Francesco Sarcina: motori, musica e libertà in viaggio

Sogni di motori e rock’n’roll tra musica e mezzi veloci con cui fuggire (e ritrovarsi)

Per Francesco Sarcina, voce storica de Le Vibrazioni, i motori non sono mai stati soltanto una passione. Fin dall’infanzia hanno rappresentato una vera e propria via di fuga, un simbolo di indipendenza e libertà personale.

Da piccolo sognavo mezzi con cui poter scappare“, racconta. “Quando mi sento costretto, istintivamente fuggo. I motori sono sempre stati questo: la possibilità di andare dove voglio“. Nei cartoni animati, nei giochi e nelle fantasie infantili, tutto ruotava attorno al movimento, alla velocità, al viaggio.

Già da bambino, Sarcina vedeva nei veicoli un’estensione della propria personalità: oggetti capaci di trasformare un desiderio in azione, un pensiero in percorso reale. Crescendo, quella passione non si è mai affievolita, ma si è evoluta insieme alla sua carriera artistica.

La prima grande infatuazione è stata per le supercar italiane, in particolare per la leggendaria Lamborghini Countach, rigorosamente gialla. Un’icona che ancora oggi rappresenta uno dei suoi sogni giovanili. Con il tempo, però, lo sguardo si è spostato verso l’America: muscle car, Mustang, Camaro e moto Harley-Davidson sono diventate protagoniste del suo immaginario.

Il viaggio come colonna sonora della vita

Per Sarcina, musica e motori sono da sempre inseparabili. L’automobile è il luogo ideale per ascoltare, creare e riflettere sulle proprie canzoni.

Spesso ascolto per la prima volta i miei brani in macchina“, spiega. “Sono sempre in viaggio, e il viaggio è la dimensione perfetta per lasciar scorrere le note“. L’auto diventa così uno spazio intimo, una sorta di studio mobile dove le emozioni prendono forma.

Un ricordo resta indelebile: un viaggio notturno con il padre, su una Lancia Coupé blu, accompagnato dalle note di Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd. Un momento sospeso, fatto di silenzio, stelle e musica, che ancora oggi rappresenta una delle sue immagini più forti legate all’infanzia.

Anche la sua prima auto racconta una storia: una Peugeot 205 XS, protagonista di una fuga in Puglia con un amico musicista, con i Led Zeppelin come colonna sonora costante. A questa si aggiunge un curioso furgone Ford, trasformato in una sorta di “club su quattro ruote”, tra viaggi in famiglia e avventure solitarie.

Un mezzo polivalente, capace di adattarsi alle diverse fasi della sua vita, tra paternità, concerti, amicizie e momenti di solitudine creativa.

Motori, libertà e scrittura musicale

Francesco Sarcina - Le Vibrazioni - Intervista

 

Nel repertorio delle Le Vibrazioni, il tema del viaggio e della fuga ritorna spesso. Brani come Il desiderio delle anime dannate, Xunah e L’amico Nico raccontano il bisogno di movimento, di cambiamento, di libertà.

Il motore è un inno alla libertà“, sottolinea Sarcina. “È il mezzo che ti permette di assecondare il tuo istinto di partire“. Non si tratta solo di spostarsi fisicamente, ma di intraprendere un percorso emotivo e personale.

Non manca nemmeno il riferimento al rock più iconico, con citazioni ispirate ai Mötley Crüe e all’immaginario glam degli anni Ottanta. Un periodo che ha influenzato profondamente la sua formazione musicale e il suo modo di stare sul palco.

Per l’artista milanese, l’automobile e la moto non sono semplici mezzi di trasporto, ma veri strumenti narrativi: accompagnano emozioni, trasformazioni personali e momenti fondamentali della sua carriera.

Tra palchi, strade e memoria

L’intervista a Francesco Sarcina restituisce il ritratto di un artista autentico, che vive la strada come estensione del palco e la musica come compagna di viaggio. Tra auto, moto, rock’n’roll e ricordi, emerge un filo conduttore chiaro: il bisogno di muoversi, cercare, scoprire.

Ogni viaggio diventa un’occasione per osservare, riflettere e trasformare le esperienze in canzoni. Ogni chilometro percorso lascia una traccia, che prima o poi trova spazio nei testi e nelle melodie.

Per Sarcina, partire significa anche ritrovarsi. Cambiare prospettiva, allontanarsi per capire meglio chi si è davvero.

Playlist – Buone Vibrazioni

A completare il racconto, una playlist personale che riflette il suo universo musicale, tra rock, soul, elettronica e introspezione:

  • Like The End – James Blake

  • Good Things – Rival Sons

  • In The Fade – Queens of the Stone Age

  • Sign of the Time – Harry Styles

  • Razzi Arpia Inferno e Fiamme – Verdena

  • My Mistakes Were Made for You – The Last Shadow Puppets

  • Sugar Man – Rodriguez

  • Colors – Black Pumas

  • Believer – Imagine Dragons

  • Late in the Day – Supergrass

  • Come Take Me – Betty Davis

  • Burn My Shadows – UNKLE

  • Piccoli Dettagli – Al Buio – Deasonika

  • Pilgrim – Fink

  • She Don’t Dance – Everyone You Know

  • A New Error – Moderat

  • Sonata n.14 “Moonlight” – Beethoven.

Una selezione che racconta gusti, influenze e stati d’animo, specchio fedele di un artista in continua evoluzione.

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