Cupra Born e-Boost, l’elettrico che ci piace

Le auto a batteria possono essere divertenti. Basta volerle fare. E non per forza devono costare quanto un monolocale. Ecco come va la Cupra Born e-Boost, quella da 231 cavalli

Prezzo:

€ 41100
– 46350

PRO

Limiti di tenutaMotricità Rapidità di sterzo

CONTRO

Fin “troppo” grip in curvaL’elettrico, dopo i 110 km/h, perde mordente

La Porsche Taycan ha sdoganato per prima, o comunque tra le primissime, il concetto di auto elettrica divertente tra le curve; sulle prestazioni mostruose in accelerazione ci aveva già pensato Tesla con la Model S. Aspetti di non poco conto, utili da un lato a rassicurare il cliente più tradizionalista verso la novità e, dall’altro, alle Case per farsi “perdonare” il passaggio dall’altra parte della barricata. Che poi tutto questo – cioè accelerare un oggetto di oltre 2 tonnellate con la rapidità di un missile terra terra – abbia qualche attinenza con la sostenibilità è ancora da dimostrare. Ma stiamo già parlando di un’altra cosa. Qui ci interessa capire se una macchina elettrica possa essere divertente e veloce anche quando non costa come un monolocale. Per farlo abbiamo preso la Cupra Born nella sua declinazione più potente: la e-Boost accreditata di 231 CV.

Aspettative adeguate

Considerando che la Born ha un prezzo di partenza di 41.100 euro, meno della metà dei 94.500 della Taycan base (qui invece la prova di una Taycan top di gamma, è ovvio che l’asticella delle aspettative debba abbassarsi, lato prestazioni ma non per forza lato divertimento, dal momento che la velocità non è per forza espressione di piacere di guida. Beh, il giudizio in breve è questo: la Cupra Born è un’auto divertente da guidare, ma con margini di miglioramento.

Fin troppo “gommata”

Quali? Quando si guida forte, la Born dà la sensazione che la messa a punto e le scelte relative al telaio siano state fatte da due team diversi. Da una parte le gomme 235/45-20, immense e capaci di generare tantissimo grip, anche perché si tratta di Michelin Pilot Sport. Dall’altro l’assetto, non cedevole ma nemmeno troppo rigido. La conseguenza sono velocità di percorrenza da sportiva vera, ma quando si supera la soglia di grip (evento comunque raro), le perdite di aderenza sono repentine, con molle e ammortizzatori che impiegano un attimo “di troppo” a frenare le oscillazioni della scocca.

Non è mai facile giudicare senza conoscere i motivi che hanno portato a certe decisioni – di sicuro fondate – ma il consiglio che mi sento di darvi è quello di provare la Born sia con gomme di 19 sia da 20” e poi scegliere. Quanto scritto fino a qui emerge solo spingendo davvero tanto. Se invece si sta dentro gli altissimi limiti della Born, quello che si ottiene in cambio è rapidità di inserimento, precisione in percorrenza, motricità quasi mai in crisi in uscita. L’ultimo aspetto è reso possibile dal motore e dalla trazione posteriori: con il peso trasferito sull’asse dietro, è ovvio che il grip in uscita sia al top.

Comfort di alto livello

Partiamo dalla città: se il silenzio del motore è scontato, non altrettanto lo è quello di tutto il resto. Infatti capita spesso, con le elettriche, che si avvertano scricchiolii dalla scocca, il rumore dei sassolini proiettati dai pneumatici sui passaruota e quello di rotolamento delle gomme stesse. Nulla di tutto ciò con la Born. È esemplare anche lo smorzamento di buche e avvallamenti; solo quando il buco è profondo si percepisce l’inerzia delle ruote immense (235/40-20) che innescano qualche scossone.

Un abitacolo ben fatto

Appena si apre la porta si percepisce la voglia di fare le cose “per bene” degli uomini Cupra: il design è minimalista ma non banale, i materiali sono di buon livello e l’assemblaggio delle varie superfici è ben eseguito. Quanto all’abitabilità, è difficile chiedere di più in 432 cm di carrozzeria. Dietro, anche se chi guida supera i 180 cm di altezza, ha spazio in abbondanza in tutte le direzioni. Ottima la posizione di guida, grazie anche alle ampie regolazioni di sedile e piantone dello sterzo.

Prezzi, autonomia, conclusione

Come anticipato, si parte dai 41.100 euro della versione da 204 CV di picco con batteria da 58 kWh per arrivare ai 46.350 euro della versione provata, la e-boost da 231 CV e batteria da 77 kWh. In mezzo c’è la e-boost – quindi ancora 231 CV – ma con 58 kWh di capacità: 42.100 euro. E veniamo ora all’efficienza e all’autonomia. La prima si attesta a quota 17,1 kWh per 100 km in media, la seconda tocca i 450 km (circa). In conclusione, per rispondere alla domanda iniziale su quante possibilità ci siano di divertirsi con un’elettrica, la risposta è che ce ne sono molte. C’è ancora qualcosa da mettere a punto – come dicevo, secondo me la Cupra Born è fin troppo “gommata” – però la base è ottima e si sente. Con il valore aggiunto, ovviamente per chi ama la guida, della trazione posteriore.

VERDETTO

VOTO: 8/10

La Cupra Born non è certo un’auto alla portata di tutti. Eppure, con un prezzo di partenza che è la metà di quello della Porsche Taycan, dimostra come anche un’elettrica possa essere divertente. Sì, anche tra le curve. Non avrà mai il rombo del motore, questo è vero, ma ripaga con la trazione (e il motore stesso) posteriore, come sulle sportive vere.

SPECIFICHE

Dimensioni (lungh. - largh. - alt.) in cm 432 - 181 - 154
Motore
Potenza 231 CV
Coppia 310 Nm
Accel. 0-100 km/h 7 secondi
Consumo medio
Emissioni CO2 0
Capacità batteria 77 kWh
Autonomia dichiarata 548 km
Prezzo 46.350 euro

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