Alessandro Borghese: tra motori, musica e cucina

“Mi piacciono le macchine che ti fanno divertire, quelle che giocano sul fattore della meccanica pura. Per fortuna oggi qualche casa automobilistica sta tornando a ragionare così".

E’ una melodia di pistoni e memoria che attraversa le generazioni della sua famiglia. «È una passione che mi arriva da lontano – racconta – perché mio nonno Vincenzo correva con le Stanguellini, quelle piccole auto da corsa artigianali nate a Modena, leggere come sogni e pericolose come solo la velocità sapeva essere in quegli anni. È morto in circuito, correndo. Poi c’è mio padre (Luigi Borghese), che era un pilota motociclistico, faceva gare di regolarità è ha corso su Harley-Davidson, Suzuki, Yamaha e anche Ducati”. Insomma, i motori in casa Borghese non erano solo rumore: erano una lingua, un modo di vivere. Da bambino, Alessandro aveva i suoi appuntamenti fissi con il padre. “La domenica si guardavano i Gran Premi in televisione. Era sacro. Ci sedevamo insieme, e lui mi spiegava le strategie, i sorpassi, i nomi dei piloti. Io mi perdevo in quel mondo fatto di caschi, gomme e benzina.

Credo che lì, davanti a quelle gare, sia cominciato tutto”. Poi arrivò il tempo delle mani sporche e della curiosità senza freni. Ma non si trattava ancora di ingredienti per piatti prelibati, quanto piuttosto di grasso e olio motore. “Da ragazzino modificavo tutto quello che mi capitava a tiro. Motorini, bici, qualsiasi cosa avesse un motore o una ruota. Non riuscivo a lasciarli com’erano. Dovevo aprirli, capire, migliorare”.

Alessandro Borghese: tra motori, musica e cucina

Oggi quella passione si è trasformata, tra gli impegni in cucina e un’infinità di attività che atterrano, guarda caso, anche sul mondo dei cavalli (quelli veri però), ma non si è mai spenta. “La vivo più come un modo di viaggiare, di sentirmi libero – ha spiegato Borghese – e anche se ho meno tempo per scendere in pista con la mia Porsche GT3, magari un giorno tornerò a farlo con più regolarità. Quando scendo in garage e accendo la GT3, potrebbe sempre partire un pezzo dei Jamiroquai. È il mio rito. Lì, in quel suono, ritrovo tutto: la musica, la strada, la vita che corre”.

Nel parlare di auto, Borghese mostra il gusto per la meccanica autentica. “Mi piacciono le macchine che ti fanno divertire, quelle che giocano sul fattore della meccanica pura. Per fortuna oggi qualche casa automobilistica sta tornando a ragionare così. La china che si stava prendendo era quella della produzione in serie di frigoriferi su ruote, e non mi piaceva per niente”. E in effetti, Borghese, guida davvero.

Alessandro Borghese: tra motori, musica e cucina

Non è il tipo da autista o comfort lounge. “Mi piace proprio guidare – dice con un sorriso – e spesso sono io al volante del furgone di 4 Ristoranti, in giro per l’Italia. Faccio anche trasferimenti di centinaia di chilometri, con la troupe seduta dietro. Non mi piace far guidare gli altri. E quando non è il furgone, è la GT3: la uso per raggiungere le location ovunque siano. È la mia valvola di sfogo, il mio modo di staccare”. Motori, musica e cucina. Tre passioni che sembrano vivere della stessa energia. “Sono passioni viscerali – dice – e hanno tutte a che fare con l’istinto, con il ritmo, ma anche con l’adrenalina. In cucina, come in pista, mi concedo i fuoripista. Mi piace sperimentare, sporcarmi le mani, cercare l’imperfezione perfetta”.

Alessandro Borghese, per stile e piaceri nei motori e nel Motorsport, si definisce un “figlio di Mansell e dei piloti di quell’epoca”. Quella Formula 1 fatta di coraggio, velocità e follia controllata. “Erano uomini veri, quelli. Correvi con il cuore, non con i dati. Io mi sento cresciuto con quella mentalità lì”. Oggi il legame con il mondo delle corse continua in modo concreto: «Frequento spesso i paddock – ha raccontato ancora Borghese – anche perché una delle mie aziende è sponsor dell’Aprilia in MotoGP.

Alessandro Borghese: tra motori, musica e cucina

Sono molto amico di Biaggi, e ogni volta che torno in quell’ambiente mi sembra di tornare bambino. È come respirare casa: il rumore dei motori, l’odore dell’asfalto caldo, la gente che vive di passione pura”. Anche quando parla di sapori, il linguaggio di Chef Borghese resta quello dei motori. “Se dovessi abbinare tre piatti ai motori, sceglierei pane e salame per la velocità, diretto, sincero, senza fronzoli, e i tagliolini al tartufo per il mondo della Formula 1: eleganza, precisione, profumo.

Due estremi che convivono, come nella mia cucina.» La passione di Alessandro Borghese corre tra i fornelli e le curve, tra un riff funk dei Jamiroquai e l’odore di benzina e tartufo. È un equilibrio di istinto e controllo, di cuore e tecnica, dove tutto è ritmo, accelerazione, intuizione. “Per me la vita è come una pista.

Devi sentire quando cambiare marcia, quando rallentare e quando dare tutto. In cucina o al volante, è sempre questione di ritmo. E di giri alti”.

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