Ferrari F80 Hypercar of the Year 2026

Non molte hypercar da oltre 3 milioni di sterline superano le aspettative, ma Ferrari non si è limitata a un nome accattivante, a qualche dettaglio in alluminio e a una scocca in carbonio a motore centrale.

La nuova Ferrari F80

Ci sono Ferrari che nascono per essere desiderate. E poi ci sono quelle che nascono per essere studiate: vetrine tecniche, dichiarazioni d’intenti, manifesti su ruote. La Ferrari F80 è esattamente questo. È una supercar prodotta in serie limitata a 799 esemplari e si colloca nel filone delle icone del Cavallino, accanto a GTO, F40 e LaFerrari: auto che non si limitano a fare numeri, ma definiscono un’epoca.

Dal 1984 in poi Maranello costruisce supercar pensate per clienti competenti e appassionati, vetture che portano su strada tecnologie capaci di influenzare tutto il settore. La F80 riprende quel metodo e lo estremizza: non solo prestazione assoluta, ma prestazione ripetibile, controllabile e sfruttabile. Il punto chiave sta proprio qui: la F80 unisce un’impostazione da pista a una guidabilità che resta gestibile anche nell’uso stradale, senza trasformare ogni metro in un compromesso.

La nuova Ferrari F80

L’architettura è costruita attorno a questo obiettivo. Il telaio in fibra di carbonio e l’aerodinamica “da gara” non sono esercizi di stile: sono strumenti per estrarre carico, precisione e stabilità. E l’abitacolo, coerentemente, sceglie la soluzione “1+”: effetto monoposto evidente, cabina rastremata e focalizzata sul pilota, ma con spazio reale anche per il passeggero. Ridurre larghezza e sezione frontale significa ridurre drag e peso, e quindi rendere più facile trasformare la potenza in velocità e controllo.

La nuova Ferrari F80

Ferrari F80: V6 ibrido 800V, e-turbo e 1050 kg di carico a 250 km/h

La scelta del powertrain segue il motorsport di oggi: V6 turbo e ibrido ad 800 V, come avviene in Formula 1 e nel WEC. Al centro c’è il sei cilindri a V di 120° sigla F163CF, tre litri, che arriva a 900 CV e a una potenza specifica dichiarata di 300 CV/l. A questi si aggiunge la parte elettrica: altri 300 CV, grazie a un sistema con tre motori (due sull’asse anteriore per l’e-4WD, uno al posteriore in funzione MGU-K).

Il dettaglio che cambia il tono della storia è l’e-turbo, prima assoluta su una Ferrari stradale. Il motore elettrico montato tra turbina e compressore rende la risposta più immediata ai bassi regimi e permette di impostare la fluidodinamica puntando alla prestazione ai medi e agli alti senza dover accettare il classico ritardo di risposta. In altre parole: la potenza è enorme, ma non “arriva tardi”.

Poi c’è l’aerodinamica, che sulla F80 non fa la comparsa: domina. Il dato simbolo è il carico verticale: 1050 kg a 250 km/h. L’avantreno lavora con soluzioni derivate dal mondo racing — triplano, S-Duct, gestione dei flussi e un impianto che crea aspirazione sotto il fondo — mentre al posteriore il pacchetto si affida a diffusore e ala attiva, con logiche diverse tra configurazioni di alta deportanza e settaggi a bassa resistenza.

La nuova Ferrari F80

Qui entrano in scena le sospensioni attive a 48V, riprogettate per un uso supercar: non servono solo a “rendere più comodo”, ma a controllare l’assetto e la distanza da terra in tempo reale, mantenendo stabile il bilanciamento aerodinamico nelle fasi critiche (frenata, percorrenza, trazione). È anche così che la F80 mantiene quella promessa non banale di auto da pista che resta gestibile su strada.

Sul fronte elettronico, la F80 porta con sé SSC 9.0 con stimatore FIVE: un modello “gemello digitale” che replica il comportamento della vettura usando i dati dei sensori, migliorando la precisione con cui i sistemi di controllo interpretano cosa sta succedendo davvero sotto le ruote. La parte ibrida lavora con tre configurazioni principali — Hybrid, Performance, Qualify — e introduce una funzione che dice molto del progetto: Boost Optimization. La vettura riconosce il tracciato durante un giro di formazione e distribuisce il boost nelle zone in cui serve di più, con logiche diverse tra sostenibilità (Performance) e massima prestazione (Qualify).

La frenata è affidata ai nuovi freni con tecnologia CCM-R Plus, sviluppati con Brembo, con materiali e soluzioni derivate dalle competizioni. E anche le coperture sono dedicate: Michelin in 285/30 R20 all’anteriore e 345/30 R21 al posteriore, con possibilità di scegliere tra Pilot Sport Cup2 e Cup2R a seconda della destinazione d’uso e del livello di “pista” desiderato.

La nuova Ferrari F80

Dentro, la F80 porta all’estremo l’idea di cockpit: plancia orientata verso il pilota, effetto cocoon e impostazione da monoposto carenata. Ma la scelta più significativa, perché concreta, è il ritorno dei tasti fisici sul volante: una decisione che punta alla fruibilità reale, quella che conta quando stai guidando davvero e non hai tempo di cercare funzioni su superfici touch.

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