Prova Mazda CX-5 Skyactiv-D 150 CV 4WD

Mazda CX-5, ecco la prova con tanto di consumi reali del SUV turbodiesel con trazione integrale e cambio automatico. Perché il motore a gasolio non è (ancora) “finito”

Prezzo:

€ 35300
– 49800

PRO

Nel suo segmento, la CX-5 è tra le più appaganti quando iniziano le curve. Ed è anche spaziosa, sicura, ben fatta.

CONTRO

L’insonorizzazione non è il suo punto forte, detto che non si tratta sicuramente di un’auto rumorosa

Dici SUV pensi a un’auto dalla carrozzeria alta, progettata attorno ai concetti di comfort, abitabilità, capacità di carico e sicurezza. Tutto corretto. Però ci sono anche dei modelli che non si accontentano di queste caratteristiche e ci aggiungono anche attenzione per il design, piacere di guida e, talvolta, persino prestazioni da supercar. Inquadriamo subito la Mazda CX-5 Skyactiv-D AWD: tolte le performance da supercar, tutto quello che avete letto nelle righe precedenti ce l’ha. Ha anche un interessante motore turbodiesel, che due illustri connazionali come la Honda CR-V e la Toyota RAV4 hanno invece abbandonato (ma lo sappiamo, Mazda va sempre un po’ per la propria strada). Ed è proprio con il motore a gasolio, nello specifico quello da 150 CV, che ho deciso di provarla. Ecco come va.

Diesel sì, Diesel no

Scorrendo i listini è subito evidente come non siano solo i SUV Honda e Toyota ad aver abbandonato il Diesel. Su molti nuovi modelli la tendenza è questa a causa della “guerra” scatenata a livello europeo così come a livello locale contro questo motore, la cui reputazione è stata sì macchiata dal Dieselgate ma che oltre a essere il motore endotermico più efficiente che ci sia (quindi quello capace di emettere meno CO2, a parità di prestazioni e di auto su cui viene montato), con l’Euro 6d ha visto abbassarsi drasticamente – fino a portarli ai livelli dei propulsori a benzina – anche i livelli degli altri inquinanti, come il NOx e il particolato.

Focalizziamoci ora sul piacere di guida, su ciò che più di tutto ci interessa su queste pagine (virtuali, ma sempre pagine sono): la CX-5, tra gli Sport Utility del suo segmento, è tra i più divertenti da guidare tra le curve. Il merito è dell’assetto, che non è troppo rigido però riesce a contenere a dovere il rollio e a evitare movimenti eccessivi della scocca nei cambi di direzione. Una messa coerente con quella dello sterzo, che non è rapidissimo però non richiede troppo angolo di volante per mettere l’auto là dove si vuole.

 

Quanto al comfort, la taratura di molle e ammortizzatori permette di assorbire molto bene ogni genere di asperità. L’insonorizzazione invece non è al top. Al di là di qualche fruscio che naturalmente è superiore rispetto a quello di una berlina o di una SW (a causa della superiore altezza da terra), a filtrare un po’ troppo nell’abitacolo sono il rumore delle gomme e quello del motore. Nel primo caso, il fenomeno si verifica al di sopra dei 110 km/h, nel secondo solo in ripresa, quando per esempio ci si porta da 100 a 130 km/h. In ogni caso la CX-5 resta un’auto confortevole; è innegabile comunque che alcune concorrenti fanno leggermente meglio in questo ambito. Ineccepibile infine il funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida.

La CX-5 conferma la cura con cui sono realizzate le auto del marchio giapponese ormai da qualche anno a questa parte. Materiali, finiture, assemblaggio: tutto dà l’impressione di essere stato curato, progettato per durare. Esemplare inoltre la disposizione dei comandi principali, in virtù anche delle ampie regolazioni, che consentono a tutti di ritagliarsi una posizione di guida su misura. Ciò che invece non convince del tutto è la totale assenza di touchscreen. Premesso che non sono io un fan delle auto completamente prive di tasti e/o manopole fisiche, la CX-5 “esagera” dall’altra parte. Gestire il sistema di infotainment esclusivamente con la rotella e i tasti posti sul tunnel centrale è un filo macchinoso.

 

Abitabilità e capacità di carico

Va bene il design, giusto tenere in considerazione qualità e piacere di guida, ma se ci ci compra un SUV è perché si ha bisogno di spazio. Beh, con la Mazda CX-5 si va sul sicuro. Tra l’altro, se si accetta qualche piccolo compromesso ad altezza spalle, e a patto di non essere culturisti, sul sedile posteriore si sta bene anche in tre. Magari non per viaggi lunghissimi ma per trasferimenti a medio-lungo raggio sì. A prova di famiglia il bagagliaio, che grazie ai suoi 550 litri di capacità in configurazione 5 posti è grande abbastanza per una vacanza in 4, cinque se non si esagera con i bagagli.

 

Può sembrare strano leggerlo, ma tuttora il motore a gasolio potrebbe essere la scelta migliore per qualcuno. Per chi di preciso? Iniziamo escludendo chi abita a Milano, a Roma o in qualsiasi altra città che come prima misura contro l’inquinamento ferma i Diesel, anche i più moderni e puliti. Tutti gli altri farebbero bene invece a prenderlo in considerazione: piacevolezza di guida (coppia ai bassi regimi) ed efficienza sono i suoi punti di forza e si sposano particolarmente bene con le caratteristiche di uno Sport Utility.

Tornando più nello specifico alla Mazda CX-5 Skyactiv-D, se il cambio automatico è l’unica opzione possibile (chi comprerebbe, nel 2022, un’auto di questo livello con il cambio manuale?), il 4X4 lo valuterei molto bene. Si tratta di 2.300 euro in più, rispetto alla 2WD, che si portano dietro anche 63 kg di peso in più e un consumo medio che sale da 5,6 a 6,3 l/100 km. Il tutto, per qualcosa che serve davvero solo se dovete affrontare salite molto ripide e quasi ghiacciate; in tutti gli altri casi, come vi abbiamo detto più volte su Red, un buon treno di pneumatici invernali risolve qualsiasi problema.

A proposito: nel corso della nostra prova consumi, 100 km suddivisi tra città, extraurbano e autostrada, abbiamo consumato 6,9 litri; un dato superiore rispetto ai 6,3 l/100 km dichiarati ma comunque buono, considerando le dimensioni della vettura (4,58 metri di lunghezza e soprattutto 1,85 di larghezza e 1,69 di altezza), il suo peso, pari a 1.750 kg; senza dimenticare i già citati cambio automatico e trazione integrale.

La CX-5 di questa prova, quindi automatica, quattro ruote motrici e in allestimento Homura, costa 47.600 euro, comprensivi però di cerchi in lega neri da 19 pollici, monitor 360°, fari full led adattivi a matrice, sistema Con­nect con dis­play TFT 10.25” a co­lori, na­viga­to­re sa­telli­ta­re, Head Up Di­s­play, Apple Car­play e And­roid Auto. Di serie ci sono anche il cruise control adattivo, il sistema di riconoscimento dei segnali stradali e tanto altro. Dovete aggiungere 950 euro se la CX-5 vi piace proprio di questo grigio; 1150 euro invece per il pacchetto Homura Plus, comprensivo di rivestimento sedili in pelle, sedili anteriori regolabili elettricamente e dotati di sistema ventilazione, memorie per regolazione sedile guidatore e Head Up Display e sedili posteriori riscaldabili elettricamente.

VERDETTO

VOTO: 8/10

SPECIFICHE

Dimensioni (lungh. - largh. - alt.) in cm 456 - 185 - 168
Motore 2.191 turbodiesel
Potenza 150 CV
Coppia 380 Nm
Accel. 0-100 km/h 10,1 secondi
Consumo medio 6,3 l/100 km
Emissioni CO2 164 g/km
Capacità batteria
Autonomia dichiarata
Prezzo

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