Hyundai Ioniq 6 N: la miglior EV ad alte prestazioni

Un circuito dalle parti di Barcellona, un vero appassionato di guida in pista senza tanti fronzoli e una Hyundai Ioniq 6 N per una prova tra cordoli e adrenalina.

Che nessuno si azzardi mai più a dire che le auto elettriche non sono a prova di appassionato. O almeno non prima di aver provato la nuova Hyundai Ioniq 6 N.

Già, perché se con la Ioniq 5 N il costruttore coreano aveva dimostrato al mondo che anche un’auto a batteria può essere divertente, ora, con la Ioniq 6 N, ha veramente trovato il modo di fare breccia nel cuore di tutti noi amanti delle quattro ruote. E per farlo, sono partiti proprio da tutto ciò che di buono e bello aveva la prima elettrica firmata N, elevandolo all’ennesima potenza.

Hyundai Ioniq 6 N

Ma andiamo con ordine. La base di partenza è quella offerta dal più recente restyling della berlina elettrica coreana, rispetto alla quale, però, si differenzia per un’estetica decisamente più cattiva. È più larga, più bassa e con una serie di appendici aerodinamiche degne di un’auto da corsa. Specialmente la nuova ala posteriore con attacco a collo di cigno. Personalmente, l’elemento che più apprezzo sono i nuovi cerchi forgiati da 20 pollici, che calzano pneumatici da 275/35. Enormi. E in questo risiede uno dei passi avanti dal punto di vista della dinamica di guida più grandi rispetto alla sorella Ioniq 5 N.

Ma ci arriveremo tra un attimo. Continuiamo a fare conoscenza con la nuova Ioniq 6 N sposandoci all’interno dell’abitacolo. Qui, in realtà, l’impostazione è molto simile a quella già vista sulla Ioniq 5: volante a tre razze ricco di tasti, doppio display da oltre 12 pollici con quello a centro plancia che permette di intervenire sulle (tante) funzioni legate al powertrain e sedili a guscio (bellissimi) con cuciture azzurre a contrasto, che assicurano un ottimo contenimento del corpo.

Hyundai Ioniq 6 N

Le cose veramente interessanti, però, sono quelle che si nascondono sotto pelle. Sotto le forme bombate della carrozzeria e i vari spoiler, splitter e alettoni, si cela un powertrain elettrico totalmente votato alle prestazioni. In barba al preconcetto secondo il quale un’auto a batteria debba essere efficiente tutti i costi.

È costituito da una batteria da 84 kWh che manda energia a due motori elettrici, uno per ciascun assale, con quello posteriore che assicura quasi il doppio della potenza di quello anteriore (412 CV, contro 238 CV). Un chiaro indizio di quella che può essere la dinamica di guida di questa vettura. La potenza di sistema raggiunge così i 650 CV per 770 Nm, che nonostante un peso di circa 2,3 tonnellate (sì, è tanto lo so) permettono di scattare da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 257 km/h.

Hyundai Ioniq 6 N

Ah, sì, poi c’è l’autonomia, che grazie alla piattaforma a 800 Volt arriva a sfiorare i 500 km, mentre per passare dal 10 all’80% di carica bastano 18 minuti.

Ma chi se ne frega. La Ioniq 6 N sa regalare emozioni che vanno ben oltre i freddi numeri di una scheda tecnica. E per raccontarvele, sono volato a Barcellona, per mettere alla prova questa nuova N sul circuito di Castellolì. In primis c’è l’assetto: i tecnici coreani sono intervenuti non soltanto sulla taratura delle sospensioni, ma anche sulle geometrie, modificando completamente il comportamento della vettura in curva.

E poi, come dicevo, ci sono le nuove misure dei cerchi, da 20 pollici, invece che da 21 come sulla Ioniq 5 N, che permettono alla vettura di essere molto più progressiva nelle reazioni e quindi più facilmente gestibile anche nella guida al limite. Insomma, la Ioniq 6 N è molto meno nervosa e “facile”, con il risultato che in pista ci si trova ad andare più forte. Dannatamente forte a dirla tutta.

Hyundai Ioniq 6 N

Perché i due motori spingono con una cattiveria pazzesca, con l’unità posteriore che risulta sempre protagonista, e così fuori dalle curve basta un filo di gas più del dovuto per esibirsi in dei gran sovrasterzi di potenza. Ma ciò che rende davvero unica la Ioniq 6 N è il sistema che va a riprodurre il funzionamento di un cambio a doppia frizione.

Attenzione, ho detto riprodurre, non simulare. Perché i tecnici Hyundai hanno disegnato una vera e propria curva di coppia, che, di fatto, trasforma la Ioniq 6 N in una tradizionale vettura endotermica dal punto dell’erogazione e della dinamica di guida. È tutto così vero da portarti a dimenticare di trovarti al volante di un’auto elettrica. E questo è il miglior complimento che si possa fare ad un’auto del genere.

Ma la tecnologia non si ferma qui. Sulla nuova elettrica firmata N è possibile intervenire su tutti, ma proprio tutti i parametri di funzionamento della vettura. Esiste una modalità che consente di modificare la ripartizione della potenza tra i due motori per divertirsi a driftare gestendo angolo di imbardata e pattinamento delle ruote o ancora tre diverse modalità che intervengono sulla temperatura della batteria in base a cosa volete fare: “sparo” da 0 a 100 km/h, giro veloce o track day.

E devo dire che negli otto giri che ho potuto fare, per un totale di circa una trentina di chilometri, il consumo di energia è stato ovviamente elevato, ma non eccessivo. Insomma, la Ioniq 6 N è davvero una sportiva con i fiocchi. Certo, il peso si sente soprattutto in fase di inserimento, ma nonostante questo, nel complesso lei si comporta meglio di molte endotermiche ben più blasonate di pari segmento.

Che piaccia o no, è così. Con questo non voglio dire che allora l’elettrico vince su tutta la linea, ma se approcciato nel modo giusto, proprio come ha fatto Hyundai, questo può comunque regalare emozioni, anche ai petrolhead più incalliti. Quindi, basta pregiudizi. Provare per credere.

Foto Hyundai

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