrebbe superare di poco i 200 CV, con una coppia di oltre 300 Nm, e consentire di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi, grazie anche a un peso di soli 750 kg. Sarà l’estate, ma la curiosità di farci un giro è davvero tanta.









