
Ci sono ingegneri che lavorano sulle auto. E poi c’è chi le definisce. Andreas Preuninger, responsabile dei modelli Porsche GT, appartiene alla seconda categoria. Il suo ruolo ufficiale è “Project Manager GT Vehicles”, ma la realtà è molto più semplice: è la mente dietro alcune delle Porsche più desiderate degli ultimi vent’anni, dalla 911 GT3 alla GT3 RS, passando per GT2 RS, Cayman GT4 RS e 911 S/T.
L’approccio Andreas Preuninger non è rivoluzionario nel senso classico. Non cerca di reinventare la formula. La affina. La perfeziona. La porta oltre, centimetro dopo centimetro, dettaglio dopo dettaglio. Ed è proprio questo il punto centrale della filosofia GT: non esiste il progetto “senza regole”. Esiste solo l’evoluzione continua.
Quando gli si chiede quale sarebbe la sua Porsche ideale senza vincoli, la risposta è sorprendentemente concreta: 911 S/T e GT3 RS. Non perché rappresentino un compromesso, ma perché incarnano il massimo risultato possibile all’interno di una filosofia precisa. Per Preuninger, il processo è il progetto. Non esiste scorciatoia.
Andreas Preuninger: evoluzione continua e ossessione per il coinvolgimento di guida
La divisione Porsche GT vive di miglioramenti incrementali. Ogni nuova generazione lavora su peso, risposta del motore, rigidità del telaio e precisione dello sterzo. Non si tratta solo di prestazioni assolute, ma di sensazioni. L’obiettivo è costruire un’auto che crei una connessione diretta tra macchina e pilota.
Preuninger non ha inventato la 911 GT3, ma ne ha definito l’identità moderna. Il suo percorso in Porsche non è immediato. Dopo aver studiato ingegneria automobilistica, invia numerose candidature, tutte respinte. Solo dopo diverse esperienze nel settore riesce a entrare a Weissach, il centro nevralgico dello sviluppo Porsche.
Il momento decisivo arriva quando entra in contatto con la prima 996 GT3. La guida, il motore capace di salire di giri con naturalezza e la leggerezza complessiva definiscono una nuova direzione. Preuninger vede immediatamente il potenziale e, soprattutto, capisce che può essere sviluppato ulteriormente.
Da lì nasce il suo contributo più importante: trasformare la GT3 da modello speciale a riferimento assoluto. La creazione della prima GT3 RS segna un punto di svolta. Inizialmente pensata come semplice evoluzione tecnica per l’omologazione, diventa una vettura radicale, più leggera, più diretta, più estrema. Un rischio che si trasforma in un successo e definisce un nuovo segmento.
Il principio resta lo stesso ancora oggi. Ogni modello sviluppato dalla divisione GT deve rispettare una regola fondamentale: mettere il piacere di guida al centro. Le prestazioni sul giro sono importanti, ma non sono l’unico obiettivo. La priorità è costruire un’auto che coinvolga chi guida, che renda ogni curva significativa.
Questo approccio si riflette su tutta la gamma, dalla 911 GT3 RS alla Spyder RS, fino alla più recente 911 S/T. Ogni modello ha una propria identità, ma tutti condividono lo stesso DNA: peso contenuto, motori capaci di salire rapidamente di giri, telaio preciso e una risposta immediata a ogni input del pilota.
È proprio questa coerenza che rende la divisione GT un punto di riferimento assoluto. Non si tratta solo di costruire auto veloci. Si tratta di costruire auto che parlano al guidatore. Ed è questa la vera eredità di Andreas Preuninger.
996 GT3 RS
2003 – 2004

997 GT3 RS 4.0
2011

997 GT2 RS
2010 – 2011

911 R
2016

991 GT2 RS
2018 – 2019

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