Dalla città all’autostrada
La prima impressione della Mazda CX-6e è quella di un’auto che non ha bisogno di esibire la propria natura elettrica. Il SUV giapponese, lungo 4,85 metri e con un passo di 2,90 metri, punta su un abitacolo spazioso e su un’impostazione molto orientata al comfort. Nel traffico urbano si muove con naturalezza, mentre aumentando l’andatura emerge il lavoro fatto dai tecnici Mazda sul comfort acustico e sulla risposta dei comandi.
Quando arrivano le curve

È però quando la strada comincia a salire e le curve si susseguono che la CX-6e mostra il carattere più interessante. La piattaforma è stata sviluppata in collaborazione con Changan, ma la taratura destinata al mercato europeo è stata curata anche dal centro di ricerca e sviluppo Mazda di Oberursel. Sospensioni, sterzo, freni, risposta dell’acceleratore e gestione della frenata rigenerativa sono stati messi a punto con l’obiettivo di restituire un comportamento preciso e progressivo.
258 CV, ma senza esagerare

Il motore elettrico posteriore sviluppa 190 kW, pari a 258 CV, e 290 Nm. Numeri sufficienti per portare la Mazda CX-6e da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi con i cerchi da 19 pollici, senza trasformarla in una sport utility votata alle prestazioni. La spinta è lineare e facilmente modulabile e anche la modalità Sport interviene più sul carattere della vettura che sulla ricerca della prestazione assoluta.
La CX-6e è una Mazda anche nel modo in cui rallenta
Uno degli aspetti più riusciti è la gestione della decelerazione. Il passaggio tra frenata rigenerativa e freno meccanico è progressivo, mentre la rigenerazione può essere regolata su quattro livelli. Anche lo sterzo, con rapporto 13:1 e 2,55 giri da un estremo all’altro, è stato calibrato per offrire una risposta naturale senza risultare troppo pesante. Il risultato è un SUV che nelle strade guidate non nasconde i suoi 2.130 kg, ma riesce comunque a essere preciso e piacevole.
Un salotto tecnologico

L’abitacolo segue una filosofia più vicina a quella di un salotto tecnologico che a quella di una vettura sportiva. Al centro della plancia domina un display da 26,45 pollici, affiancato dall’head-up display e, sulla versione Takumi Plus, da un sistema di specchi esterni digitali. La dotazione comprende anche controllo vocale e gestuale, Apple CarPlay e Android Auto wireless, aggiornamenti OTA e un impianto audio Bose a 23 altoparlanti. Il tetto panoramico e l’ampio spazio posteriore contribuiscono alla sensazione di ariosità.
La parte elettrica

La batteria LFP da 78 kWh consente un’autonomia WLTP fino a 484 km sulla Takumi con cerchi da 19 pollici, che scende a 468 km sulla Takumi Plus con ruote da 21 pollici. La ricarica in corrente continua arriva a 200 kW: secondo i dati dichiarati da Mazda, per passare dal 30 all’80% servono circa 15 minuti nelle condizioni previste. In corrente alternata il caricatore di bordo è da 11 kW.
Non è una sportiva. Ed è proprio questo il punto
La CX-6e non cerca di trasformare un SUV elettrico in una berlina sportiva. La sua peculiarità è un’altra: conservare, anche nella transizione all’elettrico, quella cura per il rapporto tra guidatore e automobile che rappresenta uno dei tratti distintivi di Mazda. Il prezzo parte da 46.750 euro per la Takumi e arriva a 49.750 euro per la Takumi Plus. Una proposta che mette insieme tecnologia, spazio e comfort senza rinunciare a un comportamento stradale curato.
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