Che cosa è?
L’Alfa Romeo Tonale è la macchina con cui la Casa di Arese ha deciso di entrare nella combattuta categoria dei SUV compatti. Visti i volumi che fa il segmento, stare alla finestra a guardare gli altri marchi spartirsi clientela e ricavi sarebbe stato un autogol clamoroso. Nella fattispecie, poi, la versione di questa prova è quella che si pone al vertice del listino e che vanta un primato molto importante: è la prima Alfa ibrida plug-in. Si tratta della 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce. Non serve un crittografo della CIA per interpretare la sequenza di numeri e lettere. Andando nell’ordine si trovano in primis la cilindrata del motore turbobenzina, la potenza massima e le iniziali di Plug-In Hybrid Electric Vehicle. Segue poi la sigla che indica Automatic Transmission a sei marce, il Q4 tipico delle Alfa a trazione integrale (qui ottenuta senza collegamento meccanico tra i due assi) e il nome dell’allestimento. Ok, adesso potete riprendere fiato…
Quanto costa?
Volete il massimo di quanto offerto dalla gamma Tonale? Questa è la macchina giusta. La Alfa Romeo Tonale 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce costa 55.900 euro. Con la stessa motorizzazione ci sarebbero anche le versioni Speciale e Ti, che hanno però una dotazione di serie un po’ meno completa. A conti fatti, scegliere il livello top è una soluzione vincente. L’equipaggiamento standard completo, in cui spiccano i sedili a regolazione elettrica, i cerchi da 19 pollici (quelli da 20 sono a richiesta), le sospensioni adattive e i fari a matrice di LED, assicura un buon vantaggio cliente.
La linea convince?
Applicare i tipici stilemi Alfa Romeo a una carrozzeria alta come quella di un SUV non era un’impresa banale, che però gli uomini del Centro Stile hanno svolto in maniera egregia. Guardate la Tonale e immaginate di cancellare i loghi con lo stemma delle Casa. Avreste mai il dubbio che si possa trattare di una coreana, di una giapponese o di una tedesca? Sicuramente no. Potrebbe bastare questo per esprimere un giudizio positivo, in un momento storico in cui tanti soffrono di crisi d’identità. Un po’ più di slancio non avrebbe forse guastato, ok, ma sulla cosa si può chiudere un occhio, tenendo l’altro ben aperto per ammirare i fari full LED matrix adattivi, con tanto di funzioni dinamiche. Il colpo di genio? Il Biscione che qui perde la testa, sostituita da una spina elettrica.
Come è da guidare?
Non è possibile rispondere a questa domanda in maniera sbrigativa e questo per un motivo molto semplice. La Alfa Romeo Tonale 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce è una macchina che soffre di una innocua forma di sdoppiamento della personalità. Anzi, a voler essere precisi, in lei convivono più anime. Il selettore delle modalità di guida, il classico manettino DNA, si rivela tra le mani del pilota una specie di bacchetta magica, capace di cambiare pelle alla vettura con una rotazione di pochi gradi. Vediamo allora quali sono le quattro anime della Tonale.
La prima è quella della elettrica da città, che viene fuori con il selettore sulla A di Advanced efficiency. Con i suoi 453 cm di lunghezza la Tonale non è certo il proverbiale elefante in una cristalleria una volta che si trova nei centri storici. La Casa parla di una autonomia elettrica di 82 km nel traffico e 69 nel ciclo misto WLTP. Come sempre il dato è ottimistico, ma una cinquantina di km a zero emissioni locali e nel silenzio più assoluto sono alla portata di tutti.
Una volta girata la rotellina sulla N di Normal ecco venir fuori la Tonale passista. Con l’elettronica a fare da direttore d’orchestra i due motori duettano spingendo a turno o all’unisono. Delle partenze si occupa di norma l’elettrico, che passa quindi il testimone a quello termico, pronto però a rientrare in causa nel caso che il guidatore affondi con decisione il piede destro. La silenziosità è garantita anche alle andature autostradali e l’assetto digerisce senza fatica lo sconnesso. Alla faccia dei cerchi oversize e dei pneumatici ribassati, quest’Alfa non si formalizza se c’è da mettere il muso sugli sterrati e non ha neppure paura di bagnarsi le ruote.
Ok, ma le prestazioni?
Sono molto brillanti e per gustarle a fondo serve un’altra piccola rotazione, verso la D di Dynamic. I dati dichiarati parlano chiaro. Il motore turbo benzina che si trova sotto il cofano ha una potenza massima di 180 CV e una coppia di 270 Nm. Ad affiancarlo è un motore elettrico posteriore da 90 kW, che porta la potenza totale di sistema a 280 CV. Grazie alla loro interazione la macchina scatta da 0 a 100 in 6,2 secondi. È un tempo che fino a qualche anno fa era appannaggio esclusivo delle sportive DOC. Al di là dei numeri, comunque, al volante di questa Tonale c’è sempre la sensazione di avere risposte tanto brillanti quanto progressive. Sta a chi guida decidere se delegare la selezione delle marce ai microchip o darsi al fai-da-te con il cambio, per una guida ancora più coinvolgente.
E tra le curve come va?
Di solito il passaggio da un motore endotermico a un sistemo ibrido plug-in comporta qualche problemino, legato all’aggravio di peso. Nel caso della Alfa Romeo Tonale 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce l’adozione delle batterie e del motore elettrico non provoca crisi di rigetto. Anzi, si può dire quasi che abbia un affetto benefico. Il pacco degli accumulatori ha una massa tutto sommato ragionevole ed è sistemato in basso, non troppo arretrato. Tutto ciò porta a un’adeguata distribuzione del peso e colloca il baricentro in un punto strategico, non troppo distante dal suolo. L’assetto si rivela dunque neutro, a vantaggio della sicurezza di marcia e del piacere di guida.
La Alfa Romeo Tonale 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce dispone poi di serie delle sospensioni adattive Alfa dual stage. Con il manettino su Dynamic, basta una pressione sul pulsante al centro della rotella perché l’elettronica imposti un setteggio più controllato e rigido per l’assetto. Con questo driving mode la Tonale diventa molto più composta e neutra. Il beccheggio e il rollio si riducono drasticamente e la macchina si dimostra più incisiva, pronta a rispondere ai comandi di uno sterzo molto preciso. Una volta nel misto si può apprezzare pure il lavoro fatto dal torque vectoring. I microchip dosano con il bilancino la coppia su ogni singola ruota, per dare da una parte la motricità necessaria e dall’altra le sensazioni di guida che per tradizione cerca chi sceglie il marchio Alfa Romeo.
C’è qualcosa che non va?
Lo sterzo appena nominato fa sembrare la Tonale docile e reattiva ai comandi ma ha un piccolo neo. Anche quando si sceglie la modalità di guida più sportiva sconta il fatto di restare sempre un po’ leggero tra le mani. L’altra nota un po’ stonata viene fuori quando ci si trova a fare retromarcia. La visuale che si ha attraverso il lunotto è abbastanza ridotta e, complici anche i montanti posteriori belli in carne, a chi deve esibirsi spesso in parcheggi i stile Tetris potrebbe far comodo l’aiuto fornito dall’eventuale retrocamera.
La Tonale sa dimostrarsi un’ottima macchina da famiglia. Nella zona anteriore dell’abitacolo si ha a disposizione una gran quantità di spazio ma anche in quella posteriore non ci si può certo lamentare. Anche per chi occupa il divano i centimetri abbondano in tutte le direzioni, pure in altezza. In due, in particolare, si sta benone In tre adulti la convivenza è possibile ma ci si trova spalla a spalla un po’ come in barriera, in attesa che l’avversario tiri un calcio di punizione.
La capacità di carico non è da primato ma con i suoi 385 litri di volume utile il bagagliaio soddisfa le esigenze base della tipica famigliola. Sacrificando i posti sul divano si può contare invece su ben 1.430 litri. Tra le caratteristiche degne di nota e che possono fare la differenza ci sono la soglia a filo con il piano interno, la botola per infilare gli oggetti lunghi e il doppio fondo in cui sistemare il cavo di ricarica. Qua e là si trovano poi tanti vani portaoggetti. Una piccola pecca? L’interno delle tasche delle porte non è rivestito, anche se è un problema comune a tante rivali.
Tra passato e futuro
Quanto alla plancia, gli arredi della Tonale sanno mescolare elementi moderni ad altri capaci di fare venire i lucciconi agli aficionados del Biscione più nostalgici. L’esempio emblematico viene dalla strumentazione. Il quadro è digitale, al passo con i tempi, ma tra le varie schermate ce n’è anche una che mostra gli strumenti con grafica vintage. Il tocco speciale sono il contachilometri a rullo e gli indici nella parte bassa della scala rivolti non verso il centro come quelli superiori ma verso l’esterno come sulle Alfa di una volta. A incorniciare ogni strumento è poi una palpebra a cannocchiale, che riprende il disegno circolare delle bocchette dell’aria.
Come ci si trova alla guida?
Il posto di guida è ben studiato. Certo, di solito le Alfa hanno sedute rasoterra e qui ci si trova invece ben distanti dal pavimento. Ma questo resta pur sempre un SUV e dominare la strada rappresenta un fattore fondamentale per chi sceglie questo genere di auto. Il sedile è ben profilato e sostiene come si deve gambe e busto. Tutto è ben a portata di mano. L’infotainment basato su Android si rivela al passo con i tempi ma – per fortuna – non incorpora i comandi della climatizzazione che continuano a popolare la console centrale. Bello anche il volante, con il tasto di avviamento nel quadrante in basso a sinistra. Le leve per comandare il cambio in modalità manuale sono in alluminio, grandi e solidali con il piantone, scelta che a me convince sempre solo fino a un certo punto, ma è una questione di gusti personali.
Spendere 55.900 euro per la Alfa Romeo Tonale 1.3 280CV PHEV AT6 Q4 Veloce fa in prima battuta un certo effetto. La cifra non si può infatti definire bassa in senso assoluto. Per 36.350 euro si può in fondo portare a casa una Tonale base con motore turbodiesel oppure una con motorizzazione mild hybrid e quasi 20.000 euro di divario non sono affatto pochi. Resta tuttavia il fatto che nessun’altra versione a catalogo può vantare la stessa flessibilità di utilizzo e neppure le stesse prestazioni. Sta a ciascuno stabilire se il gioco valga o meno la proverbiale candela, a seconda degli scenari in cui ci si sposta e – cosa non secondaria – delle reali possibilità di ricarica, che si può effettuare collegandosi a una presa di rete domestica o a una wallbox in corrente alternata fino 7,4 kW.
Gli optional giusti
Chi volesse invece personalizzare la vettura sappia che la vernice metallizzata che si vede in questo servizio è il Blu Misano, un optional che cosa 1.100 euro e che con la sua profondità mette ben in risalto le forme di quest’Alfa. Soldi spesi bene, insomma, come anche quelli del Pack Premium Harman Kardon, che porta in dote tra le altre cose uno stereo dotato di 14 altoparlanti e i sedili ventilati parzialmente rivestiti in pelle.








