Mazda non ha inventato il motore rotativo “Wankel” (a farlo è stato un tedesco che si chiamava appunto Wankel), ma è senza dubbio la Casa automobilistica più legata a questo tipo di motore. Infatti, sebbene negli anni Sessanta il progetto fosse stato concesso in licenza a quasi tutti i principali costruttori di automobili, solo Mazda finì per costruire motori Wankel in grandi quantità.

A partire dalla Cosmo del 1967, Mazda ha costruito più di due milioni di auto a motore rotativo. L’ultima Mazda a motore rotativo, la RX-8, è uscita di produzione nel 2012. Ma la tecnologia sta tornando: l’azienda, che ha 102 anni, costruirà una versione della nuova MX-30 EV che utilizza un piccolo motore rotativo come range-extender.
Naturalmente, per ogni Mazda con motore rotativo che è entrata in produzione, c’è un’auto eccellente che è esistita solo come concept in un salone dell’automobile, un prototipo di sviluppo o il frutto dell’immaginazione di un designer o di un ingegnere. Queste sono le auto in questione.
Vi presentiamo quindi le Mazda a motore rotativo che non sono mai state realizzate, ma che avrebbero dovuto esserlo.
Mazda RX-500 – 1970
Presentata al Salone di Tokyo del 1970, la RX-500 celebrava il mezzo secolo di vita dell’azienda. La potenza proveniva da un Wankel a doppio rotore da 982 cc montato in posizione centrale che poteva raggiungere i 15.000 giri/min, mentre 250 CV e un peso a vuoto di soli 850 kg significavano una velocità massima dichiarata di circa 400 km orari. La RX-500 aveva porte a farfalla molto prima della Lamborghini Countach, e sul retro aveva luci posteriori che cambiavano colore a seconda che l’auto stesse accelerando, frenando o viaggiando a velocità costante.

Mazda MX-03 – 1985
La MX-03 era il massimo della tecnologia per le auto della metà degli anni Ottanta. Il concept da 2,0 litri a tre rotori e 315 CV, perfettamente funzionante, era dotato di quattro ruote sterzanti, quattro ruote motrici, un display head-up e un volante ispirato all’aviazione al posto di uno convenzionale. L’aerodinamica curatissima (vedete il singolo specchietto alare?) permetteva di raggiungere una velocità massima di circa 290 km orari, mentre lo scatto da 0 a 100 km orari avveniva in meno di cinque secondi.

Mazda MX-04 – 1987
Presentata al Salone dell’Auto di Tokyo del 1987, la MX-04 a motore anteriore e trazione posteriore aveva come punto di forza la possibilità di sostituire i pannelli della carrozzeria in fibra di vetro. Grazie a questi pannelli, la MX-04 poteva diventare ciò che si voleva, dalla coupé con tetto in vetro della foto…

… a una roadster senza parabrezza e con i lati aperti. Nel 1987 lo sviluppo della MX-5 era già ben avviato. Immaginate se avessimo avuto questa invece dell’auto sportiva che sarebbe poi nata nel 1989. La MX-04 avrebbe avuto lo stesso successo della MX-5?

Mazda RX-01 – 1995
Nel 1995 la RX-7 era diventata un oggetto complicato e costoso. Per il Salone dell’Automobile di Tokyo del 1995 Mazda tornò alle origini, presentando una due-più-due a motore anteriore che pesava poco più di una tonnellata. L’alimentazione proveniva dal motore rotativo aspirato che in seguito avrebbe alimentato l’ultima auto di serie a motore rotativo dell’azienda, la RX-8 del 2003. Nella RX-01 il motore erogava circa 220 CV ed era montato molto indietro nel telaio per fare spazio a un ingegnoso spoiler anteriore passante.

Mazda Taiki – 2007
Mentre le concept RX-01, MX-04 e MX-03 funzionavano tutte, la Taiki… non funzionava. La forma a goccia e le ruote posteriori rientranti comportavano un basso coefficiente di resistenza aerodinamica, pari ad appena 0,25, e la potenza avrebbe dovuto provenire dal rotativo di tipo “Renesis” della RX-8. Sembra una vettura fantastica, in un modo del tutto irreale, come un concept della metà degli anni Novanta.

Mazda Furai – 2008
Questa è quella giusta. Basata sul telaio di una Courage C65 LMP2 e con un motore a tre rotori da 450 CV alimentato a bioetanolo puro, la Furai è stata la concept car più importante della sua epoca. Un capolavoro assoluto. All’inizio del 2008 la rivista Top Gear è stata l’unica rivista automobilistica al mondo a fare un giro sulla Furai. Non è però finita bene…

Mazda LM55 – 2014
La LM55 del 2014 è stata una delle prime auto “Vision Gran Turismo” create dai produttori per il simulatore Playstation. E ancora oggi è una delle più belle. Il suo nome deriva dalla 787B n. 55, che ottenne un’incredibile vittoria a Le Mans nel 1991. Non è mai stata costruita un’auto funzionante, ma un modello a grandezza naturale si trovava in cima alla scultura di Mazda al Festival of Speed di Goodwood del 2015.

Mazda RX-Vision – 2015
Una delle più belle concept car di sempre? Probabilmente sì. La RX-Vision è stata presentata al Salone di Tokyo del 2015, con la massima espressione del linguaggio di design “Kodo” di Mazda e costruita per montare un motore rotativo “Skyactiv-R” di nuova generazione. L’ultima volta che abbiamo sentito parlare della RX-Vision era in procinto di entrare in produzione nel 2020, giusto in tempo per il centenario di Mazda. Avrete notato che ora siamo nel 2023 e la RX-Vision non è ancora apparsa. Da sempre ottimisti, incrociamo le dita e speriamo che un giorno la RX-Vision, o qualcosa che le assomigli anche solo vagamente, venga messa in vendita…









