
Un altro aggiornamento, sì. Ma nel mondo dei SUV ad alte prestazioni la corsa alla potenza non si ferma mai. La nuova Aston Martin DBX S porta il V8 biturbo a 717 CV, superando di misura la Ferrari Purosangue e posizionandosi tra i SUV più estremi attualmente disponibili. Non è un’elettrificata, non utilizza assistenze ibride. È una scelta precisa: mantenere un’identità puramente termica, in un segmento che ormai si muove rapidamente verso l’ibridazione.
Il motore resta il noto 4.0 litri V8 biturbo, sviluppato su architettura “hot V”, ma aggiornato con compressori di dimensioni maggiori e una gestione rivista della sovralimentazione. Il risultato non cambia i dati fondamentali, lo 0-100 km/h resta coperto in 3,3 secondi e la velocità massima è di 310 km/h ma, migliora la risposta agli alti regimi e la progressione complessiva. Il carattere resta quello che definisce il DBX fin dall’inizio: coppia abbondante, risposta immediata e una colonna sonora meccanica autentica.

A fare la differenza, però, non è solo la potenza. Il lavoro sulla massa è significativo. Il nuovo tetto in fibra di carbonio, il più grande mai installato su un’Aston Martin, consente un risparmio di 18 kg e contribuisce ad abbassare il baricentro. A questo si aggiungono i cerchi in magnesio da 23 pollici, che riducono ulteriormente le masse non sospese. Con tutte le opzioni alleggerite installate, il peso si attesta a 2.198 kg, un valore competitivo considerando dimensioni e prestazioni.
Aston Martin DBX S: telaio dedicato e dinamica da vera sportiva
Uno degli elementi che distingue il DBX S dai principali concorrenti è la piattaforma. Non deriva da architetture condivise con altri marchi, ma utilizza una struttura in alluminio bonded, sviluppata specificamente per questo modello. Questo consente agli ingegneri di ottimizzare rigidità, distribuzione delle masse e risposta dinamica senza compromessi strutturali.

Il sistema di trazione integrale utilizza una ripartizione variabile che, nelle modalità più estreme, trasferisce tutta la coppia all’asse posteriore. A supporto intervengono torque vectoring, differenziale attivo e sistema antirollio elettronico a 48 volt, progettati per migliorare agilità e stabilità. Nonostante dimensioni e massa, il risultato è una risposta precisa, con un comportamento che resta coerente anche quando il ritmo aumenta.
Lo sterzo, più diretto rispetto alla versione precedente, migliora la sensazione di controllo, mentre l’impianto frenante carboceramico con dischi da 420 mm all’anteriore garantisce una resistenza elevata anche sotto stress prolungato. Il DBX S mantiene anche una capacità di carico significativa, con 638 litri di bagagliaio e una capacità di traino fino a 2.700 kg.
Dal punto di vista estetico, gli aggiornamenti sono mirati. La nuova griglia con finitura nera, i terminali di scarico verticali e i dettagli aerodinamici in fibra di carbonio rafforzano l’identità visiva. Il badge “S” non è solo un dettaglio stilistico: rappresenta una versione più focalizzata e raffinata.

All’interno, l’abitacolo introduce nuovi rivestimenti in Alcantara e pelle semi-anilina, con un’impostazione che privilegia la qualità percepita e il contatto diretto con i comandi fisici. Il sistema infotainment utilizza un display da 12,3 pollici sviluppato internamente da Aston Martin e introduce una novità significativa: il supporto a Apple CarPlay Ultra.
Questa tecnologia integra completamente l’interfaccia Apple con i sistemi del veicolo, permettendo di gestire informazioni e funzioni senza passaggi tra ambienti separati. Il sistema mantiene comunque compatibilità con Android Auto, lasciando libertà di scelta all’utente.
Il risultato finale è un SUV che mantiene una doppia natura: prestazionale quando richiesto, ma anche raffinato nell’utilizzo quotidiano. Il DBX S non cambia la filosofia del modello, ma ne rafforza i punti chiave: motore autentico, telaio dedicato e un’esperienza di guida progettata per restare centrale, anche in un segmento sempre più orientato verso l’elettrificazione.
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