Sara Carra, intervista alla campionessa italiana rally 2026

Intervista a Sara Carra, campionessa italiana rally femminile 2025 e 2026: la Škoda Fabia Rally2 Evo, Federica Mauri e il sogno dell’Europa.

A sette anni era già su un kart. A sedici è passata alle auto, poi sono arrivati i rally, l’ACI Team Italia e una crescita che, stagione dopo stagione, l’ha portata fino ai vertici del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Oggi Sara Carra ha già messo in bacheca due titoli italiani femminili consecutivi, nel 2025 e nel 2026. Ma fermarsi alla definizione di “campionessa femminile” rischia di raccontare soltanto una parte della sua storia.

Perché il cronometro, come ci ricorda lei stessa, non distingue chi si trova dietro al volante. E l’obiettivo adesso è proprio questo: continuare a crescere, avvicinarsi sempre di più ai riferimenti della classifica assoluta e, un giorno, provare a misurarsi anche fuori dall’Italia. Abbiamo parlato con Sara Carra della sua storia, del rapporto con la Škoda Fabia Rally2 Evo, del lavoro con il team Erreffe, della sintonia con la navigatrice Federica Mauri e di cosa significhi costruirsi una carriera nei rally. Partendo, inevitabilmente, da quando tutto è cominciato.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Dal kart ai rally: Sara Carra quando hai capito che volevi essere tu al volante?

TopGear: Sei cresciuta praticamente dentro il mondo dei rally, con un padre che questo ambiente lo conosce molto bene. Ricordi il momento in cui hai capito che non volevi più soltanto vivere le corse da vicino, ma essere tu quella al volante?

Sara Carra: Sono sempre stata molto legata a mio padre e, proprio per questo, fin da piccola lo seguivo praticamente ovunque. Ho respirato fin da subito l’aria dei motori e quel mondo è diventato parte della mia quotidianità quasi naturalmente. Ricordo che ci portava spesso a girare in kart in una pista vicino casa. Inizialmente era mio fratello Matteo a girare, mentre io guardavo. A un certo punto ho chiesto di poter salire anch’io su un kart e, da quel momento, non mi sono più fermata.

Credo che non ci sia stato un momento preciso in cui ho deciso di voler diventare pilota: è stato qualcosa che è cresciuto insieme a me, gara dopo gara e chilometro dopo chilometro. Più guidavo, più capivo che quella era la mia strada e che non volevo soltanto vivere le corse dall’esterno, ma essere io protagonista dentro l’abitacolo.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Due titoli consecutivi: cosa è cambiato tra il 2025 e il 2026?

TG: Hai conquistato il titolo italiano femminile nel 2025 e ti sei ripetuta nel 2026. Quanto è cambiata Sara Carra pilota tra il primo e il secondo titolo? E dove senti di essere cresciuta maggiormente?

SC: La crescita tra un anno e l’altro è stata davvero importante. Il secondo titolo è arrivato grazie a tutto quello che avevo imparato e costruito negli anni precedenti, ma soprattutto grazie a un lavoro ancora più preciso e meticoloso.

Con il mio team Erreffe abbiamo lavorato tanto per migliorare ogni dettaglio, e anche il percorso fatto insieme al mio coach Sandro Sottile è stato fondamentale. Credo che la differenza più grande sia nella gestione della gara: oggi riesco a essere molto più responsabile e obiettiva, a leggere meglio le situazioni e soprattutto a capire quando è il momento di attaccare e quando invece bisogna ragionare.

Sono cresciuta non soltanto dal punto di vista della velocità, ma anche nella capacità di gestire una gara nel suo insieme. E penso che proprio questa sia una delle evoluzioni più importanti per un pilota.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Škoda Fabia Rally2 Evo: imparare a sfruttarla senza forzarla

TG: La Škoda Fabia Rally2 Evo è una macchina vera, estremamente veloce e tutt’altro che semplice da portare al limite. Qual è stato l’aspetto più difficile da imparare e qual è, invece, quello che oggi ti fa divertire di più quando sei in prova speciale?

SC: La Škoda Fabia Rally2 Evo è una macchina estremamente competitiva e performante, ma proprio per questo richiede tanto lavoro e tanta esperienza per essere capita fino in fondo. La guido dal 2024 e, rispetto all’inizio, il mio feeling è migliorato tantissimo.

Test e gare mi hanno permesso di conoscerla sempre meglio, di capire le sue reazioni e soprattutto di imparare a sfruttarne le potenzialità senza cercare di forzarla. È una vettura con cui, secondo me, non si finisce mai di scoprire qualcosa.

La parte più difficile è stata proprio imparare a capire fino a dove poter arrivare e come sfruttare al meglio una macchina così performante. Oggi, invece, la cosa che mi diverte di più è proprio la possibilità di poter avere un feeling sempre maggiore con la vettura e riuscire a guidarla in maniera sempre più naturale e precisa.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Sara Carra e Federica Mauri: nei rally si vince in due

TG: Nei rally il pilota rappresenta soltanto metà dell’equipaggio. Con Federica Mauri quanto conta arrivare a costruire quella fiducia quasi assoluta necessaria per affrontare una speciale al massimo, affidandosi completamente alle note?

SC: Il ruolo del navigatore è fondamentale, e nei rally il pilota rappresenta davvero soltanto una parte dell’equipaggio. Federica ha un compito importantissimo: gestisce le note, porta i tempi, segue il radar, dà il ritmo in prova e soprattutto deve essere sempre perfettamente sincronizzata con quello che sto facendo io.

Per affrontare una speciale al massimo serve una fiducia totale. Quando sei dentro la macchina vai a velocità molto elevate e non puoi permetterti di avere dubbi o esitazioni: devi sapere che la persona accanto a te è completamente concentrata e che quello che ti sta dicendo è esattamente ciò di cui hai bisogno in quel momento.

Con Federica abbiamo costruito proprio questo rapporto e penso che la sintonia tra pilota e navigatore sia uno degli aspetti più belli e particolari del nostro sport. Senza la sua figura, semplicemente, nulla sarebbe possibile.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

«Rally femminile? Quando si parte siamo tutti davanti allo stesso cronometro»

TG: Si parla spesso di “rally femminile”, ma quando casco e cinture sono allacciati il cronometro non fa distinzioni. Il tuo prossimo obiettivo è proprio quello di andare oltre questa definizione e confrontarti sempre più direttamente nella classifica assoluta?

SC: Sì, assolutamente. Purtroppo esiste ancora lo stereotipo del “rally femminile”, ma io credo che alle donne non manchi assolutamente nulla per poter competere insieme agli uomini. Quando si chiude il casco e si parte, siamo tutti davanti allo stesso cronometro e quello che conta è il risultato.

I titoli femminili per me sono sicuramente importanti e rappresentano una grande soddisfazione, ma non voglio che siano un punto di arrivo. Il mio obiettivo è continuare a crescere e confrontarmi sempre di più nella classifica assoluta, misurandomi direttamente con tutti gli altri piloti.

Vorrei che il fatto di essere una donna diventasse sempre meno importante rispetto a quello che riesco a dimostrare in macchina. Penso che sia il modo migliore per contribuire, nel mio piccolo, ad abbattere questo stereotipo.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Il futuro? Una Fabia RS e qualche gara europea

TG: Hai ancora una carriera tutta da costruire davanti a te: se potessi scegliere oggi una macchina, un rally e un obiettivo da raggiungere nei prossimi anni, quali metteresti nella tua personale lista dei desideri?

SC: Sicuramente nella mia lista dei desideri c’è la Škoda Fabia RS, che rappresenta l’evoluzione della Fabia Rally2 Evo che sto utilizzando oggi. Mi piacerebbe poterla guidare e capire fino a dove potrei arrivare con una macchina ancora più evoluta e performante.

Come esperienza, invece, mi piacerebbe molto fare qualche gara a livello internazionale, magari nel Campionato Europeo. Sarebbe un passo importante per me, perché significherebbe confrontarmi con piloti, percorsi e situazioni nuove, mettendomi alla prova in un contesto ancora più competitivo.

Non so ancora esattamente dove potrò arrivare, ma sicuramente voglio continuare a crescere, fare esperienza e provare a portare sempre più in alto i miei obiettivi. Per ora dico Fabia RS, qualche gara europea e, soprattutto, tanta voglia di vedere cosa succederà. Chissà.

Sara Carra Campionessa Italiana Rally

Una storia iniziata a sette anni

La storia di Sara Carra, in realtà, comincia molto prima dei due titoli italiani. Nel 2009, a soli sette anni, disputa la sua prima gara in kart, dopo essere cresciuta seguendo il fratello Matteo e respirando motori praticamente fin dall’infanzia. Continua a correre fino ai 15 anni, conquistando anche due campionati regionali nella categoria 60 Mini.

A 16 anni ottiene la super licenza che le permette di avvicinarsi alle auto da rally nei circuiti chiusi. Con la maggiore età arrivano finalmente le gare su strada e la vittoria del CRZ Zona 7 nella propria categoria.

Un altro passaggio fondamentale arriva nel 2022 con l’ingresso nell’ACI Team Italia, esperienza che la porta a confrontarsi con la serie tricolore e ad accumulare chilometri ed esperienza. Nel 2025 arriva quindi il primo titolo di Campionessa Italiana Rally Femminile, seguito dalla conferma nel 2026.

Ma ascoltandola parlare, la sensazione è che quei due titoli siano considerati più una tappa che una destinazione. La Fabia RS è già nella lista dei desideri, l’Europa è nel mirino e soprattutto c’è un cronometro con cui continuare a confrontarsi. Lo stesso per tutti.

Leggi anche: Cayenne Electric, la fisica secondo Porsche

Resta aggiornato! Seguici sui nostri canali social Facebook e Instagram 

Abbonati a Top Gear
Abbonati a Top Gear!

Clicca qui e scegli l’abbonamento alla rivista cartacea e goditi il piacere di una lettura d’approfondimento senza fretta. Ricevi a casa numeri da collezione e contenuti esclusivi creati appositamente per il cartaceo, gli stessi che trovi in edicola, ma con tutta la comodità della consegna diretta.

Leggi anche...

Articoli correlati