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Ecco la Prodrive P25 finalmente senza veli

La replica della Subaru Impreza 22B stradale non ha più segreti. Varrà davvero il mezzo milione di euro abbondante che costa?

Top Gear Team
Pubblicato il: 22 giu 2022

Di lei vi avevamo già parlato qualche settimana fa, quando era stato diffuso il primo teaser. Ora la Prodrive P25 si mostra nelle prime foto ufficiali, a pochi giorni dal suo debutto in società, in programma al Festival of Speed di Goodwood. E le foto non fanno altro che confermare quello che era stato annunciato. La P25 pare infatti il clone della Subaru Impreza 22B stradale degli anni Novanta, un po' come se quelli della Prodrive avessero fatto tesoro dell'esperienza di chi aveva ricreato in provetta la pecora Dolly. Resta casomai da capire se in questo caso sia corretto parlare di restomod, dato che qui della macchina d'origine c'è davvero ben poco. A ben vedere, però, la questione è irrilevante. Tanto vale passare oltre e iniziare a puntualizzare che la sigla unisce la P di Prodrive, l'azienda che ha gestito il team Subaru nelle corse dal 1990 al 2008, al 25. Questa cifra ricorda sia il numero di anni trascorsi dal primo successo di una Subaru in una speciale del World Rally Championship sia la quantità di esemplari che verranno prodotti.

In principio fu la 22B

La Prodrive P25 nasce attorno alla scocca a tre porte della Impreza 22B, una serie speciale costruita nel 1998 inizialmente in soli 400 esemplari destinati al mercato domestico giapponese. Il successo di questa versione da 270 CV fu però tale che la Casa delle Pleiadi fece gli straordinari, allestendo altre tre vetture per la squadra corse, cinque per l'Australia e sedici per la Gran Bretagna. Oggi, giusto per la cronaca, quelle auto sono battute all'asta a prezzi che possono arrivare anche a 300.000 sterline, se in perfette condizioni. La P25 costerà invece 557.000 sterline agli inglesi, pari a circa 640.000 euro. Andiamo a scoprire come mai.

Il cambio è semi-automatico a sei marce, una scelta che farà forse storcere il naso ai puristi

Come prima, più di prima

La carrozzeria è interamente in fibra di carbonio e contribuisce a tenere il paso nell'ordine dei 1.200 kg, complici anche a i sedili a guscio e la batteria agli ioni di litio. Il suo disegno è opera di Peter Stevens, già autore dell'originaria 22b e, tra le altre cose, anche della McLaren F1. Sotto il cofano della Prodrive P25 c'è un motore a quattro cilindri boxer da 2,5 litri sovralimentato da una grossa turbina Garrett. La potenza massima dichiarata è di circa 405 CV, mentre il picco di coppia è di 600 Nm. Complice la presenza del launch control, la macchina scatta da 0 a 100 in 3,5 secondi, mentre la velocità massima è di oltre 240 km/h. Il cambio è semi-automatico a sei marce, una scelta che farà forse storcere il naso ai puristi, che devono però ricordare come questa non sia una Subaru ma una Prodrive.

Accessori firmati

Il differenziale centrale può variare la ripartizione della forza motrice tra i due assi, ci sono diverse mappe per il motore e il pilota può regolare a piacere anche l'assetto Bilstein. La scheda tecnica riporta però tante altre cosucce interessanti. Due esempi? Lo scarico in acciaio e titanio è firmato Akrapovic, mentre l'impianto frenante è fornito dalla AP Racing e ha dimensioni tali da imporre l'impiego di cerchi da 19 pollici. Rispetto alla Impreza 22B la P25 fa tutt'altra scena, complice anche l'allargamento delle carreggiate. L'abitacolo, che si può avere anche in configurazione a due posti e con roll cage di protezione, mantiene dettagli vintage ed è impreziosito da rivestimenti in Alcantara e inserti in carbonio. Non mancano infine una data logger e il freno a mano idraulico. Altrimenti che macchina da rally sarebbe?

 

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