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Kia e l'importanza del design, del piacere di guida, della tecnologia

Abbiamo intervistato Giuseppe Bitti, Managing Director e COO di Kia Italia. Ecco cosa ci ha raccontato su ambizioni e obiettivi della Casa coreana

La Redazione
Pubblicato il: 19 dic 2022

Kia, come tutte le Case automobilistiche, è nel bel mezzo di un percorso di cambiamento epocale. Una trasformazione che la condurrà da produttore di automobili a fornitore di servizi sostenibili per la mobilità. Come sempre accade in questi casi, chi - come noi di Top Gear - l’auto la vive come qualcosa di più e di diverso da un semplice supporto per spostarsi da A a B, non ama approcci di questo genere. Per rassicurarci, e rassicuravi, abbiamo fatto una chiacchierata con Giuseppe Bitti, Managing Director & COO di Kia Italia.

 

TG: Partiamo dal percorso di trasformazione da produttore di automobili a fornitore di servizi sostenibili per la mobilità. Ciò significa rinnegare, almeno un po’, il legame con l’oggetto automobile? Auto progettate "con il cuore" come la Stinger non esisteranno più, indipendentemente dal fatto che siano a benzina o elettriche?

GB: "È vero che Kia ha intrapreso un percorso di mutazione, ma anche semplicemente di evoluzione coerentemente con il cambiamento di tutto il mondo della mobilità. Ciò non significa rinnegare o abbandonare il “modello Stinger” ma il nostro ruolo è adesso più ampio. Da un lato dobbiamo essere in grado di fornire servizi sempre più articolati e tailor made, dall’altro dobbiamo andare incontro alle nuove tipologie di guidatori. La parte legata a design, prestazioni e tecnologia continuerà sicuramente: non so dirti se ci sarà un’altra Stinger a motore termico, di sicuro avremo una linea di prodotto dedicata alle prestazioni anche per le elettriche. La EV6 GT è già un inizio molto importante, in questo senso: c’è una parte di clienti ancora molto interessata al design, alle performance, che considera l’auto molto più di un semplice mezzo di trasporto. Il nostro compito è di ampliare la nostra offerta, andare incontro a clienti dalle esigenze molto ampie e articolate".

TG: Mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid, elettriche: il cliente è sicuramente attratto da un’offerta così vasta. Ma non è anche un po’ disorientato?

GB: "Il fatto di avere tutte le tecnologie a disposizione è sicuramente positivo (senza dimenticate il GPL, che noi abbiamo). Credo sia giusto saper spiegare al cliente qual è la tecnologia più adatta alle sue esigenze di mobilità. Noi, potendo offrire tutto, siamo in una posizione migliore di altri. Diventa fondamentale, ribadisco, che quando il cliente viene a contatto con il mondo Kia abbia a sua disposizione un esperto che sappia spiegare quali sono i pro e i contro delle varie soluzioni tecnologiche.

In questo senso - ricollegandoci al discorso di prima - per trasformarsi in provider di servizi di mobilità è cruciale avere a disposizione tutte le forme di elettrificazione oggi esistenti. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a una sorta di configuratore di mobilità: il cliente espone le proprie esigenze di guida e di mobilità e riceve una o due proposte, che vanno dal noleggio al classico acquisto di un’auto usata. E su quest’ultimo aspetto ci tengo a sottolineare un aspetto: in Italia abbiamo un parco circolante troppo vecchio, quindi inquinante e sicuro. Un usato Euro 6 di due o tre anni rappresenta un passo avanti eccezionale dal punto di vista della sicurezza, rispetto alla gran parte delle auto oggi ancora attive nel nostro Paese".

TG: In quanto redazione di Top Gear non possiamo non fare una domanda sui modelli sportivi in arrivo nei prossimi anni. Oltre alla EV6 GT ci sarà anche qualcosa di più abbordabile?

GB: La piattaforma EPMG verrà declinata in 14 modelli a partire dal segmento A. Partendo dal fatto che il motore elettrico è più flessibile di quello termico, presumo che una versione GT ci sarà con buona probabilità a partire dal segmento C. GT Line, invece, ci sarà per tutti i modelli, anche i più piccoli.

TG: Come ci si difende dalla minaccia cinese, dalla loro iper competitività sui prezzi, soprattutto nel campo delle auto elettriche “popolari”?

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GB: "I cinesi hanno intrapreso una politica molto intelligente: non si sono messi in competizione nel campo delle auto a motore endotermico perché avrebbero dovuto colmare un gap troppo grande. Detto questo, siamo contenti che Kia, e il Gruppo di cui fa parte, continuino a mantenere una gamma di motori endotermici. Kia vende in 150 Paesi al mondo e in alcuni di questi i veicoli elettrici non solo non sono una priorità ma non sono nemmeno una possibilità. Di fatto, quindi, è in Europa che si è intrapresa la strada dell’ecologismo molto spinto. Per tornare alla domanda, difendersi non sarà facile però anche loro non potranno tenere i prezzi così bassi per molto tempo. Si tratta insomma di tenere duro per un po’ ancora".

TG: Il primo veicolo a celle a combustibile a idrogeno di Kia verrà svelato nel 2028. Non è un mistero che, al momento, la rete sia quasi inesistente: quali indicatori avete che vi fanno credere che l’investimento sia giusto?

GB: "Il punto è che Hyundai Motor Group ha iniziato a investire su questa tecnologia circa 15 anni fa. Il grosso merito da attribuire ai nostri top manager è di aver investito risorse rilevanti per partire in anticipo. La tecnologia dell’idrogeno ce l’abbiamo già in casa e il 2028 è un target più che altro temporale legato appunto all’infrastruttura".

TG: Kia EV9, si può definire l'auto più ambiziosa mai proposta da Kia in Europa, più ancora di Stinger ed EV6?

GB: "Assolutamente sì perché di fatto va in un segmento ancora più alto con un target ancor più di business. Un’auto lunga oltre 5 metri, con batteria da (circa) 100 kWh di capacità e i 7 posti si rivolge a NCC di un certo livello, ai gestori di alberghi di montagna… Insomma, questa auto apre nuove frontiere per il marchio, con un prezzo di circa 75.000 - 80.000 euro".