
BMW M135 xDrive: prestazioni da hot hatch o una finta M?
La BMW M135 xDrive promette prestazioni da hot hatch e porta il badge M, ma è all’altezza delle aspettative?
Quando si osservano le caratteristiche tecniche della BMW M135 xDrive, è difficile non lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo. Parliamo di una compatta a trazione integrale, spinta da un quattro cilindri turbo da 2.0 litri capace di erogare 300 CV e 400 Nm. Il badge "M", quel simbolo così evocativo, promette un’esperienza di guida sportiva, forse anche un po’ sfrontata, e lascia intendere un comportamento dinamico più "pepato" rispetto a una semplice compatta premium. E, per essere una BMW moderna, non ha nemmeno un aspetto troppo controverso.
Sulla carta, sembrano esserci tutti gli ingredienti giusti. Considerando anche quanto una hot hatch possa adattarsi perfettamente alle strade strette, irregolari e tortuose del Regno Unito, la BMW M135 xDrive diventa un’opzione intrigante.
Certo, il prezzo di partenza di 43.740 sterline fa riflettere, ma viviamo in un’epoca in cui una Honda Civic Type R supera i 50.000. In confronto, la M135 è persino più accessibile di una Volkswagen Golf R.
BMW M135 xDrive e il badge "M"

Ma, come spesso accade, la lista degli optional cambia tutto. L’esemplare che stiamo analizzando sfoggia la tinta Frozen Portimao Blue, il pacchetto M Sport Pro, il tetto panoramico in vetro e una lunga serie di accessori tecnologici.
Il risultato? Oltre 54.000 sterline. Una cifra importante, che inevitabilmente alza le aspettative. Per quel prezzo, l’esperienza di guida deve essere memorabile. Deve mantenere le promesse che il badge "M" suggerisce.
Non tutti, però, sono convinti. Alcuni colleghi hanno messo la M135 alla prova in un confronto diretto tra hot hatch, e il verdetto è stato poco lusinghiero: ottavo posto su dieci.
Criticata per la mancanza di coinvolgimento alla guida, per una risposta non particolarmente brillante in pista e per un bilanciamento meno efficace rispetto a una sportiva di Casa Audi.
Un tempo sarebbe stato impensabile. Eppure, la M135 non è entrata nemmeno nella top 5 del confronto.
Una piccola umiliazione, ammettiamolo.
Nonostante ciò, continuo a nutrire buone speranze. Al momento ho percorso solo 68 miglia al volante, di cui appena cinque su strade secondarie.
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L’abitacolo è ben rifinito, con una qualità percepita elevata. Il nuovo cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti è decisamente superiore rispetto alla vecchia trasmissione dell’M135i.
Nel complesso, l’auto appare più coesa, più matura. Ora resta solo da scoprire se sa davvero regalare emozioni da vera hot hatch. Incrociamo le dita.
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