Quella di Chery in Europa è un’espansione che in poco più di un anno è passata dal non esserci ad avere ben quattro marchi: gli ultimi due in ordine di arrivo sono Chery e Lepas, anticipati da Omoda e Jaecoo. Dopo la 7 e la più piccola 5, la Jaecoo 8 porta il marchio cinese in un segmento più alto, e dichiaratamente a sfidare le premium tedesche (Omoda & Jaecoo Italia dice apertamente che i clienti potenziali di Jaecoo 8 vengono dalla Sacra Triade germanica) con 7 posti, efficienza di un sistema ibrido molto raffinato e buona qualità costruttiva.
Probabilmente, visto anche che costa 53,900 Euro di listino ed è solo full optional, riuscirà anche a convincerne alcuni. Perché la Jaecoo 8 è ben costruita e altamente tecnologica, ma l’assetto è ancora molto migliorabile.

Il design della Jaecoo 8
Che è una Jaecoo lo si vede subito, in particolare al frontale per la grande griglia cromata verticale, qui però più bombata e tondeggiante rispetto agli altri due modelli. Si unisce a fari full LED e, al posteriore, a un gruppo ottico singolo coast to coast, in un design che definirei moderno, non stravolgente ma comunque abbastanza riuscito, per quanto io non sia un fan di queste griglie gigantesche che invece vanno molto nel gusto orientale.
Altri elementi di spicco le maniglie a scomparsa, anch’esse ormai la norma, cerchi da 20’’ e finiture in Carbon Black per tetto e montanti, scelta dei designer per dare una silhouette più leggera e filante, per quanto rimanga un grande SUV di 4,82 metri. Bello invece il tetto panoramico esteso e apribile, che dona molta luminosità all’abitacolo.

Internamente si apprezza tutto il lavoro che Chery mette sempre nel fornire auto che, almeno in queste prime prove, risultano piacevoli e ben costruite – anzi qui sarebbero le europee a dover prendere spunto. La Jaecoo 8 è l’unica auto del marchio con vera Pelle Nappa traforata, cosa che indica che i sedili sono sia riscaldati che ventilati, nonché dotati di funzione massaggio. Diverse le colorazioni, come il rosso Cognac della prova, in nero o in colorazione più chiara grigia-bianca.
Il doppio display da 12,3 pollici gestisce infotainment e strumentazione con interfaccia pulita e risposta sufficientemente rapida, per quanto il sistema continui a perdersi in menù e sottomenù e a mio avviso risulta molto meno intuitivo rispetto a Jaecoo 7. L’impianto audio Sony Surround a 14 altoparlanti fa il suo lavoro senza compromessi: ha un suono pieno e bassi profondi, e assecondano bene l’intento di un’auto che nasce per viaggi lunghi con amici o famiglia.

A tal proposito, l’abitacolo accoglie 5+2 posti, con la terza fila che si abbatte a filo del pavimento quando non serve.
Potenza di 428 CV e assetto morbido per la Jaecoo 8
Come tutte le vetture del gruppo, anche su Jaecoo 8 c’è sistema phev qui chiamato Super Hybrid, con 1.100 km di autonomia combinata promessi grazie al serbatoio da 70 litri per il motore a benzina e una batteria da 34,36 kWh che in modalità EV promette comunque oltre 100 km di percorrenza e supporta ricarica rapida fino a 60 kW – mi riserverò di confermare o smentire in una prova più lunga, in questo primo contatto da poco più di un’ora ho notato solo che i consumi sono rimasti ben al di sotto dei 4 l su 100 km. I CV totali sono 428, aumentati rispetto alle altre vista la mole importante, ma questa non è minimamente un’auto sportiva.

Il cuore termico è un 1.5 TGDi a ciclo Miller da 105 kW / 143 CV con 215 Nm. A supportarlo ci sono due unità elettriche: il motore anteriore EM1 da 75 kW o 102 CV e il posteriore EM2 da 90 kW o 122 CV. A questi si aggiunge un ulteriore motore elettrico posteriore da 175 kW o 238 CV, che è il vero responsabile degli 0-100 in 5,8 secondi su un SUV da tre file. La trasmissione è una DHT350 a 3 rapporti e la trazione è integrale. non un cambio tradizionale riadattato.
Si vede che l’auto è ben progettata e orientata al comfort, perché a tutto questo si unisce una scocca progettata per assorbire e deviare le forze prima che raggiungano l’abitacolo in caso di incedenti, e con materiali più robusti per aumentare la rigidità torsionale fino a 25,000 Nm/deg e al contempo garantire un’ottima insonorizzazione, questo aspetto mi è piaciuto molto. Ci sono poi le sospensioni a controllo magnetico, che sulla carta dovrebbero adattare la vettura in tempi brevissimi al fondo stradale.

Lo fanno, ma il vero problema è che l’auto è tarata in modo davvero troppo soffice, e per questo finisce per avere un comportamento un po’ goffo: complice anche il peso generoso, quando frena o in curva si avverte come un dondolamento, tanto che l’effetto “tappeto volante” che cerca chi imposta l’auto su livelli del genere finisce per rivelarsi più un cavallo a dondolo un po’ troppo morbido. Oltre a questo, i suoni sono davvero irritanti: l’auto “canta” quando vede che cambia il limite di velocità, quando lo superiamo, ma sono fastidiosi anche i suoni degli indicatori di direzione, al punto che a mio avviso quasi vanificano il lavoro di insonorizzazione fatto dagli ingegneri. Peccato.
Detto questo, ci sono due ottimi punti a suo favore: 10 airbag e il citato telaio portano a una sicurezza sopra la media, e il TerrainSelector che permette di distrarsi un po’. Non è un fuoristrada estremo, non è pensato per essere parcheggiato a 45 gradi su un argine fangoso, ma ha le credenziali per uscire dall’asfalto quando serve, con la trazione integrale che fa la sua parte e le sospensioni magnetiche che si adattano in tempo reale al terreno. Quindi sì, ci si può anche divertire un po’ con lei.
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