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Prova

Hyundai i20 N, emozioni di una volta, tecnologia ultra moderna

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Adriano Tosi
Pubblicato il: 24 nov 2022

Guida

Mani ben salde

A un fenomeno, sulla i20 N bisogna fare l’abitudine: quando si inizia a fare sul serio, quando si richiede il massimo al motore, è bene stringere il volante perché se l’asfalto presenta qualche irregolarità evidente, è facile che l’auto vada a sinistra o a destra. Si tratta di una caratteristica comune a tutte le trazioni anteriori sportive, in particolare se dotate di differenziale autobloccante; un prezzo che si paga molto volentieri, alla luce di ciò che propone il menu nel misto.

Le curve, il suo pane

Se un motore esplosivo è l’ingrediente base di un’auto sportiva, il telaio rappresenta la cottura: se non è a regola d’arte, vanifica tutto. Per fortuna, in Hyundai hanno curato tantissimo questo aspetto e il risultato è che gli ingressi in curva sono fulminei, grazie alla prontezza di sterzo e alla solidità dell’avantreno. La rigidità dell’assetto assicura inoltre alte velocità di percorrenza, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla sensibilità del retrotreno al rilascio del gas. Ciò significa che le traiettorie si disegnano sì con lo sterzo ma anche con il gas, o meglio: sfruttando le inerzie. Un comportamento che non mette ansia, a meno di andarsele a cercare disattivando l’elettronica ed esagerando le manovre. E comunque, anche in quelle circostanze, le reazioni non sono mai imprevedibili. Tutto perfetto dunque? Non proprio: lo sterzo, ancora lui, encomiabile per rapidità, non mi ha convinto invece per “trasparenza”. Tra le ruote e le mani c’è un po’ troppo filtro, non sempre si ha la netta percezione di quale sia lo stress a cui sono sottoposti i pneumatici.