Top Gear’s Top 9: le auto sportive figlie di omologazioni speciali

È grazie alle corse e ai loro rigidi regolamenti che sono nate queste meraviglie, tutte pensate per superare i limiti

01 Alfa Romeo 33 Stradale

La Alfa Romeo 33 Stradale in realtà è nata come prototipo di auto da corsa, che è stata sottoposta a reverse engineering per poter competere nelle corse automobilistiche di produzione. Grazie a un V8 flat-plane da 2,0 litri completamente in alluminio, aveva a disposizione circa 230 CV. Era potente sia in pista che fuori.

Alfa Romeo 33 Stradale

02 BMW M1

Con il suo telaio da corsa spaceframe in acciaio e i pannelli della carrozzeria in FRP, la BMW M1 era una supercar da 280 CV progettata da Giugiaro e costruita in modo che la Casa di Monaco potesse gareggiare nel Gruppo 4. Fu la prima BMW in assoluto a fregiarsi del marchio M. Dobbiamo ringraziarla molto.

BMW M1

03 Ferrari 250 GTO

Di Ferrari 250 GTO ne furono realizzate solo 39, dotate di un V12 da circa 300 CV collaudato in gara e costruite a mano da Scaglietti per essere il più leggere e aerodinamiche possibile. Queste auto da corsa V12 dominarono la serie GT, anche se tecnicamente non erano autorizzate a competere.

Ferrari 250 GTO

04 Ford RS200

Costruita su un telaio da corsa, la Ford RS200 a motore centrale ha sfidato il meglio del famigerato Gruppo B e… ha perso. Nonostante i suoi oltre 450 CV, la trazione 4WD e le sospensioni avanzate, non è riuscita a tenere il passo delle Lancia e delle Audi sputafuoco. Detto questo, è ancora una delle Ford più folli di sempre.

Ford RS200

05 Lancia Stratos

Progettata da Bertone. Motorizzata da Ferrari. Tre Campionati del mondo rally di fila. Non c’è da stupirsi, quindi, che la Lancia Stratos sia tra le regine di questa carrellata delle omologazioni speciali. Il motore Dino V6 della Ferrari era in grado di sviluppare solo circa 190 CV in configurazione stradale, ma con soli 980 kg da spostare, risulta veloce anche per gli standard odierni.

Lancia Stratos

06 Nissan Skyline R33 LM

Forse la più rara omologazione speciale di sempre. Le regole di omologazione di Le Mans, eccezionalmente permissive, hanno fatto sì che Nissan dovesse costruire solo una vettura da strada R33 LM, completa di trazione posteriore, un motore biturbo a sei cilindri in linea da 400 CV e un peso a vuoto ridotto a 1.150 kg.

Nissan Skyline R33 LM

07 Plymouth Superbird

La NASCAR negli anni Sessanta iniziò a interessarsi davvero all’aerodinamica. L’unico problema era che tutti guidavano muscle car americane. Entrarono in scena le auto con code a goccia, musi affilati e alettoni enormi. E, nel caso della Plymouth Superbird, un motore da 7,0 litri e 425 CV.

Plymouth Superbird

08 Porsche 911 GT1

Costruita appositamente come auto da corsa, la Porsche GT1 Strassenversion era esattamente questo: una versione stradale dell’auto da corsa da oltre 600 CV. Le modifiche erano limitate a sospensioni più confortevoli, interni meno spartani e poco altro.

Porsche 911 GT1

09 Peugeot 205 T16

Una belvetta turbocompressa, a motore centrale, 4WD, costruita con parti specifiche da gara e progettata per vincere i campionati rally. A differenza delle auto da corsa che hanno dominato il Gruppo B nel 1985 e nel 1986, le auto da strada non avevano a disposizione 420 CV abbondanti, ma una più ragionevole potenza di 200 CV.

Peugeot 205 T16

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