Ci siamo tornati. E questa volta, arrivando al Mottarone, la sensazione è stata piuttosto evidente: quel piccolo evento nato praticamente nel “giardino di casa” di Carlo Borromeo sta diventando grande. Anzi, internazionale.
La terza edizione di TUTTO BENE Hillclimb, andata in scena il 9 settembre 2026, ha portato sulla strada privata Borromea 85 automobili selezionate, tra classiche, sportive contemporanee, prototipi e restomod. Nove chilometri dalle pendici alla vetta del Mottarone, senza cronometri e senza classifiche. Il principio rimane quello delle origini: “Slow Down To Go Fast”. Ma fermarsi ai numeri sarebbe un errore, perché ciò che ci piace maggiormente di TUTTO BENE succede spesso quando le automobili sono ferme.

Il Mottarone diventa un luogo d’incontro
C’è un momento della giornata in cui basta guardarsi intorno. Il Bar Stazione, la partenza della salita, le auto parcheggiate, qualcuno con un caffè in mano, qualcun altro piegato a osservare un particolare meccanico. Si parla italiano, inglese e chissà quante altre lingue. Ci sono collezionisti, designer, giornalisti, fotografi e tantissimi appassionati.
Gli equipaggi quest’anno sono arrivati da Giappone, Taiwan, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e da tutta Europa. Lungo il percorso, secondo i dati dell’organizzazione, sono stati circa 2.000 gli spettatori. Eppure TUTTO BENE riesce ancora a conservare qualcosa di sorprendentemente familiare.
Ritrovare Carlo Borromeo, che con la consueta gentilezza trova sempre il tempo per fermarsi e chiacchierare con tutti, fa parte dell’esperienza. Così come incontrare nuovamente il gruppo di Race Service arrivato da Los Angeles: da Andrew Cramb a Rod Chong, Chief Creative Officer di Race Service – del quale abbiamo recentemente raccontato la sua Porsche 935X su Youngtimer & Rétro – fino a Jacob Agajanian, co-founder e President. Insieme a tutto il team riescono a fare una cosa particolarmente bene: farti sentire a casa. Ed è forse uno dei risultati più difficili da ottenere quando un evento cresce.

Dalla Mercedes 300 SLR alla Ferrari Luce
Poi, naturalmente, ci sono le automobili. E quest’anno la selezione era semplicemente fuori scala. A cominciare dalla Mercedes-Benz 300 SLR, una delle automobili più preziose e significative della storia, fino alla Bentley Speed 8, la Sport Prototipo che nel 2003 riportò Bentley alla vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans.
Dal motorsport contemporaneo è arrivata la BMW M3 Touring 24H, vincitrice della classe SPX e quinta assoluta alla 24 Ore del Nürburgring, mentre non sono certamente passate inosservate Pagani Utopia e Ferrari Luce, quest’ultima protagonista della sua prima apparizione dinamica davanti al pubblico. E poi la Bertone Runabout, la Genesis X Skorpio Concept e molte altre ancora.
In esposizione c’era anche la Maserati Eldorado, accompagnata dalla GT2 Stradale nella speciale livrea celebrativa. Insomma, il genere di parcheggio nel quale rischiate seriamente di impiegare mezz’ora per percorrere cinquanta metri.

Una piccola Fiat 500 tra le grandi protagoniste
Tra tante automobili straordinarie, una delle scoperte che ci ha incuriosito di più aveva dimensioni decisamente più contenute. Proprio al TUTTO BENE 2026 ha infatti debuttato pubblicamente La Cinquecento, progetto britannico nato dall’idea di Max Kindersley di reinterpretare la Fiat 500 senza cancellarne semplicità e carattere.
La storia parte da una 500 di famiglia rimasta per circa 25 anni in un fienile e inizialmente destinata a un semplice restauro. Da lì è nato qualcosa di molto più ambizioso: il bicilindrico rimane, ma deriva dalla Fiat 126 ed è profondamente rivisto con accensione Twin Spark, mentre sospensioni, freni, sterzo, raffreddamento e impianto elettrico sono stati sviluppati per rendere la piccola italiana più precisa e coinvolgente.
A darle una nuova personalità estetica ci ha pensato BorromeodeSilva. Passaruota più larghi, assetto visivamente più piantato e dettagli di ispirazione rally rendono la 500 “Scattante” decisamente più muscolosa, senza nascondere ciò che c’è sotto. Ed è proprio questo che ci è piaciuto: in mezzo a vetture potentissime e milionarie, ricordarci che per attirare una folla di appassionati possono ancora bastare due cilindri, quattro ruote minuscole e una Fiat 500 fatta come si deve.

Al Tutto Bene le automobili devono muoversi
È questo uno dei punti che distingue il TUTTO BENE Hillclimb da molti altri appuntamenti. Una macchina straordinaria ferma su un prato perfettamente rasato è bellissima. Ma accenderla cambia tutto. Cambia quando senti il motore prendere vita, quando la carrozzeria si muove sulle sospensioni, quando un’auto passa davanti a te e improvvisamente capisci quanto sia larga, bassa, rumorosa o semplicemente assurda rispetto alle fotografie viste mille volte sui social.
Sul Mottarone le automobili vivono. La strada privata Borromea viene chiusa al traffico e presidiata lungo il percorso. Le vetture partono a intervalli regolari e affrontano i nove chilometri della salita senza alcun riferimento cronometrico. Non devono stabilire record. Devono essere guidate.
Il riconoscimento dell’ACI come “Dimostrazione Atipica Sperimentale” racconta persino burocraticamente quanto sia difficile inserire TUTTO BENE in una categoria tradizionale. L’evento, ideato da BorromeodeSilva e Race Service, si svolge sulla strada privata Borromea messa a disposizione da Kaleon – Terre Borromeo, con la collaborazione di ACI e ACI VCO e il supporto operativo di Motoring Attitude. Tra i principali sponsor dell’edizione 2026 figurano Bentley, Genesis, BMW M e Alpina.

Altro che una semplice hillclimb
Negli anni il paragone con Goodwood è venuto quasi spontaneo: automobili eccezionali, salita, balle di paglia, pubblico vicino alle vetture e un incontro continuo tra macchine da competizione, classiche, restomod e sportive contemporanee.
Ma arrivati alla terza edizione forse è più corretto lasciare da parte i paragoni. TUTTO BENE sta costruendo una propria identità.
Ha una scala diversa e soprattutto un’atmosfera tutta sua. Il Mottarone e il Lago Maggiore non sono soltanto uno sfondo fotografico spettacolare: sono ormai parte dell’evento. La via Borromea vestita a festa, il Bar Stazione, la salita verso la vetta e quel continuo incontrarsi tra una macchina e l’altra costituiscono qualcosa che sarebbe difficile replicare altrove.

La cosa più bella? Vedere quanti giovani erano lì
Tra una Mercedes-Benz 300 SLR e una Pagani Utopia, c’è però un’immagine che ci portiamo a casa: i ragazzi. Erano tanti. Molto giovani, preparati, curiosi. Ragazzi capaci di riconoscere un modello, raccontarne la storia, discutere di una soluzione tecnica e aspettare il passaggio dell’auto preferita lungo la salita.
In un momento storico nel quale sentiamo ripetere continuamente che le nuove generazioni non sarebbero più interessate all’automobile, giornate come questa raccontano qualcosa di differente. Forse è cambiato il modo di viverla, forse sono cambiate le automobili desiderate, ma la passione esiste ancora. Bisogna semplicemente darle un posto dove incontrarsi.

Eventi così fanno bene all’anima
Ed eccoci al punto. TUTTO BENE funziona perché, nonostante automobili dal valore enorme e ospiti arrivati dall’altra parte del mondo, continua a sembrare una festa tra persone che condividono la stessa ossessione. Ci si incontra, si parla, si fotografa, si ascolta. Poi parte un motore e per qualche secondo tutti guardano nella stessa direzione.
Non serve necessariamente una classifica. Non serve stabilire chi abbia l’auto più preziosa o chi sia stato il più veloce sulla salita. A volte basta celebrare l’automobile per quello che rappresenta: design, tecnica, rumore, cultura, ricordi, amicizie e quella meravigliosa capacità di riunire persone diversissime intorno alla stessa passione.
Per noi di Top Gear Italia tornare al Mottarone è stato ancora una volta un piacere. Perché eventi così fanno bene all’anima. Alla nostra, soprattutto. Quella che continua ostinatamente a profumare di benzina.
Foto: Gentilmente concesse da Race Service.
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