La lunga storia delle concept car è strettamente legata a una sorta di “glow-up by association“, ovvero all’idea che un marchio possa migliorare la propria immagine mostrando un agglomerato di pezzi dall’aspetto assurdo a un salone dell’automobile e stupire le folle.
Prendiamo Mazda, per esempio. L’azienda aveva collaborato con lo stimato carrozziere Bertone durante gli anni Sessanta per infondere un po’ di stile latino nelle sue auto e rubare la scena alle rivali giapponesi. La Mazda Familia del 1963 è stata disegnata da un giovane Giorgetto Giugiaro, che è poi passato in Ghia, mentre il rapporto tra Bertone e Mazda sbocciava. Ma Mazda era diventata cool? Non è facile sostenere qualcosa del genere.
MX-81, la capostipite
L’azienda diede a Bertone un foglio bianco per creare la sua prima concept car nel 1981, la MX-81. La parte MX stava per “Mazda experimental”, un appellativo che, a detta dell’azienda, viene dato solo alle sue auto “più impegnative”, e alla MX-5. Gli esterni non erano di sicuro troppo impegnativi per Mazda, dato che era tutto opera di Bertone. Lo stile ha trovato poi un’applicazione nella quinta generazione del vero capolavoro di Giugiaro per Mazda, anche se nel frattempo la Familia era ormai stata ribattezzata 323.

Qui si tira la cinghia
La presentazione in grande stile della prima concept Mazda avvenne al Salone dell’Automobile di Tokyo di quell’anno. L’auto impressionava con l’ampia vetratura, le luci a scomparsa e gli interni pazzeschi. Al posto del volante c’era una specie di cinghia dentata che correva intorno al cruscotto. Un’idea assurdamente poco pratica, quindi, e che mostrava un nuovo e audace look per Mazda, ma che in realtà non sarebbe stato impiegato in alcuna auto di serie. O meglio in alcuna Mazda di serie.
Un tipo (s)quadrato
Si può percepire un certo tipo di familiarità con la MX-81, qualcosa che non si riesce a definire con precisione. Come quando supermercato si vede qualcuno che prende il vostro stesso autobus al mattino. Confrontate la MX-81 con la concept Volvo Tundra del 1979 e forse vedrete alcune somiglianze. E quell’auto, ovviamente, fu rifiutata da Volvo ma è stata prontamente accettata da Citroen e trasformata nell’iconica e squadrata BX nel 1982 – passando per il Giappone, come si vede.

Salvata dall’oblio
L’uscita di scena della concept MX-81 a favore di rivali europee ha poi avuto un seguito a sorpresa negli ultimi anni, con una toccante storia di riscatto e ritorno agli antichi splendori. Sebbene l’auto non sia entrata in produzione e sia stata abbandonata a lungo in un angolo buio di un magazzino presso la sede di Mazda, in un glorioso giorno del 2020 è stata riscoperta e restaurata, per poi essere messa in vendita su internet. E questa volta, forse più ancora che in passato, ha potuto dare il suo contributo all’immagine dell’azienda. Alla fine ogni cosa torna al suo posto.
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