È una mattina di inizio luglio. Il caldo è feroce, Milano sembra trattenere il respiro sotto un sole che non concede tregua. In redazione l’aria condizionata lavora senza sosta mentre sul monitor tengo aperti gli Analytics di topgearitalia.com. C’è un dato che continua a catturare la mia attenzione: da oltre due settimane l’articolo dedicato alla SGT Automobili 55-SGT è il più letto del sito e ha superato abbondantemente le trentamila visualizzazioni. Il protagonista è un progetto tanto coraggioso quanto ambizioso, una supercar capace di riportare gli appassionati agli anni Novanta, quando le vetture turismo erano vere icone su quattro ruote.
Continuo a fissare quei numeri. Poi prendo il telefono. Bastano due, tre chiamate.
“Ciao Alvaro, si può fare”.
Nel giro di pochi minuti contatto anche i fotografi Fred Falco ed Eduardo De Matteis. Anche loro non esitano: sono della partita.
Il mercoledì successivo eccoci in viaggio. Carichiamo l’attrezzatura sulla macchina di redazione e partiamo. Qualche battuta per stemperare la tensione, due chiacchiere e ci ritroviamo davanti a un luogo che, senza troppe esagerazioni, potremmo definire una fabbrica dei sogni.

Ci accolgono i soci fondatori di SGT Automobili, professionisti di altissimo livello con una lunga esperienza nei settori Automotive OEM e Motorsport. Le loro competenze coprono ogni fase dello sviluppo di una vettura, dal design fino alla produzione.
Qui il carbonio non è semplicemente un materiale ultraleggero e resistente: è un linguaggio, una filosofia. Non ci troviamo davanti a un laboratorio improvvisato, ma a una factory dove ogni reparto ha un compito preciso e ogni componente segue un percorso rigoroso.
È qui che prende forma la SGT 55-SGT Stradale. La carrozzeria nasce come un’unica struttura in fibra di carbonio, Kevlar e carbotitanio, un composito che abbina la rigidità del carbonio alla tenacità del titanio. Dietro ogni pannello si nascondono ore di laminazione, cottura, rifinitura e controlli qualità che ricordano molto più il mondo dell’aerospazio che quello dell’automobile.
Poi, quasi all’improvviso, compare lei.
Bianca, larghissima, muscolosa. Davvero ammaliante.
SGT 55-SGT: aerodinamica, carbonio e anima da DTM

La 55-SGT Stradale emerge dal reparto come se fosse uscita direttamente da un sogno coltivato per trent’anni. Dal vivo è ancora più estrema di quanto raccontino le fotografie. Misura circa cinque metri di lunghezza, sfiora i due metri di larghezza e supera di poco il metro e quaranta d’altezza. Ha la presenza scenica di una moderna granturismo ma la postura di una vettura nata per divorare i cordoli.
Più la osservi e più ti accorgi che qui quasi nulla è stato disegnato per il solo gusto estetico. Le grandi canalizzazioni laterali, il fondo completamente piatto, il diffusore posteriore e l’imponente ala regolabile, costruita secondo le specifiche DTM dell’epoca, lavorano come un unico sistema aerodinamico capace di generare fino a 460 kg di carico a 230 km/h. Numeri che appartengono normalmente al mondo delle competizioni.
Anche il colore racconta una storia. Per ottenere questo bianco sono servite decine di prove. I tecnici volevano una tinta capace di esaltare ogni piega della carrozzeria senza concedere nulla agli errori.

“Il nero nasconde le imperfezioni. Un bianco come questo, invece, non perdona”, ci raccontano sorridendo.
Anche il sound è un work in progress, cesellato giorno dopo giorno da chi insegue la nota perfetta. L’esemplare che abbiamo davanti è una Proto Zero e gli ingegneri stanno continuando a lavorare sulla voce definitiva dello scarico “Sinfonia Corsa”. L’obiettivo non è stupire con un rumore artificiale, ma trovare una timbrica autentica e riconoscibile.
Perché la SGT 55-SGT non nasce per rincorrere una moda. Nasce per ricordare un modo diverso di vivere l’automobile, dimostrando che esistono ancora realtà capaci di sviluppare internamente un progetto di questo livello, seguendone ogni fase: dal primo schizzo fino all’ingegnerizzazione finale.
Nel frattempo Fred ed Eduardo sono spariti. Li vedo discutere tra loro, osservare il sole e calcolare i riflessi come due alchimisti della fotografia.
Dopo qualche minuto arriva il cenno con la testa. È il momento di iniziare a fare sul serio.
Il primo test della SGT 55-SGT Stradale

Per un attimo realizzo quello che sta succedendo.
Siamo la prima redazione Top Gear al mondo a mettersi al volante della SGT 55-SGT Stradale. Un sogno omologato per la strada, un privilegio unico.
Prima, però, tocca al collaudatore.
Sale a bordo con quell’atteggiamento che mette subito a proprio agio. Sembra lo zio simpatico delle cene di famiglia, quello che ride sempre e racconta aneddoti.
Poi schiaccia il gas. E capisci immediatamente che sotto il piede destro ha un macigno.
La 55-SGT scatta in avanti con una naturalezza sorprendente. Non è ancora la configurazione definitiva, ma bastano pochi metri per intuire quanto lavoro ci sia dietro. Accelerazione, inserimento e trazione trasmettono subito la sensazione di un progetto già incredibilmente maturo.
Poi arriva il mio turno.

Mi accomodo nel sedile Sparco con guscio in fibra di carbonio. La posizione di guida è bassa, raccolta, quasi incastonata all’interno dell’abitacolo. Davanti a me non ci sono schermi scenografici o effetti speciali, ma una plancia dominata dal carbonio a vista, da comandi in ergal e da una console centrale completamente analogica. Tutto è studiato per offrire una guida intuitiva e restituire le sensazioni di una vera auto da corsa degli anni Novanta.
Dietro le spalle il roll-bar, l’estintore ultraleggero e il vano dedicato ai caschi. Nulla è stato lasciato al caso.

Effettuo la procedura di avviamento. Il V6 biturbo prende vita.
Nella configurazione finale la 55-SGT Stradale svilupperà fino a 620 CV, mentre la potenza sarà gestibile attraverso diverse mappature, pensate per modificare realmente il carattere della vettura.
Inserisco la marcia e parto.VROOM!
Come va la SGT 55-SGT da 620 CV

Bastano poche centinaia di metri per capire come va la SGT 55-SGT.
La prima sensazione è la naturalezza. Come se ogni componente fosse stato progettato per dialogare con l’altro. Lo sterzo è diretto, sincero, comunica con precisione ciò che accade sotto le ruote anteriori. Il cambio ZF a otto rapporti+R by SGT Automobili accompagna la progressione con innesti rapidi e puliti, senza interrompere mai il ritmo dell’accelerazione.
L’avantreno entra in curva con decisione, mentre il retrotreno segue ogni movimento. Più aumenta il ritmo, più emerge quella sensazione di rigidità strutturale trasmessa dal telaio e dalla carrozzeria in fibra di carbonio.
Il lavoro dei tecnici di SGT Automobili è evidente. Sorprende soprattutto la facilità con cui ci si sente immediatamente a proprio agio. Nonostante le dimensioni importanti e un’estetica intimidatoria, al volante non ci si sente mai in soggezione.

La vera sorpresa, però, è nascosta nel tunnel centrale. Con un semplice selettore si può modificare progressivamente la ripartizione della coppia, passando da una classica configurazione integrale fino a privilegiare completamente il retrotreno.
Non è uno dei soliti programmi di guida preconfezionati.
Cambia davvero il modo in cui l’auto affronta una curva e scarica la potenza sull’asfalto.
Lo stesso vale per l’assetto. Gli ammortizzatori elettromagnetici permettono di intervenire separatamente sui due assi, scegliendo taratura, compressione ed estensione. È una filosofia molto più vicina al motorsport che alle moderne sportive da listino.
Anche la frenata convince fin dai primi affondi. L’impianto Brembo restituisce un pedale consistente e facilmente modulabile, perfettamente in linea con il carattere della vettura.
Partner d’eccellenza per un progetto senza compromessi

La SGT 55-SGT nasce dalla visione dei suoi fondatori, ma cresce grazie alla collaborazione con aziende che rappresentano il meglio dell’automotive e del motorsport italiano e internazionale.
Per i cerchi in lega, SGT Automobili ha scelto OZ Racing, che ha sviluppato in esclusiva i nuovi Superturismo DTM da 20 pollici. Realizzati in magnesio forgiato, sottoposti a trattamento termico e prodotti con tecnologia HLT (High Light Technology), sono progettati per offrire il miglior equilibrio possibile tra leggerezza, rigidità e prestazioni.
Anche lo sviluppo dinamico della vettura è stato affidato a un partner d’eccellenza come Michelin. La 55-SGT Stradale monta pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 N0 sviluppati su specifica, mentre per l’utilizzo in pista è disponibile il più estremo Pilot Sport Cup 2 R, un semislick omologato per uso stradale capace di sfruttare appieno il potenziale della vettura.
L’abitacolo porta invece la firma di Sparco. Sedili dedicati con guscio in fibra di carbonio, cinture Club H3 a due pollici, caschi in carbonio ed estintore ultraleggero con specifiche FIA contribuiscono a creare un ambiente che trasferisce direttamente sulla strada il know-how maturato nelle competizioni.
La Opening Edition e la futura 55-SGT Trofeo

Il sole comincia lentamente a scendere. È il momento che i fotografi aspettavano da tutta la giornata. La luce cambia completamente volto alla 55-SGT. Il bianco della carrozzeria diventa quasi dorato, mentre le ombre esaltano nervature, passaruota e superfici tese.
Quando le luci del tramonto si spengono definitivamente, ci rendiamo conto che la nostra missione è finita.
Ma SGT Automobili ha appena iniziato il proprio percorso. I primi dieci esemplari della Opening Edition saranno realizzati su misura per ambasciatori selezionati, ognuno diverso dall’altro, secondo una filosofia che porta il concetto di one-off a un livello ancora più elevato.
Accanto alla Stradale arriverà anche la 55-SGT Trofeo, la versione più estrema del progetto: 750 CV, appena 1.490 kg e un’impostazione ancora più vicina al mondo delle competizioni.
Prima di salutarci, i fondatori di SGT ci invitano in un ristorante poco distante dalla factory.
Niente formalità. Una pizza, una birra fresca e un tavolo attorno al quale continuare a parlare di automobili. Si ride, si scherza, si discutono idee e progetti ancora da sviluppare.
Come tra amici di lunga data.
La forza di SGT Automobili è nelle persone

Ed è forse questa l’immagine che mi porterò a casa più della velocità, delle fotografie al tramonto o del rombo del motore.
Perché le automobili non nascono solo da software e banchi prova. Sono create da persone che continuano a credere in un’idea, anche quando sembra irrealizzabile.
La SGT 55-SGT è proprio questo. Un progetto destinato a far discutere, come tutte le automobili con una forte personalità. Ma rappresenta anche la dimostrazione che in Italia esiste ancora chi ha il coraggio di progettare e costruire una supercar seguendo una visione ad alto numero di ottani.

Noi abbiamo avuto il privilegio di raccontarne il primo capitolo.
Il resto della storia è ancora tutto da scrivere.
Foto: Fred Falco
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